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«Maltempo, il caso limite di Nocera Terinese»

Del maltempo nessuno ha colpa, parrebbe, ma della mancata prevenzione si.Sono decenni che disastri e disagi provocati dalle mareggiate, che si susseguono con grande frequenza, segnalano alle istit…

Pubblicato il: 24/11/2022 – 11:01
di Ersilia Amatruda
«Maltempo, il caso limite di Nocera Terinese»

Del maltempo nessuno ha colpa, parrebbe, ma della mancata prevenzione si.
Sono decenni che disastri e disagi provocati dalle mareggiate, che si susseguono con grande frequenza, segnalano alle istituzioni l’urgenza di porre in essere misure a tutela dei litorali, sempre più rinsecchiti da una erosione costiera che non si vuole fermare.
Che non si vuole fermare, non che non si può fermare.
Come dimostra il caso limite di Nocera Terinese, cittadina nella quale vivo, in preda ad una amministrazione commissariale (il comune è stato sciolto quasi due anni fa) che definire non all’altezza dei problemi è perfino riduttivo.
Tra le piaghe, l’avanzare incessante del mare, il quale ogni volta che si agita di fatto devasta e allaga ampie porzioni di centro abitato.
Questo fenomeno accade da sempre, data anche la depressione su cui insiste il centro urbano rivierasco, ma esso negli ultimi anni ha assunto proporzioni inquietanti.
Quel che preoccupa di più è, tuttavia, l’assenza di un coordinamento tra amministrazioni volto ad attuare un piano di salvataggio della marina nocerese.
Per quanto tempo ancora si potrà ignorare il caso limite di Nocera Terinese?
C’è bisogno di danni seri alle persone, visto che quelli alla viabilità, alle abitazioni e agli imprenditori turistici non impressionano le istituzioni, per avere la giusta attenzione?
Se si attende il morto prima di agire, lo si dica chiaramente, perché la trascuratezza che vive questo paese parla chiaro.
E poi, cosa se n’è fatto dei tanti milioni di euro destinati da tempo immemore alla realizzazione di dispositivi a tutela del fragilissimo litorale lametino?
Non vi fossero stare risorse, avremmo anche potuto capire la assoluta inconsistenza delle amministrazioni sul fronte del pericoloso avanzamento del mare.
Ma i soldi ci sono, e anche tanti.
Ripeto, dove sono andati a finire, e se sono ancora disponibili, perché non li si spende?

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