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L’inchiesta

Bancarotta fraudolenta e truffa, raffica di sequestri (anche) in Calabria

Operazione delle fiamme gialle contro aziende attive nel settore dei rifiuti. Disposte quattro misure cautelari al management delle imprese

Pubblicato il: 05/12/2022 – 11:00
Bancarotta fraudolenta e truffa, raffica di sequestri (anche) in Calabria

CATANZARO Bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale per distrazione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e riciclaggio: sono le accuse per le quali militari della Guardia di finanza del comando provinciale di Catania hanno notificato misure cautelari a 4 indagati – due finiti in carcere, altrettanti agli arresti domiciliari – appartenenti al “Consorzio RiI.E.Co Società cooperativa” e “Publisud Società Cooperativa”, dichiarati falliti anche a causa degli ingenti debiti, pari a oltre 18 milioni di euro, maturati nei confronti dell’Erario.
Il gip ha anche disposto il sequestro preventivo di due compendi aziendali attivi in Sicilia, Calabria, Puglia e Lombardia nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani, nonché di un immobile, per un valore complessivo di 4,5 milioni di euro.

Le indagini


Le indagini, condotte dal I Gruppo della Guardia di finanza di Catania specializzati nel contrasto ai reati fallimentari, hanno riguardato le due imprese catanesi di raccolta rifiuti. Dalle intercettazione e’ emersa l’esistenza di atti distrattivi a danno delle due societa’ cooperative, secondo lo schema dello svuotamento delle aziende indebitate per consentire la prosecuzione delle attivita’ tramite nuovi e non gravati soggetti giuridici, lasciando insoluti i debiti nel frattempo accumulati. Spogliate nel tempo di tutti i beni e dei proficui contratti in essere con i propri clienti a favore delle società Progitec srl e As Ambiente srl, entrambe operanti in Catania e riconducibili alle medesime persone. Uno degli arrestati avrebbe utilizzato i fondi di una delle cooperative fallite per pagare debiti personali, costituiti da mutui ipotecari peraltro intestati a soggetti terzi consapevoli per suo conto.
Scoperto l’impiego e la remunerazione in nero di personale dipendente presso le societa’ d’interesse per permettere loro di beneficiare indebitamente dell’indennita’ di disoccupazione erogata dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Gli arrestati ed i sequestri

Il carcere e’ stato disposto per Filippo Santamaria di 52 anni e Angelo Lapiana di 44; arresti domiciliari per Gaetano Tagliarina di 49 e Rosario Pruiti Ciarello di 57. I beni sottoposti a sequestro sono stati affidati ad un custode giudizario: quote sociali e intero patrimonio aziendale della “Progitec srl” di Catania, costituito dalla sede dell’azienda, un terreno, disponibilita’ finanziarie e 246 autoveicoli, tra cui mezzi speciali per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, attrezzatura e impianti industriali ubicati presso i propri cantieri dislocati in Sicilia, Calabria, Puglia e Lombardia; quote sociali, disponibilità finanziarie e beni della “As Ambiente “di Catania: un immobile, costituito da abitazione e garage, sito in Mascali (Catania).

«Annullata l’ordinanza di sequestro della Progitec»

La Progitec srl, in una nota a firma del legale rappresentante Giuseppe Sarti, precisa che «l’ordinanza del gip di Catania del 05/12/2022 di sequestro preventivo della società Progitec S.r.l., è stata annullata in sede di riesame in data 22/12/2022 dal Tribunale di Catania, con il dissequestro della stessa».

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