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Ospedale della Sibaritide, ci siamo. Ma qualche incognita resta

Le opere strutturali sono concluse. Restano i contenuti: gli ambienti interni, le risorse umane e le tecnologie. E non mancano i problemi

Pubblicato il: 25/12/2022 – 18:06
di Luca Latella
Ospedale della Sibaritide, ci siamo. Ma qualche incognita resta

CORIGLIANO ROSSANO Il 91%. Non una percentuale qualunque, ma relativa all’avanzamento dei lavori strutturali dell’ospedale della Sibaritide. Da quel 3 novembre 2020, la posa della prima – vera – pietra, dopo alcune inaugurazioni fittizie “sponsorizzate” da campagne elettorali regionali e politiche, l’azienda appaltatrice – la D’agostino – sta proseguendo spedita nei lavori. Fondamentale, però l’input fornito dalla politica: la compianta presidente Jole Santelli e l’attuale governatore, Roberto Occhiuto che sta monitorando i lavori. Il governatore ha effettuato un primo sopralluogo lo scorso 4 maggio ed il 19 settembre è ritornato per verificare di persona lo stato di avanzamento.  
Quei lavori strutturali saranno consegnati entro le primissime settimane del 2023 ma poi bisognerà vincere un’altra partita: quella dei contenuti, ovvero le costruzioni interne, ambienti e spazi fisici, che saranno realizzati nei prossimi mesi con opere murarie prefabbricate. Ma soprattutto la sfida tutta da vincere, affinché l’ospedale della Sibaritide entri in esercizio, sarà quella di riempire il polo sanitario di tecnologie e risorse umane, medici, infermieri e ausiliari che vi confluiranno dagli ospedali di Rossano e Corigliano.

I numeri in breve

La conclusione dei lavori dell’ospedale della Sibaritide è prevista per il 2023. L’importo complessivo dell’opera, che risale a un Accordo di programma del 2007, è di 143 milioni di euro. L’approvazione definitiva del progetto è avvenuta a maggio 2019. Il 3 novembre 2020 il presidente della Regione facente funzioni, Nino Spirlì, ha firmato la consegna dei lavori. I posti letto saranno 376.

Un iter lungo 15 anni

L’iter lungo e tortuoso ha fatto registrare ritardi mostruosi, anche a causa dei problemi legati alle vicende societarie della Tecnis S.p.A. – la ditta che si era aggiudicato l’appalto – che poi ha definitivamente ceduto le proprie quote del ramo d’azienda “Presidi Ospedalieri” – che comprende le concessioni di progettazione, realizzazione e gestione anche del nuovi ospedali della Piana di Gioia Tauro – alla Società D’Agostino Angelo Costruzioni Generali S.r.l. Quello legato alla ditta aggiudicataria è solo l’ultimo degli ostacoli che hanno dilatato il cronoprogramma dell’ospedale della Sibaritide di circa un decennio. Insomma, dagli espropri al bando, passando per le varie fasi commissariali della sanità regionale, i tempi di progettazione, il primo affidamento, il passaggio di consegne fra le due ditte, il tempo è passato inesorabilmente.

Reparti e posti letto

L’ospedale sarà composto da due piani interrati (-2 e -1) e tre (0-1-2) sulla superfice.
Il piano -2 sarà prettamente tecnico, al -1 saranno allocate le cucine, la mensa, i locali tecnici, gli spogliatoi del personale, i luoghi di culto, il laboratorio analisi, la morgue, l’anatomia patologica, magazzini e depositi, officine, i gas medicali.
Al pianterreno (0) ci saranno la hall, l’area commerciale e polivalente, l’oncologia (10 posti letto), il day ospital (8 posti), il poliambulatorio, l’area ristoro, la radiologia, il pronto soccorso, l’area prelievo donatori, l’emodialsi (14 posti), la psichiatria (15 posti).
Al primo piano ci sarà spazio per la degenza chirurgica (40 posti di chirurgia generale, 10 di urologia, 20 di ortopedia, 10 di chirurgia ginecologica), il day hospital (altri 16 posti letto), il blocco operatorio, la terapia intensiva (10 posti), la medicina d’urgenza (5 posti), la degenza medica (30 posti di medicina generale, 10 di nefrologia, la degenza medica sub-intensiva (18 posti di cardiologia, 7 di unità di terapia intensiva coronarica, 8 posti di nefrologia e 2 di stroke unit) e la direzione sanitaria.
Al secondo piano saranno allocati 30 posti letto per la degenza riabilitazione, altri 30 per la lungodegenza, gli studi medici dipartimentali, gli impianti tecnologici, il blocco parto con la degenza pediatrica, l’osservazione breve intensiva pediatrica, la patologia neonatale (14 posti di pediatria, 8 di patologia neonatale, 2 di pronto soccorso e obi pediatrico), la degenza di ostetricia ed il nido (33 posti letto di ostetricia, 16 per il nido; 46 saranno i posti letto tecnici. Numeri che, tuttavia, potranno mutare in questi mesi in base alle necessità dei reparti (ad esempio oculistica, otorinolaringoiatria ecc.), a gestione Asp ed all’adozione delle normative vigenti.

Petrone: «Lavori strutturali imponenti terminati in poco più di un anno»

«Dopo la consegna dei lavori avvenuta il 4 novembre 2020 – spiega il direttore dei lavori, Domenico Petrone al Corriere della Calabria – siamo partiti con la messa in sicurezza del cantiere e l’avvio delle prime opere fondali. Superata la fase di una variante strutturale in corso d’opera, approvata lo scorso 14 marzo 2021, da allora abbiamo messo in cantiere tutte e opere strutturali. E cosa sia accaduto da quel 14 maggio ad oggi credo sia sotto gli occhi di tutti. Il lavoro è stato imponente in considerazione dei numeri e dell’ampiezza dell’opera e per questo mi sento di ringraziare tutti, il mio staff, l’azienda, i tecnici, le maestranze: grazie alla collaborazione di tutti stiamo raggiungendo il risultato che è la conclusione delle opere strutturali, allo stato attuale al 91%. Contiamo di concludere nelle primissime settimane del 2023».

Direzione dei lavori Demenico Petrone

«I piani calpestabili – spiega ancora Petrone dando un po’ di numeri che rendono l’idea dell’imponenza dell’edificio – sono cinque, due sotto terra e tre fuori oltre alle coperture. Parliamo di una superficie coperta al piano di circa 16mila mq, per ogni livello; una superficie sanitaria con annessa fruibilità interna di 62mila mq; una superficie complessiva del solo polo ospedaliero, incluse le aree dedicate ai servizi di circa 75mila mq, una superficie coperta di tutto il circuito ospedaliero con incluso il polo tecnologico di 90mila mq, mentre l’estensione totale inclusi i parcheggi in pianta si sviluppa in un’area di 180mila mq. Numeri, dunque, da capogiro se si considerano i tempi in cui queste opere sono state realizzate, il tempo per la perizia di variante strutturale approvata, il periodo in cui tentavamo di uscire dalla seconda ondata pandemica, accompagnanti dalle contingenze di carattere internazionale, ovvero il conflitto in Ucraina che ha alterato il mercato in modo considerevole. Nonostante tutto la determinazione che ci accompagna ed il frutto dell’impegno messo in campo da tutti ci inorgoglisce».
Petrone ha origini coriglianorossanesi, ha studiato a Bologna e si è formato al nord ed è la perfetta sintesi della “fusione”: padre rossanese, madre coriglianese. Per questo si sente ancora più orgoglioso di aver potuto contribuire ad un’opera del genere, che resterà nella storia della città e della regione.
«Allo stato attuale è stato attivato un tavolo tecnico per discutere di alcuni aspetti fondamentali, ma ci piacerebbe parlare del secondo step, ovvero le opere interne e la messa in funzione con il taglio del nastro. Con la stessa determinazione ed entusiasmo dell’inizio del primo step strutturale attendiamo questo nuovo punto di inizio».

Il cronoprogramma e i grandi rebus

Tempi del chiavi in mano? Il presidente Occhiuto punta il dicembre prossimo per la conclusione dei lavori. Il cronoprogramma dell’opera prevede la messa in esercizio qualche mese dopo, nell’aprile 2024. In questo lasso di tempo – a partire dalla conclusione della struttura fino alla primavera 2024 – la partita dovrà essere giocata sullo stesso tavolo da tre enti: la Regione, l’Asp di Cosenza ed il comune di Corigliano Rossano. Ai primi due spettano le questioni prettamente sanitarie e la conclusione dell’ospedale comprese le opere interne. Il comune dovrà realizzare la strada di collegamento con l’ospedale, l’attuale sp 195 ed il sistema di drenaggio urbano, il collettamento dei reflui fognari. Le reti elettriche e telefoniche sono bazzecole rispetto a quanto resta da fare.
Proprio lungo la sp 195 si sviluppano i cantieri e l’ingresso dell’ospedale, una strada perpendicolare alla statale 106 a cui si collega più a valle. Il progetto riguarda la messa in sicurezza, la realizzazione del viadotto ferroviario e di due rotonde che renderanno più accessibile e sicuro l’ingresso alla zona del parcheggio e all’area del pronto soccorso. L’opera è inclusa nel Piano triennale dei lavori pubblici approvato in Consiglio comunale il 25 luglio scorso. L’opera viaria, per un totale di 8milioni di euro, sarà finanziata dalla Regione Calabria. (l.latella@corrierecal.it)

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