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La denuncia

Rapporti tra sanità regionale e Università, l’affondo della Cisl medici: «Troppe anomalie»

Il segretario generale Accorinti contro il governatore: «Provvedimenti sottratti alla valutazione dei sindacati»

Pubblicato il: 02/01/2023 – 11:54
Rapporti tra sanità regionale e Università, l’affondo della Cisl medici: «Troppe anomalie»

CATANZARO «Nel mentre il Presidente/Commissario onorevole Occhiuto ha affrontato il supposto “vulnus” amministrativo regionale sulla costituzione dell’Azienda O.U. “Mater Domini” che dovrebbe incorporare l’Azienda “Pugliese Ciaccio” ai sensi del provvedimento legislativo regionale n. 33/2021, dall’altra parte ha adottato un Dca – e precisamente il 117 del 30.12.2022 (“Protocollo d’Intesa tra la Regione Calabria e l’Università della Calabria per la collaborazione in ambito sanitario) – che, si può affermare senza ombra di dubbio, non presenta un quadro di riferimento normativo comprensibile e coerente con quello statale». Lo afferma Nino Accorinti, segretario regionale della Cisl Medici Calabria.
«Nel primo caso il programma operativo 2022-2025, approvato con DCA n. 162 del 18.11.2022 e redatto dal Commissario ad Acta – aggiunge – stabilisce la necessità di pervenire ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’art. 8 del D. L.gs. 517/99 che possa garantire all’Azienda Mater Domini di Catanzaro “la conservazione ex tunc dei valori giuridici conseguiti dall’incorporante a tutt’oggi” dal momento che l’atto presidenziale costitutivo n. 170 del febbraio 1995 si ritiene “nullo”».
«Il procedimento doveva avere inizio con l’istanza del Commissario ad Acta ad aprile 2022, costituendo il secondo step del POR, e concludersi a settembre 2022 – denuncia Accorinti – ma sembra che, a tutt’oggi, non vi sia ancora una formale richiesta al Ministero competente e quindi non siano state rispettate le scadenze convenute ed accettate dai Tavoli Ministeriali (“Adduce”) con colpevole ritardo delle istituzioni regionali. A fronte di tale presunta mancanza, considerando che l’Azienda è stata costituita, pare con una procedura inappropriata e incostituzionale, prima delle disposizioni attuative della Legge 419/1998, occorreva porvi subito rimedio, anche a tutela dell’immagine aziendale e dei diritti dei lavoratori che di fatto prestano servizio nella “Mater Domini”, ma “inspiegabilmente” non è stata perseguita la cronologia prevista nel Por».
«Sul punto, appare ancor più incomprensibile – sottolinea il segretario generale regionale dei Medici della Cisl – il silenzio dei vertici dell’UMG mentre è adesso comprensibile, alla luce della riserva contemplata nel POR, l’assenza dai lavori della Commissione Tecnica Paritetica, per la definizione del protocollo d’intesa tra Regione Calabria ed Università Magna Graecia, del docente in diritto sanitario professor Ettore Jorio, che ha omesso la propria firma sul documento finale. Nel secondo caso, cioè sull’adozione del DCA 117 del 30 dicembre, il Commissario Ad Acta, il Rettore Leone dell’Unical ed il nuovo Commissario dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza De Salazar sembrano ignorare il Decreto Legislativo 517/99 che disciplina i rapporti fra Servizio Sanitario Nazionale ed Università, a norma dell’articolo 6 della legge 30 novembre 1998, n. 419, prevedendo la costituzione di un “mostro” giuridico, incoerente e di dubbia legittimità».
«Infatti, senza l’istituzione di una nuova Azienda Ospedaliera Universitaria ed in assenza del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri – rileva Accorinti – si è sottoscritto un protocollo in cui si prevede di “clinicizzare”, in difformità dalle norme statali, le strutture ospedaliere dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza trasformandole in Unità Operative a direzione universitaria, mentre vagamente si indicano nell’accordo più Aziende di riferimento ed, incoerentemente, un comitato (non organo!) di indirizzo che dovrebbe esprimere pareri ed, addirittura, proposte sulla programmazione sanitaria regionale e monitorare l’accordo attuativo locale».
«Un fatto inspiegabile, sotto il profilo normativo e della trasparenza – sostiene l’esponente regionale della Cisl – in difetto dell’attribuzione statale dello status di AOU con conseguente prevedibile invalidità dei provvedimenti e dei contratti da stipulare e l’assunzione di eventuali illegittime obbligazioni verso terzi. Oltremodo, contradditoria, per citare qualche anomalia pattizia, è la previsione, all’art. 7 dove si fa riferimento al D.Lgs. 517/99 – unica volta nel testo del DCA e del Protocollo – di istituire i Dipartimenti ad Attività Integrata, il cui Direttore deve essere nominato d’intesa con il Rettore, dimenticando che gli stessi sono normativamente costituiti nell’organizzazione interna delle Aziende Ospedaliere Universitarie».
«Tutto ciò – conclude Accorinti – genera una pericolosa confusione della programmazione universitaria e dell’attività assistenziale e rimane incomprensibile, o meglio difforme dalle previsioni del D. Lgs. 517/99. È incomprensibile, soprattutto, che un siffatto provvedimento regionale sia stato sottratto al coinvolgimento delle organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori delle Aziende del SSR e concepito improvvisamente e senza alcuna trasparenza».

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