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La polemica del papàs sul nome del panino. «Offensivo per la comunità arbereshe»

I vertici dell’eparchia di Lungro protestano sui social contro una catena di fast food. «Idea infelice, chiediamo di ritirarla»

Pubblicato il: 15/01/2023 – 14:37
La polemica del papàs sul nome del panino. «Offensivo per la comunità arbereshe»

LUNGRO «Non possiamo avere un panino denominato “u ghiegghiu” che si prefigge di rappresentare il patrimonio identitario e la presenza Arbëreshe in Calabria. È semplicemente offensivo. Eleviamo la nostra protesta e chiediamo a chi ha avuto l’infelice idea di ritirarla. La nostra identità non si può racchiudere in un panino e in un termine ancor oggi usato in modo dispregiativo». Doppio segno dei tempi: prima una nota catena calabrese di fast food lancia un nuovo panino chiamandolo “U Ghiegghiu”, poi il papàs Pietro Lanza lancia una “scomunica” gastronomica via social. Il termine – effettivamente utilizzato in maniera dispregiativa per individuare gli appartenenti alla comunità arbereshe – non piace al religioso, che si rivolge ai fedeli per chiedere sostegno nella richiesta. Una battaglia (ne ha dato notizia il sito iCalabresi) contro lo stereotipo considerato offensivo alla quale su Facebook hanno già risposto in molti, con decine di commenti e condivisioni: «Bravissimo, caro zoti – scrive uno degli utenti –. E mi meraviglio che nessun politico e nessun intellettuale abbia protestato. L’idea del panino è ottima, ma poteva essere chiamato “l’arbëresh”… È proprio vero che siamo noi stessi a perpetuare gli stereotipi».

L’azienda in realtà ha parlato, in occasione del lancio del panino, di nome «simbolico e scherzoso» e di dedica a una «preziosa e importantissima minoranza linguistica» e ha elencato i nomi di assessori e sindaci di alcuni comuni arbereshe che avrebbero mostrato «apprezzamento e sostegno» per l’iniziativa. Nella culla dell’ortodossia arbereshe, però, la soluzione non è piaciuta. Al punto da convincere i vertici dell’eparchia di Lungro a scendere in campo, seppure virtualmente, per chiedere alla catena di tornare sui propri passi. Vedremo. (redazione@corrierecal.it)

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