Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 23:07
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

la conferenza stampa

L’«alleanza occulta» tra la cosca Libri e il mondo dell’imprenditoria a Reggio Calabria – VIDEO

Gli investigatori “raccontano” la confisca ai due fratelli costruttori Berna. «La ndrangheta possedeva la libertà economica delle imprese»

Pubblicato il: 02/02/2023 – 13:43
di Mariateresa Ripolo
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
L’«alleanza occulta» tra la cosca Libri e il mondo dell’imprenditoria a Reggio Calabria – VIDEO

REGGIO CALABRIA «Dal nulla sono riusciti a raggiungere livelli altissimi». Un potere che i fratelli Francesco e Demetrio Berna avrebbero ottenuto diventando «imprenditori di riferimento» della cosca Libri. Il primo, in passato, presidente dell’Ance Calabria, il secondo ex consigliere comunale di Reggio Calabria, come emerso anche nel corso di altre indagini, avrebbero costruito la propria fortuna stringendo «un accordo sinallagmatico» con una delle consorterie criminali più potenti del territorio reggino. Tra i principali campi di interesse attività immobiliari, di costruzioni e di ristorazione. È quanto emerso nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella Questura di Reggio Calabria e alla quale hanno preso parte il direttore della Centrale anticrimine, il prefetto Francesco Messina, il questore di Reggio Calabria Bruno Megale, il direttore del Servizio centrale anticrimine Giuseppe Linares e il dirigente della Divisione anticrimine di Reggio Calabria Rosa Alba Stramandino. Sotto sequestro, con un’operazione del Servizio centrale Anticrimine e della Divisione Anticrimine della Questura di Reggio Calabria, un “tesoro” da oltre 45 milioni di euro. In tutta Italia, ma anche oltreoceano. Il provvedimento di sequestro ha interessato 10 veicoli, 337 fabbricati, 23 terreni, società e quote sociali detenute in 18 società, di cui una anche in Florida, negli Stati Uniti.

«Alleanza occulta tra la cosca Libri e il mondo dell’imprenditoria»

«Un’alleanza occulta tra una delle cosche più potenti del territorio reggino e il mondo dell’imprenditoria». Dalle indagini è emerso che sotto il controllo dei Libri c’era un intero indotto produttivo della città e del territorio limitrofo. Le indagini, in particolare, sono riuscite a ricostruire un arco temporale di oltre un trentennio, consentendo di raccogliere rilevanti elementi indiziari volti a dimostrare come i Berna, a fronte di un quadro reddituale insufficiente a soddisfare persino le primarie esigenze di vita, avevano avviato, godendo del sostegno della cosca Libri sin dagli anni 90, fiorenti attività economiche alimentate da capitali illeciti, riuscendo ad acquisire il controllo di un importante segmento dell’edilizia reggina e a proiettare i loro interessi, sia in Italia che negli Stati Uniti, in numerosi altri rami imprenditoriali, quali il settore edile, immobiliare, dell’editoria, della ristorazione, assicurativo e dei giochi e delle scommesse.

«’Ndrangheta in possesso della libertà economica degli imprenditori»

«Si stratta di un’operazione che mette in evidenza la potenza economica di questa organizzazione criminale, ma soprattutto la possibilità di usufruire del contributo di imprenditori che hanno consentito all’organizzazione l’acquisizione di patrimoni illeciti in diverse parti del territorio nazionale e anche all’estero», ha detto il prefetto Francesco Messina, che ha poi parlato di «un accordo sinallagmatico, ossia a prestazioni corrispettive che ha portato al possesso della libertà economica di gran parte della realtà imprenditoriale reggina».
I due imprenditori, che hanno iniziato un percorso di collaborazione in seguito al coinvolgimento in altre operazioni della Dda reggina, hanno reso una serie dichiarazioni, ma, secondo quanto emerso, non tali da ridurne le responsabilità. «I due – ha spiegato il questore Megale – hanno fatto una serie di dichiarazioni collaborative che sono state riscontrate nell’ambito di una serie di procedimenti. Hanno denunciato una serie di estorsioni che avrebbero subito durante la loro attività e, sulla base di questo, sono stati sottoposti a misure tutorie che sono tutt’ora in atto». (redazione@corrierecal.it)

Argomenti
Categorie collegate

x

x