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Sanità, Bruni denuncia: «Confusione e pressappochismo nei lavori in Commissione»

La vicepresidente: «Si privilegia la fretta rispetto alla bontà dei provvedimenti. Nessuna voglia di approfondire, di migliorare i testi»

Pubblicato il: 17/02/2023 – 12:33
Sanità, Bruni denuncia: «Confusione e pressappochismo nei lavori in Commissione»

REGGIO CALABRIA «Tanta confusione e altrettanto pressappochismo. Fa male constatarlo ma è questo che emerge in maniera evidente dai lavori della Commissione Sanità di cui sono Vicepresidente». È quanto denuncia la vice presidente della Commissione Sanità in seno al Consiglio Regionale e la leader dell’opposizione in Consiglio regionale, Amalia Bruni Lo scrive in una nota Amalia Bruni, che aggiunge: «L’ultima seduta è stata purtroppo la conferma di una grande confusione e di una superficiale conduzione dei lavori».
«Si esaminano una serie impressionante di proposte di legge – racconta Bruni – alcune delle quali potenzialmente interessanti, ma senza che vengano sviluppate nel modo corretto, diventando così inutilmente complicate, come se si tendesse a evitare la semplicità senza motivo. Considero l’ultima seduta della Commissione la cartina di tornasole di come si affrontino le discussioni sui temi legislativi, senza alcun approfondimento, senza una visione d’insieme e con una dannata fretta della quale non capisco il motivo».
«Questa maggioranza, fin dal principio ha privilegiato la celerità nel licenziare i provvedimenti – segnala la leader dell’opposizione a Palazzo Campanella – sacrificando in questo modo la qualità degli stessi, e questo cliché è riprodotto ovunque, dal Consiglio alle Commissioni. Prendiamo ad esempio la proposta sui Caregiver dove ho mostrato tutta l’intenzione di approvarla e per la quale ho presentato nove emendamenti, mi sono resa conto, però, che esiste una difficoltà oggettiva nell’accettazione di suggerimenti perché si guarda esclusivamente al colore politico dal quale provengono e non alla utilità nel migliorare la legge».
«E parliamo di un provvedimento di estremo interesse sociale – sottolinea – tanto che avevo proposto di rimandarne la lettura a dopo l’approvazione della norma nazionale che è in fase di elaborazione dal Parlamento. Sarebbe stata la cosa più saggia da fare ma non sono stata ascoltata. Mi è stato detto che non si poteva aspettare e che dovevamo fare in fretta. Ma fretta in nome di cosa, mi chiedo? Perché? Forse facciamo un servizio migliore ai cittadini facendo passare un testo senza approfondirlo o verificando le linee guide nazionali che da qui a qualche settimana saranno approvate? Non mi pare».
«Resto dell’avviso che abbiamo il dovere di fare le cose rapidamente – afferma ancora Bruni – ma dobbiamo farle anche nel miglior modo possibile e nella maniera più giusta, nell’interesse di tutti. Siamo sommersi da tante proposte di legge, molte assolutamente inutili che potrebbero essere sostituite da provvedimenti amministrativi, ma in ogni caso per le proposte legislative che pure meritano e necessitano di tanta discussione non ci viene dato tempo di studiarle e approfondire per adattarle alle esigenze della nostra terra. Discorso simile per quanto riguarda il cosiddetto Omnibus, dove dentro è stato messo di tutto, dalla legge sulla cannabis alle richieste del Tavolo Adduce per le quali non è stato fornito alcun dato e non sono stati messi a disposizione i verbali relativi e provvedimenti da cambiare, mai passato in commissione perché non era di merito. Sono dispiaciuta, vedo un’attività nel caos e rifletto».
«Se è confusa l’attività di un settore come la Commissione Sanità – conclude Bruni – dove occorre la massima attenzione per lo stato drammatico in cui versa il nostro sistema sanitario e noi trattiamo in modo così approssimativo i provvedimenti viene naturale chiedersi quale contributo si possa davvero produrre e quali obiettivi si possano raggiungere se si continua a operare così».

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