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Doppi pagamenti, caos accreditamenti e macchinari mai utilizzati: la sanità è sempre un “buco nero”

La Corte dei Conti mette in evidenza tutte le irregolarità del settore: sotto accusa le Asp per l’illecita realizzazione di impianti energetici

Pubblicato il: 24/02/2023 – 11:54
Doppi pagamenti, caos accreditamenti e macchinari mai utilizzati: la sanità è sempre un “buco nero”

CATANZARO «Attiva, puntuale e qualificata è stata l’attività di collaborazione dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza. In particolare quest’ultima ha accertato fattispecie di danno erariale che, anche nella loro specificità, prospettano indici di serialità di sicuro sviluppo investigativo». Lo evidenzia il procuratore regionale della Corte dei Conti della Calabria, Romeo Ermenegildo Palma (nella foto), nella relazione per l’anno giudiziario 2023 della magistratura contabile a Catanzaro.  «Il richiamo – prosegue la relazione del procuratore contabile – è in materia sanitaria a irregolarità in materia di accreditamenti e convenzionamento delle strutture private con il sistema sanitario regionale (con riferimento sia al mancato rinnovo periodico dei provvedimenti che alla fraudolenta rendicontazione delle prestazioni sanitarie), o ad accreditamenti di strutture private in presenza di palese irregolarità di alcuni sanitari, contemporaneamente alle dipendenze di altre strutture sanitarie e/o assistenziali, in violazione del requisito di esclusività richiesto in sede di accreditamento. Sempre in materia sanitaria sono emerse ulteriori irregolarità sottese al danno erariale correlate al trattamento economico del personale con indebita corresponsione di indennità o emolumenti non spettanti, o espressione della fraudolenta richiesta di doppi pagamenti a carico del sistema sanitario regionale, fattispecie già conosciuta nel territorio regionale da decenni e che nonostante l’evidenza delle responsabilità e l’attenzione investigativa delle forze dell’ordine, continua a interessare l’attività dell’ufficio del requirente contabile».

Irregolarità nei lavori pubblici e assenteismo

La relazione del procuratore Palma poi rileva che «ampia è la casistica di segnalazioni in ordine alla indebita percezione di contributi pubblici e euro unitari ottenuta attraverso l’utilizzo di dichiarazioni false del possesso dei requisiti personali per accedere ai finanziamenti o la produzione di documentazione falsa o artatamente redatta, nonché l’utilizzo dei finanziamenti ottenuti per finalità differenti da quelle finanziate. Significativi, in materia di lavori pubblici, specie nell’attuale contesto di crisi energetica internazionale, sono poi gli esiti delle indagini che hanno accertato l’irregolare realizzazione di impianti energetici da parte delle Asp, finalizzati, nelle intenzioni, a produrre un risparmio energetico a beneficio di svariati presìdi ospedalieri regionali per i quali è stata accertata l’assenza delle condizioni di fattibilità sismica e paesaggistica e, fatto ancora più rilevante, il diffuso stato di abbandono degli stessi».
Inoltre, per la Procura della Corte dei Conti della Calabria si evidenzia che «nonostante la sistematica attenzione degli organi di investigazione sul fenomeno dell’assenteismo diffuso appare ancora oggi il riscontro di numerosi episodi, fenomeno ancora più grave se si pensa che tale illegittima prassi interessa strutture sanitarie in cui, specie in considerazione della crisi sanitaria mondiale, il fenomeno prospetta ulteriori profili di responsabilità a carico di responsabili per le conseguenze in termini di disservizio che hanno caratterizzato l’erogazione di prestazioni, spesso di rima assistenza. Oltremodo diffusa è la violazione dell’obbligo di esclusività delle prestazioni di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione. Largamente in uso – conclude la relazione – è la prassi di acquisire beni, specie di quelli a più elevata tecnologia (tra tutti l’acquisto di apparati tecnologici – strutture di tipo verticale con integrati schermi digitali interattivi, destinati a offrire servizi informativi e contenuti multimediali) di cui si è accertato il mancato utilizzo con ogni conseguenza in termini di degrado e obsolescenza». (c. a.)

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