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Naufragio di Steccato di Cutro, sono fuori pericolo i sei minori superstiti

Il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria Marziale: «I medici hanno dovuto lottare contro una serie di gravi difficoltà»

Pubblicato il: 03/03/2023 – 10:53
Naufragio di Steccato di Cutro, sono fuori pericolo i sei minori superstiti

CROTONE «Hanno tra i 3 e i 17 anni i sei minorenni ricoverati all’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, in seguito all’odissea del barcone dilaniato dalla forza del mare e sono fuori pericolo». È quanto dichiara Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, che segue le loro sorti rapportandosi con il primario del reparto di pediatria Stefania Zampogna. «I medici – spiega Marziale – hanno dovuto celermente lottare contro una serie di difficoltà che i minori recavano, come l’ipotermia, l’inalazione e l’ingestione di idrocarburi, ferite lacero contuse, tosse, difficoltà respiratorie, vomito e cefalee. Particolarmente marcata in tutti è stata riscontrata la rabdomiolisi, gravi lesioni del tessuto muscolare scheletrico, dovuta sia alla posizione durante il drammatico viaggio, sia alla lotta ingaggiata con i potenti moti ondosi». Il Garante evidenzia che «uno dei minori, il più grande d’età, non era accompagnato durante il viaggio, sin dal primo momento gli è stato assegnato un tutor ed appena dimesso sarà allocato presso una comunità per minori stranieri non accompagnati calabrese. Due fratellini di 10 e 12 anni sono accompagnati da mamma e papà. Uno di 10 anni dalla mamma e dallo zio. Un bimbo di 10 anni è con la mamma, ma ha perso due fratelli di 12 e 18 anni. Un undicenne è accompagnato da un fratello maggiorenne ed uno più piccolo di egli». «Sono bambini e adolescenti – conclude Marziale – che una volta dimessi dall’ospedale necessiteranno, soprattutto in termini emotivi, di costanti cure, perché hanno visto la morte con gli occhi e hanno perduto persone care. Questa esperienza segnerà per sempre i loro giorni in divenire. Continuerò ad informarmi giornalmente sulle loro condizioni e ringrazio dal profondo del cuore il primario Stefania Zampogna, la sua equipe medica e tutto il personale socio-sanitario per l’encomiabile dedizione umana e professionale nella cura di questi sventurati bambini».

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