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«Registriamo lo sfaldamento della cultura ebraica in Israele»

La riflessione di Chiodo (Si-Avs Calabria)

Pubblicato il: 08/05/2026 – 19:18
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«Registriamo lo sfaldamento della cultura ebraica in Israele»

LAMEZIA TERME «L’ennesimo e odioso episodio (il soldato Israeliano che mima la sigaretta in bocca alla riproduzione dell’immagine di Maria di Nazareth) contro simboli di fedi diverse da quella ebraica non sono, oramai, singoli episodi di maldestri soldati, sfibrati a livello psichico. Sono episodi che ci dicono molto di più; a partire da uno sfaldamento della stessa cultura ebraica in Israele». Lo afferma il responsabile Dipartimento Politiche Internazionali di Sinistra Italiana Calabria-Avs, Tommaso Chiodo. Secondo Chiodo «potrebbe essere che si stia cercando di recuperare tratti identitari di una comunità riscoprendo vecchie avversioni religiose (altro che guerra di religione islam contro occidente). Al di là dell’oramai manifesto progetto politico di adesione al nuovo Colonialismo Occidentale, Israele fa trasparire sempre più al suo interno una grave crisi se non una possibile fase finale del sionismo classico. Come si spiegherebbe se no una opposizione presente, vera, all’interno di Israele, (da parte anche negli ultimi tempi di ex settori militari e della cultura) contro il genocidio ai danni dei palestinesi. Contrariamente a quanti si proclamano “sinistra per Israele”, ma anche ai tanti accecati dalla bandiera Israeliana, bisognerebbe capire come favorire lo sviluppo delle contraddizioni in quello Stato. Credo, che, forse, l’esser giunto l’Ebraismo ad un punto di svolta fra modernità e asserramento nelle dottrine oltranziste originarie, ciò determini, in questa fase, una ingovernabilità totale, affidando alle armi, alla guerra, il compito estremo di tenuta della sua comunità. Di fatto la guerra, e la sempre più manifesta avversione religiosa anticristiana (guarda caso in sintonia con gli attacchi di Trump al papa) per il momento sono, possono essere, l’antidoto a che le diverse anime dell’ebraismo non implodano, ma ancor peggio esplodano definitivamente. Per la loro natura monoteista, ritengo a riguardo, che le tre religioni, possano avere un ruolo fondamentale, nel partecipare a riscrivere un progetto di convivenza e di nuovo ordine mondiale fra i popoli, non più incentrato sull’assoluto unilaterale primato dell’occidente. Senza voler favorire, immaginare, commistioni pericolose fra politica e religione, i Governi degli Stati dovrebbero tenere nella debita considerazione la funzione che tali fedi possono avere, come d’altronde hanno sempre avuto in questo scacchiere mondiale, e non solo. Soltanto i miopi non hanno voluto vedere come da decenni si siano determinate le condizioni dello scontro attuale; all’orche, il sistema capitalistico ha preso atto che un altro ordine mondiale si stava definendo e prendendo forma da un’altra parte. L’obiettivo che era ed è sempre più praticato è quello di riscrivere regole internazionali non più affidate all’egemonia delle armi e al ricatto criminale dell’economia sui paesi poveri, o in via di sviluppo, o peggio ancora non allineati al dominio Usa. In questo scenario – conclude Chiodo – va rivisitata la vicenda interna all’ebraismo e al sionismo, che trasformano Israele in uno strumento ingovernabile sul piano internazionale, che rischia di trascinare intere altre aree mondiali. Ed è per tale ragione che tutto questo non può essere disgiunto da un’osservazione attenta, scrupolosa, depotenziata da pregiudizi e ideologie precostituite rispetto a quanto sta accadendo nel frattempo fra le anime della cultura ebraica».

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