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La vicenda

Vertenza Adiss a Cosenza, Usb: «Famiglie private del lavoro, pronti alla mobilitazione»

Il sindacato di base sul piede di guerra per i dipendenti della cooperativa messi alla porta: «Subito un incontro con il sindaco Caruso»

Pubblicato il: 31/03/2023 – 8:49
Vertenza Adiss a Cosenza, Usb: «Famiglie private del lavoro, pronti alla mobilitazione»

COSENZA «Mentre il governo Meloni e molti partiti, dall’alto dei loro privilegi, proseguono nella narrazione secondo la quale i lavoratori italiani necessiterebbero di una maggiore cultura del lavoro e disponibilità al sacrificio, la realtà ci racconta una situazione ben diversa. Nella nostra città la maggior parte di chi lavora fatica ad arrivare alla fine del mese, vive situazioni di sfruttamento e spesso è costretto a subire vessazioni o licenziamenti ingiustificati che mettono a rischio la dignitosa sopravvivenza di interessi famiglie». È quanto afferma, in una nota, la segreteria dell’USB Lavoro Privato Cosenza che aggiunge: «È il caso, tra gli altri, dei lavoratori della cooperativa Adiss, ex Lpu poi stabilizzati, che da oltre venti anni svolgevano in maniera egregia l’attività di pre e post scuola e gestione del servizio scuolabus nel comune di Cosenza».
«Un servizio essenziale per tutte quelle famiglie – sottolineano i vertici del sindacato di base – che, causa lavoro e altri impegni inderogabili, sono costretti ad accompagnare e riprendere i propri figli in orari extra scolastici. Una cooperativa impegnata in attività fondamentale di intrattenimento per i ragazzi e di supporto alle loro famiglie».
«Ebbene, nonostante le promesse del sindaco Caruso in campagna elettorale – aggiungono – quando incontrando lavoratori e residenti dei quartieri popolari prometteva la difesa e il rafforzamento delle cooperative, nonostante il partito che oggi governa il comune di Cosenza parli quotidianamente di difesa del lavoro e di salario minimo, i 15 operatori della cooperativa da diversi mesi si sono ritrovate per strada, senza stipendio e senza un futuro lavorativo. Vent’anni di lavoro e impegno cancellati con un colpo di spugna. Vent’anni di esperienza sul campo, di corsi d’aggiornamento e presenza costante nelle scuole gettati via e mortificati dalla fredda macchina burocratica e dalla mancanza di attenzione e impegno verso queste persone da parte dell’ente».
«Riteniamo inaccettabile privare del proprio lavoro 15 famiglie – denuncia la segreteria Usb – senza provare a trovare una soluzione al problema, senza provare a porre rimedio a questa situazione. Crediamo che il Comune non possa rimanere indifferente. Bisogna tutelare chi per anni ha lavorato in maniera onesta per l’ente e ad oggi si ritrova senza una prospettiva futura».
«Pertanto, in qualità di organizzazione sindacale – conclude la nota – chiediamo che l’amministrazione comunale ci riceva con massima celerità per affrontare questa annosa problematica al fine di individuare una strada condivisa che porti al reinserimento lavorativo di tutti gli operatori. Siamo pronti ad intraprendere, sin da subito, ogni tipo di iniziativa sindacale a tutela dei nostri iscritti».

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