Naufragio di Cutro, monsignor Panzetta al Governo: «Rispettare i diritti umani»
L’arcivescovo di Crotone ha rivelato il colloquio avuto con l’esecutivo Meloni prima del Cdm: «Spero che quella tragedia serva a cambiare le cose»

CROTONE «Al Consiglio dei ministri ho chiesto di guardare con attenzione a quanto accaduto perché i diritti umani fossero rispettati». Lo ha detto l’arcivescovo di Crotone Santa Severina, Angelo Raffaele Panzetta, a margine del suo messaggio pasquale, parlando delle richieste avanzate al governo nell’incontro che si è tenuto prima della riunione del Consiglio dei ministri a Cutro. «Ho trovato ascolto e impegno – ha spiegato Panzetta – a trovare insieme soluzioni che possano far diventare Cutro una tragedia che contribuisca a cambiare le cose. Mi piacerebbe che emergesse una proposta per la questione migratoria che, mettendo insieme le energie migliori e disinteressate del territorio, insieme alle grandi organizzazioni pontificie possa permettere di immaginare Cutro come luogo per un futuro migratorio meno segnato da stragi e morti». L’arcivescovo ha quindi ricordato che «la comunità cristiana non scrive i decreti legge, certamente mette in discussione ogni proposta legislativa nella quale non ci sia al primo posto il rispetto della vita delle persone».
L’arcivescovo quindi, a proposito della frase di Papa Francesco utilizzata per la targa affissa nel Comune di Cutro nel giorno del Consiglio dei ministri, ha voluto sottolineare che «il rischio in quei giorni è stato che il Papa e la comunità cristiana venissero tirati dalla giacchetta da una parte o dall’altra. Il messaggio del Papa riportato in quella lastra dice una grande verita’ se collocata nel suo contesto più ampio. Il rischio serio è che, citando un frammento della frase, non tenendo conto del contesto, il testo sia travisato».