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Lotta alla mafia

Favorì la latitanza del boss, in manette l’amante di Messina Denaro

I carabinieri hanno arrestato Laura Bonafede. La maestra ripresa al supermercato con il capomafia

Pubblicato il: 13/04/2023 – 10:40
Favorì la latitanza del boss, in manette l’amante di Messina Denaro

TRAPANI Arrestata Laura Bonafede, l’insegnante di Campobello di Mazara (Trapani) indagata per i suoi rapporti con il capomafia Matteo Messina Denaro finito in cella il 16 gennaio. Bonafede, finita sotto procedimento disciplinare da parte dell’Ufficio scolastico regionale, è stata arrestata dai carabinieri del Ros su disposizione del tribunale di Palermo e ora si trova in carcere. Il Tribunale ha accolto la richiesta della Direzione distrettuale antimafia. La donna, immortalata dalle telecamere di un supermercato di Campobello di Mazara in un incontro ravvicinato con il padrino di Castelvetrano, è accusata di favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena: tutti reati aggravati dall’avere agevolato la mafia. Sarebbe l’amante del boss.

La catena di arresti dei fiancheggiatori


Continua ad aumentare, quindi, il numero di arrestati per avere favorito la latitanza di Messina Denaro. Gli ultimi arresti risalivano al 16 marzo: quel giorno i Ros bussarono alla porta di Emanuele Bonafede e Lorena Ninfa Lanceri, indagati in concorso per favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena, anche in questo caso con l’aggravante di avere agevolato Cosa nostra. La coppia accoglieva normalmente il latitante nella propria abitazione di Campobello di Mazara, come scoperto dai carabinieri analizzando le telecamere di sorveglianza di un negozio. Una catena iniziata il 16 gennaio, con l’arresto del boss a Palermo: quel giorno finì agli arresti anche l’autista, Giovanni Luppino, accusato di favoreggiamento a Cosa nostra. In carcere anche il geometra di Campobello di Mazara Andrea Bonafede, cugino di Laura: è l’uomo che prestò la sua identità al boss e che ora deve rispondere di favoreggiamento alla mafia. Stesso destino per il medico Alfonso Tumbarello: a quest’ultimo, che prescriveva le ricette con le quali Messina Denaro aveva accesso alle cure del servizio sanitario pubblico, viene contestato il concorso esterno in associazione mafiosa.
Carcere anche per un altro componente della catena di fiancheggiatori di Messina Denaro: si tratta di un altro Andrea Bonafede, cugino del geometra e dell’insegnante, anche lui di Campobello di Mazara, che consegnava le ricette mediche all’allora latitante. In questo caso l’accusa è di favoreggiamento aggravato dall’avere agevolato la mafia.
Il 3 marzo, infine, fui la volta di Rosalia Messina Denaro, sorella di Matteo, indagata per associazione mafiosa. La donna, di 68 anni, è la madre di Lorenza Guttadauro, avvocata scelta in un primo momento dal capomafia di Castelvetrano.
Il marito di Rosalia Messina Denaro è Filippo Guttadauro, boss del quartiere palermitano di Brancaccio. In carcere anche il secondo figlio della coppia, Francesco. Rosalia Messina Denaro custodiva i “pizzini” del fratello dai quali emergeva il diario clinico del capomafia, affetto da un tumore. È stato proprio il ritrovamento di uno di questi scritti a indirizzare gli investigatori verso la cattura dell’ultimo grande stragista.

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