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Rinascita Scott, eccezioni delle difese sulla documentazione della Dda: «Così si viola il diritto di difesa»

Poco tempo e troppo materiale da visionare: i legali Diddi e Giorno chiedono la nullità della produzione documentale. Il pm: «Ulteriore garanzia»

Pubblicato il: 26/04/2023 – 14:26
Rinascita Scott, eccezioni delle difese sulla documentazione della Dda: «Così si viola il diritto di difesa»

LAMEZIA TERME «Sono stati violati i diritti di difesa». Con queste parole, collegato in videoconferenza, l’avvocato Alessandro Diddi ha espresso, in sintesi, le doglianze presenti in un documento di 22 pagine depositato questa mattina agli atti del processo Rinascita-Scott e firmato dallo stesso Diddi e dall’avvocato Rosa Giorno.
Il riferimento è alla corposa produzione documentazione depositata agli inizi del mese dalla Dda di Catanzaro al dibattimento del maxi processo istruito contro le cosche vibonesi e i loro sodali.
La documentazione è composta dalle sentenze prodotte in altri processi nei confronti di imputati quali il boss di Zungri Giuseppe Antonio Accorinti o il boss di San Gregorio D’Ippona Saverio Razionale. Ci sono i verbali di collaboratori e testimoni di giustizia già depositati in altri procedimenti. E, inoltre, tabulati, dvd, documentazione su servizi di geolocalizzazione, di sms, sulla deposizione degli operatori del Ros di Roma, Catanzaro e del Roni di Vibo. Una mole di documenti nei confronti della quale i legali eccepiscono, davanti al Tribunale di Vibo Valentia, «la nullità per violazione del diritto di difesa della produzione documentale tenuto conto dell’esigenza, oltre che di poter visionare la documentazione, di poter esercitare il diritto alla controprova; la inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche e ambientali per le quali non siano presenti i file originali delle registrazioni delle intercettazioni». Inoltre chiedono: precisa indicazione degli atti presenti nel fascicolo del dibattimento di cui si intende dare lettura ai fini della decisione; lettura dei verbali di dichiarazione di cui viene richiesta acquisizione e lettura dei verbali di dichiarazione formati prima del 24 ottobre 2022.
Questa produzione documentale aveva già alterato i toni del confronto tra accusa e difesa. L’udienza di questa mattina, vista l’assenza di uno dei componenti del collegio giudicante, è stata rinviata al prossimo 3 maggio. In quella data vi sarà la replica dell’Ufficio di Procura e la decisione dei giudici. Oggi, intanto, il pm Annamaria Frustaci ha anticipato quelle che sono le argomentazioni dell’accusa, ovvero che il materiale depositato vuole essere una ulteriore garanzia per le difese e gli imputati, un termine di verifica messo a disposizione per amore di garanzia e trasparenza.

«Molti plichi non sono mai stati aperti da nessuno»

L’avvocato Diddi ha accompagnato il documento con un breve scritto nel quale lamenta il fatto che «L’ufficio di Procura insiste nel sostenere che gli atti depositati sono quelli messi a disposizione della difesa sin dal 19 dicembre 2019. Purtroppo le verifiche che abbiano potuto effettuare nei 3 giorni che il tribunale ha messo a disposizione, documentano che non è proprio così. Molti plichi non sono mai stati aperti da nessuno; nemmeno il gip lo ha fatto visto che sono ancora sigillati con date antecedenti perfino alla richiesta di applicazione della misura cautelare. Peraltro, sempre dalle verifiche effettuate è emersa un disordine imbarazzante. Pare che alcuni file non si aprono; in altri la descrizione riportata nell’indice depositato non corrisponde a quello che è il reperto presente in cancelleria. Qua e là, poi, ci sono atti di indagine sparsi negli spazi più reconditi.
Mi chiedo e vi chiedo: perché tutto questo? perché a ridosso della conclusione del dibattimento quando tutto poteva essere fatto a tempo debito? Perché costringervi e costringere le difese a questo incredibile sforzo a ridosso della conclusione del processo e con il ricatto morale (perché è evidente che di questo solo si tratta) che siccome non c’è tempo da perdere, stante l’imminente scadenza dei termini di custodia, si deve fare tutto in fretta? Io di fronte a queste domande provo un senso irrefrenabile di ribellione perché il diritto di difesa, e non sono parole vuote, è sacro ed inviolabile e non è giusto che esso debba essere violato e calpestato con atteggiamenti di questo genere, oltretutto senza motivo alcuno e senza rispetto per il lavoro delle parti. Oggi, nonostante sia un giorno di festa, ho dovuto cimentarmi con la produzione documentale della Procura. Voi giudici avrete ancora tempo per guardare quanto la procura ha depositato ma per noi difensori non è così perché iniziata la discussione non vi sarà più tempo per alcuna integrazione. Mi sia permesso, signori del Tribunale a questo punto esprimere un’ultima e personale considerazione che, proprio perché personale, non vale niente ma che sento comunque il dovere di  esporre. Nonostante i momenti di difficoltà e talvolta di tensione avete dato dimostrazione di saper gestire un processo estremamente complesso. Molti vostri colleghi anziani (non farò mai i nomi ma, vi giuro, esistono) dubitavano, causa la vostra inesperienza, che sareste state in grado di portare avanti un processo di questa portata. Invece ce l’avete fatta. Alcune decisioni non sono state condivise. Ma quando mai le parti condividono sempre le decisioni di voi giudici? accade sempre ed accadrà sempre che quando decidete c’è una parte che non è contenta della vostra decisione! è, purtroppo, il destino di chi ha scelto di fare il vostro mestiere: nel dare ragione ad una parte, si scontenta quell’altra. Tertium non datur direbbero i logici e, di questo, siano tutti consapevoli. Alla vigila di un momento importante, qual è quello della decisione, in un processo che farà la storia della Calabria, non dovete ‘sporcare’ quello che avete costruito, con decisioni dettate solo dalla impellenti necessità di andare avanti e che vi chiedono di adottare noncuranti delle ragioni delle difesa». (ale. tru.)

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