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l’intervista

Urso: «Sull’accesso ai farmaci oncologici è necessario fare squadra. In Calabria i tempi si sono ridotti»

Il presidente regionale di Sifo: «L’impegno sulla prevenzione è fondamentale. Dobbiamo educare le nuove generazioni allo screening»

Pubblicato il: 25/05/2023 – 14:50
Urso: «Sull’accesso ai farmaci oncologici è necessario fare squadra. In Calabria i tempi si sono ridotti»

LAMEZIA TERME «La ricerca è andata avanti, abbiamo un armamentario terapeutico che ci aiuta. Abbiamo un grande sistema sanitario nazionale perché garantisce a tutti i medicinali». Sulla prevenzione «il fare squadra è fondamentale. Io dico sempre che da soli non si va da nessuna parte. Bisogna far passare proprio il messaggio dello screening a partire dalle scuole, dobbiamo educare in tal senso le nuove generazioni». Accesso al farmaco e prevenzione. Questi i temi al centro dell’intervista che fa da preludio alla due giorni “La meraviglia di stare al mondo”, voluta dal gruppo del Corriere della Calabria e in programma a Vibo Valentia il 26 e il 27 maggio prossimi. Protagonista Filippo Urso, segretario regionale di Sifo (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici), riconosciuta dal Ministero della Salute e accreditata come società scientifica che in Italia conta più di 3mila iscritti.

Il lavoro di Sifo e l’accesso al farmaco

«Tra gli iscritti ci sono i farmacisti del sistema sanitario nazionale, quelli che lavorano in ospedale e nei servizi farmaceutici territoriali. Noi – ha spiegato Urso – siamo un baluardo fondamentale proprio per la dispensazione del farmaco al cittadino. Parliamo di quei farmaci, e ce ne sono tanti tra quelli oncologici, sottoposti a registro Aifa o a particolari modalità di dispensazione che non possono essere dispensati nelle farmacie private. Negli ospedali garantiamo l’accesso sia al farmaco e ai dispositivi medici alle unità operative ospedaliere. I farmaci oncologici sono una materia delicata, complessa, che richiede tante energie non solo per arrivare alla definizione del farmaco ma poi anche da un punto di vista organizzativo per rendere disponibili ed accessibili questi farmaci a tutti». Urso ha messo poi aggiunto: «La ricerca è andata avanti, abbiamo un armamentario terapeutico che ci aiuta. Abbiamo un grande sistema sanitario nazionale perché garantisce a tutti i medicinali: parliamo di medicinali che hanno dei costi veramente elevati, anche 10mila euro a fiala in alcuni casi». Per quanto riguarda le linee di intervento e l’accesso al farmaco Urso ha sottolineato: «Già c’è una tempistica per arrivare alla diagnosi, poi, nel momento in cui si ha la diagnosi bisogna partire subito con la chemioterapia. Spesso sono dei farmaci innovativi, pensiamo anche ai tumori rari, quindi bisogna garantire l’accesso al farmaco. E qui diventiamo fondamentali noi che sediamo nelle commissioni regionali del farmaco a cui le aziende farmaceutiche – in Calabria funziona così – oppure le direzioni sanitarie delle aziende ospedaliere e aziende sanitarie provinciali, fanno pervenire una richiesta per quanto riguarda quel farmaco e che poi deve seguire una procedura, perché acquistare un farmaco non è una cosa così semplice, perché il sistema sanitario nazionale acquista tramite appalto pubblico, e anche quando il farmaco è unico. Ci sono dei tempi tecnici che vanno ridotti al minimo, e qui in Calabria è stato fatto un grande lavoro e questa tempistica si è notevolmente ridotta. Come società italiana di farmacia ospedaliera ci siamo occupati anche di un altro aspetto, ossia quello delle carenze e delle indisponibilità, quella delle materie prime poi si riversa su tutto quello che noi acquistiamo, e questo si ripercuote anche sul mercato farmaceutico. Il nostro compito è di garantire l’accesso al farmaco».

L’importanza della prevenzione

Sulla prevenzione «il fare squadra è fondamentale. Io dico sempre che da soli non si va da nessuna parte. Bisogna far passare proprio il messaggio dello screening a partire dalle scuole. Dobbiamo educare le nuove generazioni allo screening». Il presidente regionale di Sifo ha parlato poi della necessità di «andare alla radice del problema» seguendo «le linee d’intervento» al fine di «garantire alle persone con patologie un percorso che non sia a ostacoli». «Mi auguro – ha spiegato infine Urso – che riusciremo ad utilizzare le risorse del Pnrr. Noi abbiamo una grossa carenza di personale e sappiamo che lì non possiamo utilizzare i fondi Pnrr, però, dobbiamo utilizzarli per quanto riguarda l’informatizzazione, il fascicolo sanitario elettronico deve diventare una realtà. Abbiamo delle potenzialità enormi e non possiamo lasciarci sfuggire una possibilità del genere». (redazione@corrierecal.it)

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