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«Si vota per il Ponte sullo Stretto ma in Calabria non c’è una mappa dei viadotti a rischio»

Senese (Feneal Uil): «Che fine ha fatto il censimento pensato dopo il crollo del Morandi. La regione non può attendere»

Pubblicato il: 26/05/2023 – 11:51
«Si vota per il Ponte sullo Stretto ma in Calabria non c’è una mappa dei viadotti a rischio»

CATANZARO «Nella Calabria dei paradossi succede che mentre in Parlamento si discute e si vota l’avvio dell’iter che dovrebbe portare alla realizzazione dell’attraversamento stabile sullo Stretto di Messina, il maltempo possa far cadere un ponte appena finito di costruire e l’amministrazione regionale non riesca ancora da avere una mappa precisa dei ponti e dei viadotti presenti sul territorio calabrese». Lo afferma Maria Elena Senese, segretaria generale della FenealUil Calabria. «Era il 2021 – prosegue – quando l’allora assessore regionale Catalfamo annunciava il progetto di censimento, verifica di sicurezza e monitoraggio dei ponti e dei viadotti. Il progetto, pensato dopo il catastrofico crollo del ponte Morandi a Genova, che coinvolge l’intera rete viaria secondaria delle infrastrutture calabresi, è stato avviato dalla Giunta regionale con la delibera 207 del 23 luglio 2020, con uno stanziamento di 5 milioni di euro a valere sui fondi Pac 2014-2020. Successivamente, come si evince da note stampa ufficiali della regione, è stato firmato un decreto del ministro delle Infrastrutture che prevede l’assegnazione di fondi pari a 1 miliardo e 150 milioni di euro alle province e alle città metropolitane per la messa in sicurezza dei ponti e viadotti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti, in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza. Tale provvedimento ha assegnato complessivamente alle province calabresi l’importo di 65.337.754,45 euro, così suddivisi: Catanzaro: 13.609.888,57; Città metropolitana di Reggio Calabria: 14.297.774,57; Cosenza: 17.544.681,72; Crotone: 8.827.883,89; Vibo Valentia: 11.057.525,70. Era stato anche fissato il cronoprogramma del progetto che, in fase previsionale, prevedeva entro dicembre 2021: attività di censimento, raccolta della documentazione esistente, la programmazione delle ispezioni visive, affidamento dei servizi (allestimenti di cantieri, fornitura dispositivi per ispezioni visive, supporto tecnico). Entro giugno 2022 ancora: esecuzione delle ispezioni visive, redazione delle schede di difettosità, individuazione dei ponti da sottoporre ad ispezioni speciali e/o valutazioni accurate e di dettaglio. Entro il mese di dicembre 2022: determinazione della classe di attenzione dei ponti gestiti dalle province. A giugno 2023, poi: programmazione di verifiche accurate su un campione di ponti in classe di attenzione ‘Alta’, affidamento dei servizi per l’esecuzione di campagne di indagini conoscitive e, infine, a dicembre 2023: esecuzione di verifiche accurate su un campione di ponti in Classe di attenzione ‘Alta’».
«Ad oggi, però – conclude Maria Elena Senese – di tutto questo non sono rimaste che le parole sprecate in conferenza stampa e le promesse fatte ai calabresi. Poco o nulla. Ai vertici della Cittadella regionale, a più riprese, abbiamo chiesto che fine abbia fatto il censimento di queste opere infrastrutturali che, dopo un primo clamore mediatico, pare essere sparito nei cassetti di una burocrazia distratta e insipiente. In Calabria è tempo di fare e non di annunciare. La nostra regione non può attendere, non può finire ingabbiata in una campagna elettorale senza fine, i calabresi pretendono che i loro problemi, dalla manutenzione delle infrastrutture viarie all’erogazione di qualsiasi tipo di servizio, vengano affrontati e risolti». (Ansa)

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