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SETTE GIORNI DI CALABRESI PENSIERI

Sport estremi e scelte delle scuole, la risposta che dobbiamo a Denise

Gli interrogativi aperti sulla tragedia del Lao. Una discarica che fa discutere. Il Cosenza salvo. Diamo i voti alla settimana

Pubblicato il: 03/06/2023 – 17:20
di Paride Leporace
Sport estremi e scelte delle scuole, la risposta che dobbiamo a Denise

La Calabria è in lutto per la scomparsa di Denise Galatà, liceale diciottenne di Rizziconi, morta nel fiume Lao durante una gita scolastica all’insegna del rafting.
Del senno di poi son piene le fosse” scrive Manzoni nei Promessi sposi (Voto “dieci” al più grande romanziere italiano) ma un po’ di senno attorno al dolore va riportato.
Il liceo di Polistena è impegnato da tempo in un progetto scolastico di Scienze motorie, materia degna di uscita scolastica. Una scuola può prevedere attività di sport estremi per i suoi studenti accettando un grave rischio per la sicurezza? Se previsto è una questione da affrontare. La tragedia è avvenuta in un fiume ingrossato dalle piogge torrenziali. Chi doveva consigliare di evitare di andare sulle rapide?
La vicenda ripropone la questione della sicurezza del rafting. Nell’agosto del 2019 un altro gommone si capovolse e una ragazza fu strappata alla morte. Quindici anni fa, Ilaria Malerba, turista pugliese, è morta in circostanze simili a quelle di Denise; nel Raganello un’altra tragica gita nell’agosto 2018 segnò 10 morti, guida compresa. Bilancio pesante per uno sport che non ha rischi zero. Trentamila persone l’anno si recano sul fiume Lao e in gran parte si dedicano al rafting. Un approccio sensato richiede che vengano stilati protocolli e regole precise che garantiscano la sicurezza a chi decide (consapevolmente?) di mettersi a percorrere le rapide di un fiume. Un caschetto e un giubbotto non garantiscono nulla.

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Altra tragedia calabrese di impatto internazionale quella del naufragio del caicco dei migranti a Cutro che ha segnato circa 100 morti, 35 erano minori. La magistratura ha perquisito le sedi della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera. Emergono alterazioni dei registri. La catena di comando non ha funzionato. Per il momento “dieci” al magistrato che sta facendo il suo dovere. Giustizia sia fatta perché non accada mai più.

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Si parla poco e male dell’apertura di una discarica di rifiuti pericolosi a San Sago sul confine tra Basilicata e Calabria. Norme e regolamenti sono contestati dal fronte della popolazione locale che assedia golfo di Policastro (Tortora è bandiera blu) e la valle del Noce. Maximiliano Granata denuncia «una mancanza di trasparenza negli atti» e poi aggiunge: «Se facciamo una lotta all’inquinamento marino, poi non possiamo avere impianti che trattano rifiuti non calabresi e lucani che arrivano da tutt’Italia». I presidenti di Calabria e Basilicata, dello stesso partito tra l’altro, chiariscano all’opinione pubblica il complesso dossier. I rifiuti vanno trattati e smaltiti ma in due regioni con molte aree poco popolate una discarica va collocata al posto giusto.

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Il ministro dell’Interno Piantedosi ad Africo Nuovo ha inaugurato la nuova caserma dei carabinieri collocata in una villa sequestrata alla ‘ndrangheta. Gli abitanti del paese non hanno molto partecipato, credo per antica sfiducia verso uno Stato che avvertono lontano dai tempi dei briganti. Erano comunque presenti delle scolaresche della zona. Il sindaco Domenico Modaffari è stato pubblicamente rampognato dal procuratore generale di Reggio Calabria, Gerardo Dominjianni, per non aver citato la parola ‘ndrangheta e non aver ricordato i carabinieri uccisi a San Luca e Bovalino tempo fa. Ha detto la toga: «È un brutto messaggio quello del sindaco». In verità il sindaco ha detto «la mafia fa schifo» aggiungendo «questa è una comunità che vuole impegnarsi verso la legalità perché se c’è subcultura, non ci può essere il bene comune».
Sulla partecipazione degli africoti è intervenuto Gioacchino Criaco, celebre scrittore originario del posto che ha detto: «Da queste parti vengono solo in occasioni di parate e nel resto dell’anno il paese resta abbandonato a se stesso. Gli africoti non si fidano, sono settanta anni che ascoltano promesse. Bisogna ricostruire, passo dopo passo, un rapporto di fiducia, altrimenti i cittadini non verranno mai a questo genere di manifestazioni». Concordo con lo scrittore di “Anime nere” ma lavoriamo anche sul nero di Africo per cambiare colore, voto “otto” per tenere alta l’attenzione. Il magistrato a mio parere è stato eccessivo con il sindaco. Forse poteva anche parlarne in privato.

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GOL | Lo stacco di Meroni che dà il pareggio (e la salvezza) al Cosenza

Scrivo questa nota come se il play out di Brescia vinto dal mio Cosenza all’ultimo minuto l’avessi giocato in campo anch’io al Rigamonti. Invece l’ho solo visto con trepidazioni delle mie coronarie attaccato al video di un computer e cadendo sdraiato a terra in lacrime quando la salvezza si era materializzata.
Scrisse Pasolini che «il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo», e come dargli torto. A Cosenza è il calcio una sorta di teatro popolare con miti e riti di una provincia che guarda il pallone come passione identitaria collettiva condivisa. Nei momenti difficili il tifoso di ogni generazione si appella ai morti soprattutto tifosi, agli eroi del club scomparsi (soprattutto Marulla) e si invoca l’intervento di San Francesco di Paola anche da parte di atei e agnostici.
Visto che scrivo pagelle ne assegno qualcuna: “dieci” a mister William Viali di Vaprio D’Adda che salva una squadra ultima in classifica a gennaio al suo arrivo. “Dieci” anche a Meroni che ha segnato il gol decisivo onorando un cognome che ricorda un eroe dei campi d’altri tempi. Un “dieci” merita anche Nasti per il suo “beau geste” per aver rinunciato ai Mondiali under 20 con la maglia azzurra volendo esser tra coloro che fecero l’impresa in rossoblù. Sono pagelle da tifoso ed evito le altre perché le vittorie sono di tutti, anche degli attaccanti che non hanno fatto neanche un gol.

Uno dei (tanti) meme sulla proverbiale fortuna di Guarascio

Assegno anche un “dieci” al presidente Eugenio Guarascio, sorta di sor Pampurio pop, diventato slogan tormentone con quel “vattene” che ha accompagnato la stagione. Tenere in ordine i conti di questi tempi non è impresa facile, e se ti salvi sei volte di fila qualcosa conta in un calcio che qualcuno vorrebbe cambiare con campionati a squadre fisse. Invece dobbiamo difendere la variabile impazzita che capovolge l’impossibile a favore di atleti che a volte compensano la tecnica con il cuore. Quando la squadra più povera di mezzi e soldi sconfigge quelle ricche e blasonate dobbiamo essere felici di questa opportunità. Quanta epica ha uno scudetto del Leicester rispetto all’ennesima Champions del Real? Ha fortuna Guarascio come il Principe di Machiavelli che scrive di questa che «è arbitra solo della metà delle azioni dell’uomo, e l’altra metà è nelle mani di quest’ultimo».

PASSIONE | Più di mille tifosi rossoblù nel settore ospiti del Rigamonti

Va cambiata la narrazione a Cosenza di questa contesa tra patron e tifosi. Sia pater familias Guarascio. Pensi a forme di azionato popolare per dare soddisfazioni calcistiche al Cosenza, e se complessa l’operazione finanziaria almeno guidi il club in forma più partecipata. Una delle tifoserie più generose d’Italia, chilometri di trasferte impossibili anche da ultimi (voto “dieci”) per questa contesa animata ha abbandonato per principio le scalee del Marulla nel momento del bisogno. Da vecchio ultrà dai capelli bianchi mi si permetta di dire che questo non si fa mai.
Bisogna saper perdere” cantava Caterina Caselli. Gli ultrà del Brescia hanno mostrato di non saperlo capire dando una pessima pagella alla Capitale italiana della cultura. A “chirillà” calabresi che erano con loro al Rigamonti a gufare contro il Cosenza i miei cattivi pensieri e l’osservazione che dove vanno a tifare per le squadre gemellate portano molto male al risultato. Peccato per il Crotone che non sarà in B l’anno prossimo. Nella futura stagione sei derby calabresi infiammeranno il campionato di B centrando quasi la profezia del presidente Noto del promosso club più avverso ai Lupi della Sila. Ci sarà anche la Reggina. Ci sarà da divertirsi. (redazione@corrierecal.it)

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