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l’accordo

Regione, sottoscritta l’ipotesi di un nuovo Contratto collettivo decentrato integrativo. Interesserà 1.643 dipendenti

Plauso del dirigente sindacale del Csa-Cisal Gianluca Tedesco: «Accordo soddisfacente per le lavoratrici e i lavoratori, risorsa preziosa»

Pubblicato il: 19/06/2023 – 7:27
Regione, sottoscritta l’ipotesi di un nuovo Contratto collettivo decentrato integrativo. Interesserà 1.643 dipendenti

CATANZARO In data 12 giugno 2023 è stata sottoscritta l’ipotesi di Contratto collettivo decentrato integrativo (Ccdi), che disciplina la parte normativa 2023-2025 e la destinazione delle risorse anno 2023. La firma, che recepisce il nuovo Contratto collettivo nazionale del lavoro, funzioni locali 2021/2023, arriva dopo l’importante lavoro svolto dalla delegazione trattante di parte pubblica (costituita dalla dirigente generale Marina Petrolo del dipartimento “Organizzazione, Risorse Umane” e dai dirigenti di settore Roberta Cardamone, Luciano Rossi e Sergio Tassone) e dalla delegazione sindacale. È un grande risultato per il personale non dirigenziale della giunta regionale della Calabria. L’ipotesi di Ccdi è stata trasmessa al collegio dei revisori. Una volta ottenuto il parere favorevole dell’organo, la giunta autorizzerà la sottoscrizione definitiva del Ccdi, che si applicherà a 1.643 dipendenti così suddivisi: 13 di categoria A, 496 di categoria B, 374 di categoria C e 760 di categoria D.

Il nuovo sistema di classificazione dei profili con le quattro aree 

Nell’ipotesi di Ccdi è stato recepito il nuovo sistema di classificazione articolato in quattro aree che corrispondono a quattro differenti livelli di conoscenze, abilità e competenze professionali denominate, rispettivamente: Area degli operatori; Area degli operatori esperti; Area degli istruttori e Area dei funzionari e dell’elevata qualificazione. Ciò rappresenta la premessa per una revisione dei vigenti profili professionali che risalgono al 2013. Viene comunque previsto un regime transitorio per assicurare il passaggio dagli incarichi di “Posizione Organizzativa” previsti dalla previgente normativa contrattuale agli incarichi di “elevata qualificazione”, con quest’ultima che sostituirà le precedenti tipologie di incarichi. In ogni caso, in ossequio al contratto nazionale, sarà garantita la conclusione delle procedure concorsuali in essere bandite per i vecchi profili professionali prevedendo, successivamente all’assunzione, l’inquadramento nelle nuove Aree. Al fine di remunerare il maggior grado di competenza professionale progressivamente acquisito dai dipendenti nello svolgimento delle funzioni proprie dell’Area, il Ccdi ha recepito l’istituto dei “differenziali stipendiali” che va a sostituire quello precedente della “progressione economica” all’interno delle categorie. Tale istituto è finanziato con una somma pari a 342.250,00 euro. Sempre nell’ambito dello sviluppo professionale dei dipendenti l’art. 14 dell’ipotesi di Ccdi impegna l’amministrazione a disciplinare la “progressione” tra le nuove Aree nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 15 del Contratto collettivo nazionale di lavoro 2019/2021.

La novità degli incarichi di “elevata qualificazione”

Per quanto riguarda gli incarichi di “elevata qualificazione” (si tratta di posizioni di lavoro di elevata responsabilità con elevata autonomia decisionale conferibili al personale dell’Area dei funzionari), essi vedranno elevato al massimo l’importo per le retribuzioni di posizione, sulla base del sistema di pesatura approvato dall’ente. Per le terze fasce (quella più alta) l’incremento previsto è di 18mila euro all’anno, mentre per le seconde fasce l’elevazione prevista è pari a 13.850 euro. Mentre per “l’indennità di risultato”, da corrispondere attraverso il sistema di gestione della performance, può variare da una percentuale non inferiore al 20% elevabile fino al 25% nell’ipotesi di disponibilità del fondo, rispetto all’indennità di posizione.

Maggiore flessibilità oraria e prima regolamentazione del lavoro agile

La parte normativa introduce una disciplina organica dell’orario con la novità del lavoro multiperiodale che consiste nel ricorso alla programmazione di calendari di lavoro plurisettimanali con orari superiori o inferiori alle trentasei ore settimanali nel rispetto del monte ore previsto, secondo le previsioni dell’articolo 31 del contratto collettivo nazionale dei lavoro 2019/2021. Avranno una nuova disciplina importanti istituti quali: turnazioni, attività festivo infrasettimanale, reperibilità, lavoro straordinario, banca delle ore, lavoro flessibile e pausa obbligatoria. Particolare attenzione sulla flessibilità oraria sarà riconosciuta a determinate categorie di personale: chi ha gravi problemi di salute, chi usufruisce della legge 104/92, chi ha in carico figli che frequentano la scuola per l’infanzia, elementare o media.  Al fine di conciliare le esigenze di benessere e flessibilità dei lavoratori con gli obiettivi di miglioramento del servizio pubblico, nonché con le specifiche necessità tecniche delle attività, l’articolo 28 dell’ipotesi di Ccdi introduce una prima regolamentazione pattizia al “lavoro agile”, mentre il successivo articolo 29 disciplina la diversa fattispecie del lavoro, che in astratto potrebbe essere attivato dall’Amministrazione regionale.

Welfare, incentivi, progetti obiettivo: tutte le somme stanziate

Per la prima volta viene stanziata la somma di 150mila euro per il welfare, per  iniziative di sostegno al reddito della famiglia. Il finanziamento delle indennità per “specifiche responsabilità” passa da un importo di 550.00,00 euro previsto per l’anno 2022 ad un importo di 977.000,00 euro stanziato nell’ipotesi di CCDI relativo all’anno 2023. Non solo si registra un incremento delle indennità ma si amplia notevolmente la platea degli aventi diritto presenti in tutte le aree di inquadramento. Viene stanziata la somma di 3.300.925,00 euro per incentivare la “performance organizzativa” e “individuale”. Tale somma garantirà una indennità di risultato superiore a quella dell’anno precedente. È altresì prevista una somma pari a  891.930 euro per la remunerazione di “progetti obiettivo”. A tali somme si aggiungono quelle etero finanziate (fondi comunitari e nazionali) sempre per le incentivazioni del personale della giunta regionale. Altra importante novità è la previsione delle cosiddette “progressioni verticali” in deroga che consentirà all’Amministrazione di destinare esclusivamente al personale interno lo 0,55% del monte salari del 2018, costituendo una, seppur parziale, risposta alle aspettative di carriera di molti dipendenti regionali.

Il commento di Gianluca Tedesco

Il dirigente sindacale del Csa-Cisal Gianluca Tedesco esprime «piena soddisfazione per l’ipotesi di contratto sottoscritta e ringrazia la delegazione trattante di parte pubblica e le organizzazioni sindacali per il lavoro realizzato congiuntamente e per la collaborazione dimostrata nel corso delle trattative. Un accordo che è prima di tutto soddisfacente per le lavoratrici e i lavoratori, che sono la risorsa più preziosa dell’amministrazione regionale. Sono anni che si lavora insieme in maniera proficua, portando avanti un percorso che ogni anno, grazie al confronto e al lavoro in sinergia, fa dei passi avanti. L’auspicio è che questi risultati incoraggianti possano migliorare ancora di più nei prossimi anni».

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