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L’agenda del Consiglio regionale torna a riempirsi: per il centrodestra il test della “Grande Cosenza”

Ripresa dei lavori dopo la frizione Fi-FdI sull’Anci. Via all’esame della legge sulla fusione che già aveva fibrillato la maggioranza

Pubblicato il: 02/07/2023 – 14:00
L’agenda del Consiglio regionale torna a riempirsi: per il centrodestra il test della “Grande Cosenza”

CATANZARO Avvisaglie di una calda estate per il centrodestra calabrese. Archiviata la “partita” della presidenza dell’Anci, con il cortocircuito tra Forza Italia e Fratelli d’Italia, la coalizione riprende il suo cammino alla Regione Calabria. Secondo quanto si fa trapelare da fonti della maggioranza, l’”incidente” politico che ha costellato l’elezione della sindaco di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succurro, ritenuta espressione dell’area del governatore Roberto Occhiuto, sarebbe di fatto già stato chiuso, ma che nel centrodestra qualcosa si stia agitando è indubbio, anche perché già in tanti incominciano a guardare al 2024 e ai test – elettorali e non solo – che si profilano e che potrebbero di nuovo “fibrillare” gli attuali equilibri.
E nella settimana entrante, con la ripresa dell’attività al Consiglio regionale dopo la pausa degli ultimi 10 giorni, già arrivano dei test che potrebbero essere molto significativi. Il primo potrebbe essere giovedì in prima Commissione del Consiglio regionale: l’ordine del giorno infatti recita la calendarizzazione della proposta di legge sulla cosiddetta Grande Cosenza, la proposta di legge cioè che prevede la fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero. I firmatari sono i consiglieri regionali di centrodestra del Cosentino, in rappresentanza di tutti i partiti della coalizione (Caputo per Forza Azzurri, primo firmatario, Gallo, Gentile e Straface di Forza Italia, De francesco e Mannarino per Fratelli d’Italia, Molinaro per la Lega e Graziano di Azione), tutti invitati alla seuuta della commissione insieme anche ai primi auditi, tra cui il sindaco di Cosenza Franz Caruso, che sulla fusione – almeno sulla fusione per come l’hanno prospettata dal centrodestra – ha già detto no al pari dell’omologo di Castrolibero Orlandino Greco.

Le “partite” Grande Cosenza e Consorzi di bonifica

Probabile un terreno di scontro in questa sede sul piano istituzionale ma l’attenzione degli analisti è anche “politica”, e verte sull’atteggiamento del la maggioranza. Perché c’è un antefatto, quello che dovrebbe “preparare” il varo della legge sulla Grande Cosenza: l’approvazione, nell’ambito dell’ultima Omnibus, di una norma in tema di fusioni che rende i referendum in sede comunale facoltativo. In Consiglio regionale Fratelli d’Italia, in linea con una presa di posizione critica del senatore meloniano Fausto Orsomarso, espresse perplessità sul testo, votandolo solo per “spirito di maggioranza” e chiedendo un ulteriore approfondimento, prontamente accordato dal presidente di Palazzo Campanella Filippo Mancuso (l’approfondimento comunque avrebbe escluso rischi di incostituzionalità di quella norma).
Secondo quanto si apprende da fonti del centrodestra, la posizione di FdI su questo tema della fusione sarebbe anche questa rientrata per allinearsi a quella della coalizione ( e poi – si fa intendere – la legge sulla “Grande Cosenza” è firmata anche da due esponenti di Fratelli d’Italia), ma nel frattempo c’è stata la bagarre sull’Anci e qualche incognita dunque per gli analisti c’è. Si vedrà giovedì comunque se il campo adesso è davvero liscio o meno. Sempre giovedì sono poi in programma altre due commissioni del Consiglio regionale, la terza e la quarta, ma qui gli ordini del giorno sembrano meno “impegnativi” per i nervi del centrodestra. Nervi che poi verosimilmente saranno di nuovo messi alla prova con la presentazione della riforma dei Consorzi di Bonifica, degli 11 Consorzi che il governatore Roberto Occhiuto vuole accorpare in un unico ente regionale (con la creazione di distretti territoriali) ma che qualche consigliere vede come “il fumo negli occhi”, al punto che lo stesso Occhiuto ha già annunciato che metterà la fiducia su questo testo, come mai finora è avvenuto alla Regione. (c. a.)

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