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Salario minimo, Calderone “frena”: «Meglio investire nei contratti collettivi»

Per il ministro del Lavoro l’innalzamento delle retribuzioni non può «arrivare per legge»

Pubblicato il: 02/07/2023 – 9:56
Salario minimo, Calderone “frena”: «Meglio investire nei contratti collettivi»

ROMA «Il decreto lavoro non fa altro che consentire alla contrattazione collettiva di individuare causali specifiche per i contratti a tempo determinato: credo sia un modo di dare attenzione a strumenti utili per la gestione delle relazioni industriali. Le regole del decreto Dignità hanno portato a contratti a termine che avevano durata inferiore ai dodici mesi». Lo ha ribadito il ministro del Lavoro, Marina Calderoni, intervistata dal Sole 24 Ore. «Abbiamo un sistema del lavoro non semplice e non è stato semplice individuare un approccio alla soluzione dei problemi. Se una cosa sono riuscita a fare è che il decreto lo può leggere chiunque e chiunque può capire quali sono gli obiettivi che si pone». Calderone ha ricordato che il provvedimento contiene due nuovi strumenti, assegno di inclusione e supporto perla formazione e il lavoro, al posto del reddito di cittadinanza, nonché la nuova piattaforma per gestire l’incontro di domanda e offerta e che la strategia è di mettere a sistema tutte le forze disponibili: «Inoltre abbiamo messo un incentivo per chi assume i Neet perché non ci possiamo permettere che i giovani restino alla finestra, che non giochino la loro partita».
Il ruolo della contrattazione collettiva è stato sottolineato dalla ministra anche quale strada da percorrere in alternativa a una legge per il salario minimo: «Non sono convinta che al salario minimo si possa arrivare per legge», ha proseguito il ministro, secondo la quale sostenere la contrattazione collettiva di qualità può portare a un innalzamento delle retribuzioni «attraverso percorsi che spero di poter attuare presto, anche a sostegno dei rinnovi contrattuali, in termini di detassazione e quindi di ampliamento della soglia degli elementi oggetto di agevolazioni fiscali e contributive».

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