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Udienza con sorpresa: il cugino di Isabella Internò è indagato per l’omicidio di Bergamini

La novità è emersa oggi pomeriggio, prima della testimonianza (rinviata) dell’uomo. Casciaro: «Io al funerale per caso, non scortai Isabella»

Pubblicato il: 05/07/2023 – 18:20
di Francesco Veltri
Udienza con sorpresa: il cugino di Isabella Internò è indagato per l’omicidio di Bergamini

COSENZA Se non è un colpo di scena, poco ci manca. Dino Pippo Internò è iscritto nel registro degli indagati per concorso in omicidio volontario insieme a Isabella Internò per la morte dell’ex calciatore del Cosenza Denis Bergamini, avvenuta il 18 novembre del 1989 a Roseto Capo Spulico. Il procedimento però non è lo stesso per il quale si sta celebrando il processo in Corte d’Assise al tribunale di Cosenza (che vede come unica imputata Isabella Internò), ma un altro, avviato sempre dalla procura di Castrovillari nel 2021. La sorpresa è emersa nel corso dell’udienza di ieri del processo in cui sono stati ascoltati l’ex tenente del Nucleo operativo dei carabinieri di Castrovillari Vincenzo Pappalardo, un cugino dell’imputata Pietro Casciaro, Antonella Raimondo, moglie di Dino Pippo Internò e, appunto, Dino Pippo Internò (anche lui cugino di Isabella Internò) che, a causa di questa novità di giornata è salito sul banco dei testimoni senza però aprire bocca. Il presidente della Corte Paola Lucente, dopo una lunga camera di consiglio, ha informato in presenti e l’uomo che il teste avrebbe dovuto essere avvisato per tempo del procedimento in corso – e non archiviato – che lo vede indagato. Per questa ragione Dino Pippo Internò ha scelto di rinviare l’eventuale sua testimonianza nell’attesa di scegliere un avvocato di fiducia.
La sua iscrizione nel registro degli indagati è venuta fuori nel corso del dibattimento che ha visto protagonista la moglie di Dino Pippo Internò, Antonella Raimondo. Le domande incalzanti alla donna da parte dell’avvocato di parte civile Fabio Anselmo sull’eventuale coinvolgimento del marito nel caso Bergamini, hanno spinto l’avvocato della difesa Angelo Pugliese a chiedere se l’uomo fosse stato indagato per la morte di Bergamini. A quel punto il pm Luca Primicerio ha appreso e informato la corte dell’indagine in corso. Lo stesso pm, successivamente, ha informato il presidente Paola Lucente di voler chiedere l’archiviazione sugli elementi presenti nell’altro fascicolo. Insomma, un avvenimento inatteso che, per certi versi, ha stravolto i programmi di giornata. Se non si avvarrà della facoltà di non rispondere, Dino Pippo Internò verrà ascoltato alla ripresa del processo il prossimo 11 settembre. Forse insieme a Isabella Internò, che ancora non ha sciolto le riserve sulla decisione di parlare in aula oppure no.

I tanti «non ricordo» di Antonella Raimondo e lo strano gesto di Arcuri in aula

Prima del colpo di scena di giornata, come già anticipato, nel corso dell’udienza di oggi è stata ascoltata anche la moglie di Dino Pippo Internò, Antonella Raimondo. Il pm ha subito chiesto alla donna se conoscesse l’unico uomo presente nel pubblico intento a prendere appunti su un taccuino. Una volta riconosciuto Francesco Arcuri (suo cognato e testimone del processo), sempre il pm ha chiesto alla teste il significato di un gesto fatto da Arcuri alla donna (un dito sulla tempia). «Mi ha salutato», ha provato a chiarire Raimondo che poco dopo, però, ha svelato di aver già incontrato Arcuri fuori dall’aula.
Tanti i «non ricordo» della donna che ha evidenziato come prima della morte di Bergamini (nel 1989 era fidanzata col futuro marito da un anno), ma anche successivamente, non ha mai saputo nulla del caso, del fidanzamento del calciatore con Isabella Internò e non ne ha mai parlato in famiglia. «Venni a sapere che mio marito aveva partecipato al funerale del calciatore – ha detto la donna –leggendo i giornali e quando è stato citato dalla procura di Castrovillari. Mi disse: “che c’entro io con questa storia?”. Io in quel periodo ancora non frequentavo i miei futuri suoceri, ma Dino Pippo mi raccontò che in famiglia erano soliti riunirsi spesso e che quella sera erano tutti a casa sua a Santa Chiara a giocare a carte, quando arrivò una telefonata di Catia, la sorella di Isabella. Subito dopo suo padre Franco (padre di Isabella Internò, ndr), insieme al nipote Roberto Internò e a Luigi D’Ambrosio partirono per Roseto Capo Spulico. Dal 1992 – ha continuato ancora Raimondo – ho iniziato a frequentare la casa dei miei suoceri e non ricordo di aver mai visto a cena il padre di Isabella e sua moglie Concetta. Ma della vicenda Bergamini non ne ho mai parlato con nessuno, io Isabella non l’ho mai frequentata». A questo punto l’avvocato Anselmo ha fatto ascoltare in aula tre intercettazioni telefoniche (due del 2013 e una del 2017) in cui la teste, invece, parla apertamente del caso con la nipote Nadia e con il marito. Alla nipote rivela che i media (“Quarto Grado” di Rete 4 o “Chi l’ha visto” di Raitre) parlano di delitto d’onore e del padre di Isabella Internò come autore dell’omicidio di Denis Bergamini, mentre con Dino Pippo Internò prova a dialogare in modo criptico, provocando la reazione del che marito replica con un “non ho niente da nascondere”, prima che la conversazione si chiuda. Infine, nel 2017, sempre con Dino Pippo Internò, emerge una coppia di testimoni che scagionerebbe definitamente Isabella Internò. Ma di questa presunta novità, nei mesi e negli anni successivi, la donna ha affermato di non aver mai più parlato con il marito.

Casciaro: «Andai al funerale di Bergamini per caso, per curiosità»

Pietro Casciaro, all’epoca della morte di Bergamini, 19enne, ha detto di non aver mai avuto rapporti con la cugina Isabella Internò. «Suo padre Franco – ha affermato –, fratello di mia madre, ogni tanto veniva a casa nostra, ma io non ho mai avuto contatti con Isabella. Dino Pippo ogni tanto lo frequentavo come capita con i cugini, soprattutto a Commenda e giocavamo insieme a calcio. Col fratello Roberto no perché era molto più grande di noi». Casciaro ha sottolineato come non sapesse nulla del fidanzamento della cugina con Bergamini e di non averne mai parlato con Dino Pippo. «Ero un tifoso del Cosenza – ha detto ancora – ma non sono mai andato allo stadio. Non conoscevo Bergamini». Da qui la domanda della presidente Paola Lucente: «Lei è solito andare ai funerali delle persone che non conosce?». Il riferimento è alla presenza di Casciaro in chiesa ai funerali del calciatore, testimoniata dalle foto di quel pomeriggio in cui molti membri della famiglia Internò, tra cui Dino Pippo, Franco, Concetta, Catia, Loredana e Francesco Arcuri, si vedono accanto alla bara di Bergamini. «Io – ha provato a spiegare l’uomo – andai al funerale per caso, per curiosità. C’era una marea di gente, mio zio Franco non mi chiese di scortare Isabella. Io sono una persona semplice, nel senso che non sono andato lì a fare la scorta. Mi sono trovato lì non so neanche io perché, ero un ragazzo. Sono andato perché era una cosa triste». A Casciaro sono state fatte vedere le foto del funerale con la richiesta di individuare i presenti. «Non ricordo se c’era anche mio cugino Roberto (nel 2019 al procuratore Facciolla disse che era presente insieme a Dino Pippo, ndr). «Lei – è intervenuta ancora la presidente Paola Lucente – ha dichiarato di essere andato al funerale per curiosità, ma in genere un curioso non sta davanti alla bara, ma sta più defilato. In queste foto sembra che voi della famiglia siate tutti schierati davanti all’imputata, quasi a farle da scudo».

«Io ero lì per caso – ha ribadito il teste – nessuno mi ha chiesto di fare da scudo, stiamo scherzando?». Anche Casciaro, come Antonella Raimondo, ha detto di non aver mai parlato con nessuno della vicenda Bergamini, così come non ha mai chiesto spiegazioni ai cugini Dino Pippo e Roberto Internò su una telefonata in cui, a proposito della sua presenza al funerale di Bergamini, concordano di non fare il suo nome davanti al procuratore di Castrovillari, facendo finta di non riconoscerlo in quelle foto. «Nel 2019 – ha ribadito Casciaro – ho detto al procuratore Facciolla di non sapere perché hanno deciso di non tirarmi in ballo». Anche in questo caso l’avvocato Anselmo ha fatto ascoltare delle intercettazioni telefoniche del 2017 in cui Casciaro informa prima la madre Silvana e poi la sorella Concetta di una lettera di una ex fidanzata di Bergamini (definita dall’uomo “na ciota”) che verrà resa pubblica nel corso del programma di Rete 4 “Quarto Grado”. «Avevo la coscienza a posto – ha sottolineato Casciaro –, temevo solo che in quel programma potessero parlare di noi».

Roberto e Dino Pippo Internò insieme a Patitucci e Gentile

Più breve la testimonianza dell’ex tenente dei carabinieri in servizio nel 1989 a Castrovillari Vincenzo Pappalardo che, nel 2011, si trovò a collaborare con il Nucleo investigativo di Cosenza sul caso Bergamini. All’uomo è stato chiesto di chiarire un passaggio di un’informativa relativa a un controllo effettuato sui cugini di Isabella Internò il 16 settembre 2005. «A Santa Chiara di Rende – ha ricordato Pappalardo –, furono individuati a bordo di una Bmw Roberto Internò in compagnia dei pregiudicati Francesco Patitucci e Francesco Gentile. Stavano parlando con Dino Pippo Internò che si trovava all’esterno dell’automobile».

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