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Polemiche sull’intervento di De Angelis a Montauro, annullato l’evento. La difesa: «Io come Giordano Bruno»

La comunicazione degli organizzatori del “Panta festival”: «Evitiamo strumentalizzazioni». Le reazioni di Anpi e politica nazionale

Pubblicato il: 06/08/2023 – 13:02
Polemiche sull’intervento di De Angelis a Montauro, annullato l’evento. La difesa: «Io come Giordano Bruno»

MONTAURO «Al fine di evitare ogni polemica e strumentalizzazione di alcun genere, l’evento previsto per questa sera è annullato. Continuiamo a credere nel valore del pluralismo e rifiutiamo ogni accostamento ad ogni estremismo di qualsiasi estrazione o colore». Con un post sulla pagina facebook ufficiale della manifestazione, gli organizzatori del “Panta Festival 2023”, festival di arte e cultura in corso a Montauro (Catanzaro), hanno deciso di annullare un evento in programma stasera con Marcello De Angelis, il portavoce del presidente della Regione Lazio in queste ore al centro delle polemiche per le sue dichiarazioni sulla strage di Bologna. L’evento prevedeva la presentazione del libro “Cosa significa oggi essere di destra?” di De Angelis e il successivo dibattito con l’autore.
Contro la presenza di De Angelis in Calabria questa mattina si era schierata l’Anpi di Catanzaro che aveva auspicato l’annullamento dell’evento. «Ribadiamo l’intento del Panta Festival che è quello di diffondere arte, cultura e socialità in un clima di serenità», hanno concluso su facebook gli organizzatori del “Panta Festival” di Montauro.

Le parole di De Angelis

«So per certo che con la strage di Bologna non c’entrano nulla Fioravanti, Mambro e Ciavardini. Non è un’opinione: io lo so con assoluta certezza».
Queste le parole scritte in u post di Facebook da Marcello De Angelis
, ex terrorista nero, cognato dell’ex Nar Luigi Ciavardini e oggi responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Lazio guidata da Francesco Rocca.
«Ho espresso il mio dissenso. E sono finito sul rogo. Da uomo libero», ha scritto oggi su Facebook De Angelis
, in risposta alle tante critiche subite dopo la sua dichiarazione sulla strage di Bologna. «Come ogni libero cittadino di questa Nazione, ho esercitato il diritto di esprimere la mia opinione su un evento solstiziale della nostra storia, fondata su decenni di inchiesta svolta come giornalista e parlamentare – prosegue De Angelis in un altro post – . E certo, non lo nego, animato dalla passione di chi ha avuto un fratello morto, vittima di uno degli accertati depistaggi orditi per impedire l’accertamento della verità, con l’utilizzo della falsa testimonianza del massacratore del Circeo Angelo Izzo – ricorda De Angelis -. E quindi con il diritto personale e familiare di chiedere di approfondire ogni analisi finché non sia dissipato qualunque dubbio». «Ho detto quello che penso senza timore delle conseguenze. Se dovrò pagare per questo e andare sul rogo come Giordano Bruno per aver violato il dogma, ne sono orgoglioso», conclude De Angelis.
«Il coraggio di Marcello De Angelis sulla Strage di Bologna». Lo scrive Gianni Alemanno su Fb condividendo il post di De Angelis sulla Strage di Bologna nel quale si sostiene che Mambro e Fioravanti non c’entrino nulla.

Schlein: «Parole ignobili, dimissioni immediate»


Le parole del portavoce del Presidente della Regione Lazio Marcello De Angelis sulla strage di Bologna sono «ignobili»: lo dice la segretaria Pd Elly Schlein che chiede «dimissioni immediate». «Se non riescono a farlo i vertici della Regione Lazio sia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a prendere provvedimenti immediati. È grave che Meloni il giorno della commemorazione non sia riuscita a dire che quella di Bologna sia stata una strage neofascista, sarebbe gravissimo se continuasse a permettere ai suoi sodali di stravolgere la verità processuale. Ponga fine, una volta per tutte, a questa scellerata aggressione alla storia».
«Caro De Angelis, per fortuna lei vive in un paese democratico che ha sconfitto i fascisti (come lei). Dunque nessuno la manderà al rogo. Semplicemente continueremo a combattere le sue idee in nome della democrazia e della costituzione repubblicana che i suoi amici volevano sovvertire. Il martirio le è precluso, le dimissioni no. Spero che Rocca si dia una mossa in questo senso». Lo scrive su Twitter il leader di Azione, Carlo Calenda. «Le parole di Marcello De Angelis sono inaccettabili. Negare la matrice neofascista della strage di Bologna e una verità giudiziaria che diverse sentenze hanno appurato è già di per sé grave, diventa gravissimo quando a scrivere tali affermazioni è il portavoce del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Se De Angelis è a conoscenza di elementi in grado di riscrivere la storia che ha visto condannato suo cognato Luigi Ciavardini, insieme a Mambro, Fioravanti e Cavallini, per l’ignobile atto terroristico, vada a riferire ai magistrati, in caso contrario taccia quantomeno per dovere istituzionale. Nel frattempo ci aspettiamo che il presidente Rocca prenda le distanze e rimuova De Angelis dal suo incarico». Così in una nota il Gruppo M5S alla Regione Lazio.
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Quanto dichiarato ieri dal portavoce della Regione Lazio Marcello De Angelis sulla strage di Bologna è gravissimo e inaccettabile». Lo dichiarano in una nota Marietta Tidei e Luciano Nobili, consiglieri regionali di Azione-Italia Viva. «Si tratta di considerazioni inconcepibili sul piano storico, che negano la matrice neofascista dell’attentato accertata dalle sentenze e allo stesso tempo rappresentano un attacco inaccettabile nei confronti del Capo dello Stato, che proprio pochi giorni fa si era espresso con parole inequivocabili sulla vicenda. Nell’esprimere la nostra vicinanza ai familiari delle vittime della strage – concludono Tidei e Nobili – riteniamo doveroso e indispensabile che il presidente Rocca prenda in maniera netta e chiara le distanze dalle posizioni del suo portavoce».

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