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«Consistente riduzione» dello stock del debito, l’inversione di tendenza delle Province calabresi

La Corte dei Conti analizza la gestione degli enti intermedi: nella nostra regione le passività ridotte in due anni di oltre l’11%

Pubblicato il: 25/08/2023 – 6:31
«Consistente riduzione» dello stock del debito, l’inversione di tendenza delle Province calabresi

CATANZARO Il loro futuro probabilmente verrà riscritto con la riforma del governo che ne sancirà il ritorno al passato e – si auspica – un rilancio della loro azione, ma intanto per le Province calabresi le ultime dinamiche di carattere finanziarie  contabile mostrano un andamento finalmente positivo. A certificarlo è l’annuale relazione della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria degli enti locali, relazione pubblicata nei giorni scorsi e focalizzata sugli esercizi finanziari 2020-21. «Tra le amministrazioni provinciali che hanno saputo migliorare le proprie passività vi sono quelle localizzate nell’area regionale della Calabria, con una riduzione che si attesta intorno a 87 mln di euro, pari a una riduzione sul biennio dell’11,6%», scrivono i giudici contabili dal loro osservatorio, che è sicuramente “privilegiato”.

Il contesto del Paese

In generale – è l’analisi di contesto della Corte dei Coni – «Il biennio trascorso, che ha interessato i rendiconti del 2020 e 2021, ha rappresentato per le amministrazioni provinciali un periodo estremamente delicato sia per la spinta avviata, precedentemente al Pnrr sotto il profilo degli investimenti con la legge di bilancio del 2019 sian per le ingenti misure di sostegno varate dal Governo per supportare gli investimenti pubblici in presenza della crisi innescata dalla pandemia». Nella relazione i giudici contabili analizzano 77 enti e i relativi dati patrimoniali, mettendo in evidenza «il percorso di riduzione del debito intrapreso negli ultimi anni dalle Province che ha segnato per il biennio 2019-2020 un sensibile decremento di oltre il 16% e nel biennio osservato (2020-2021) sempre un andamento in calo ma di intensità più contenuta pari al -3,63%, portando il debito complessivo delle Province nel 2021 a circa 7,5 mld (nel 2019 superava 7,9 mld). Pertanto, il segnale appare alquanto incoraggiante in termini di smaltimento dei debiti pregressi e di tenuta degli equilibri di bilancio. Tutti fattori che consentono alle amministrazioni provinciali di cogliere (senza particolari riserve) anche le nuove opportunità offerte dal legislatore per rinegoziare il debito pregresso ed accedere a contributi dedicati per interventi di investimento in settori ritenuti critici per gli enti locali in generale». In questo contesto emerge il dato della Calabria, il miglioramento delle passività «con una riduzione che si attestata intorno a 87 mln di euro, pari a una riduzione sul biennio dell’11,6%» e il dato dell’Emilia-Romagna, con una riduzione di circa 63 mln pari al -9,1%, che rappresentano circa il 53,3% dell’importo totale delle variazioni del debito complessivo registrato a fine 2021. «Le riduzioni più elevate in termini percentuali sul biennio (2020-2021) – si legge poi – le hanno avute le Province della Liguria (-19,5%), della Basilicata e della Sicilia (-13,1%), che complessivamente rappresentano 10 enti pari al 17,5% della popolazione complessiva».

La conclusione

Nella relazione la Corte dei Conti evidenzia che «il debito complessivo iscritto nei bilanci delle Province della Lombardia, Calabria, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Campania e Puglia risulta essere notevolmente più elevato rispetto alla media nazionale, con importi che esclusa la Lombardia, che supera il 1,5 mld, oscillano tra 500 e 600 mln di euro, con un’incidenza sul debito complessivo pari al 48% dell’ammontare del debito complessivo riportato negli schemi di stato patrimoniale dalle Province. Aumenta, altresì, il debito delle amministrazioni provinciali di Lazio di 23,2 mln (+8,2%), Sardegna di 7,2 mln (+5,7%) e Molise 2 mln di euro (2,5%)», specificando che «emerge nettamente l’esposizione delle Province delle Regioni del meridione (Calabria e Campania) e del Piemonte rispetto alla media nazionale, con l’eccezione delle Province del Lazio, Sardegna, Umbria, Marche e Molise che risultano più indebitate rispetto alle altre se rapportate al valore pro capite». In conclusione – rilevano i giudici contabili –  «si considera positivo il progressivo ridimensionamento dei passivi patrimoniali delle Province con riduzioni anche molto consistenti dello stock di debito (amministrazioni provinciali delle Calabria ed Emilia-Romagna) e riduzione in termini percentuali dal 2020 al 2021 superiori del 13% per gli ambiti provinciali della Liguria, della Basilicata e della Sicilia su una media nazionale che si è fermata al -3,6%. Il sentiero di stabilizzazione intrapreso, accompagnato da efficaci azioni gestionali, può certamente migliorare la capacità delle Province di alleggerire le tensioni finanziarie e dare maggiore autonomia di programmazione e di spesa alle amministrazioni stesse». (c. a.)

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