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Maestrale Carthago 2, revocati i domiciliari per un’ex funzionaria Asp e un’avvocatessa

Lo ha stabilito il gip di Catanzaro che ha accolto le istanze dei legali. Le indagate sono accusate di due ipotesi di truffa aggravata

Pubblicato il: 19/09/2023 – 12:33
Maestrale Carthago 2, revocati i domiciliari per un’ex funzionaria Asp e un’avvocatessa

CATANZARO Il gip di Catanzaro Sara Merlini ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Maria Vittoria Errigo, 69 anni, già dietista-nutrizionista dell’Asp di Vibo Valentia, indagata nell’inchiesta Maestrale Carthago 2 con l’accusa di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Secondo l’accusa, Errigo in qualità di pubblico ufficiale, dietista-nutrizionista dell’Asp di Vibo Valentia, in concorso con altri due indagati, avrebbe gonfiato il numero dei pasti somministrati ai degenti dell’ospedale di Vibo Valentia, relativamente al mese di gennaio 2023, dichiarando, nella relativa contabilità, un numero superiore a quelli realmente consumati procurando un ingiusto guadagno alla società “Arte di Catering”.
Secondo il gip, l’indagata, difesa dagli avvocati Roberto Franco e Giovanni Vecchio «nel corso dell’interrogatorio ha effettuato una ricostruzione alternativa della vicenda», supportata anche da adeguata documentazione «che non consente allo stato di ritenere inequivoci gli elementi indiziari evidenziati nell’ordinanza di custodia cautelare a supporto della gravità indiziaria a suo carico». Inoltre i fatti sarebbero avvenuti a febbraio 2019 e nel 2020 la Errigo è andata in pensione. Ragion per cui il gip ha ritenuto che «non si riscontrano esigenze cautelari connotate da attualità».

Il gip del Tribunale di Catanzaro ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari disposta lo scorso 07 settembre a carico dell’avvocato Azzurra Pelaggi difesa dall’avvocato Massimiliano Carnovale. L’accusa a carico della professionista è quella di truffa aggravata dalle finalità mafiose in quanto, secondo l’accusa, insieme ad altri due soggetti avrebbero prodotto «un numero allo stato imprecisato di fatture per operazioni inesistenti nei confronti dell’associazione onlus Donna a Donna e della società cooperativa Abigail alle quali era affidata, rispettivamente, l’accoglienza dei minori non accompagnati per i Comuni di Mileto, Joppolo e Filadelfia e lo Sprar del Comune di Mileto, inducendo in errore il Comune di Vibo, ente capofila e deputato ad autorizzare la liquidazione delle spese relative all’accoglienza migranti per tutta la provincia».
Secondo l’accusa la sola associazione “Da donna a donna” della quale l’avvocato Pelaggi era la presidente avrebbe ricevuto, limitatamente al 2017 e al 2018, erogazioni per oltre un milione e mezzo di euro.
Il gip del Tribunale di Catanzaro accogliendo l’istanza dei legali, Giuseppe Di Renzo e Massimiliano Carnovale, ha ritenuto non più sussistenti le esigenze cautelari «tenuto conto della risalenza dei fatti contestati e delle dimissioni dell’indagata dalla carica di presidente dell’associazione onlus “Da Donna a Donna” a far data dal mese di giungo 2023». Nessun’altra misura cautelare è stata quindi disposta nei confronti dell’avvocato Pelaggi che resta indagata a piede libero.

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