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«Nessun documento dice che la fondazione di Serrastretta sia stata opera di famiglie di ebrei»

Il sindaco del centro nel Catanzarese Muraca interviene con riferimento a quanto riferito dalla Aiello

Pubblicato il: 20/09/2023 – 10:37
«Nessun documento dice che la fondazione di Serrastretta sia stata opera di famiglie di ebrei»

SERRASTRETTA «La necessità di tutelare la verità storica e la memoria collettiva mi spinge a rappresentare alcune considerazioni, di natura esclusivamente storica, su quanto dichiarato dalla Rabbina». Lo afferma il sindaco di Serrastretta Antonio Muraca in una lettera alla redazione con riferimento all’articolo “Ebrea, donna, straniera. La mia vita da rabbina in Calabria”, pubblicato il 18 settembre 2023 dal Corriere della Calabria. «Premetto – dice Muraca – che la Rabbina Barbara Aiello – protagonista dell’articolo e concittadina da anni accolta e stimata dall’intera comunità serrastrettese, me compreso – è persona alla quale sono legato da ottimi rapporti personali e istituzionali, fondati sul rispetto umano, culturale e religioso. Tali presupposti ci hanno portato, in diverse occasioni, a scegliere di vivere momenti di condivisione e collaborazione pubblica. Ciò premesso, la necessità di tutelare la verità storica e la memoria collettiva mi spinge a rappresentare alcune considerazioni, di natura esclusivamente storica, su quanto dichiarato dalla Rabbina nell’articolo citato. L’obiettivo è evitare che i lettori siano esposti a una ricostruzione priva di fondamenti storiografici, che potrebbe finire per diventare un falso storico amplificato dai canali online. In particolare, desidero chiarire un passaggio dell’intervista riportata. La Rabbina Aiello ha affermato, riguardo alle origini del Comune, che esso è nato “quando cinque famiglie di ebrei perseguitati, in fuga da Scigliano (che dista circa 35 km) arrivarono fin qui e fondarono quello che all’epoca era solo un villaggio”. Pur non essendoci nulla di male se ciò fosse stato vero e rappresentasse un dato storico certo e comprovato, circostanza che lo renderebbe parte del nostro patrimonio identitario da tutelare e valorizzare, ritengo, però, necessario sottolineare – solo per dovere di precisione e senza qualsivoglia spirito polemico – che quanto affermato è privo di alcun fondamento storico e storiografico. L’unico riferimento a questa notizia sulle cinque famiglie di Scigliano – sostiene il sindaco di Serrastretta –  si trova nel libro “Storia di Serrastretta dalle origini al 1938” dello storico Filippo BRUNI. Tuttavia, in tale testo non si fa menzione dell’origine ebraica di tali famiglie. Non esistono, d’altro canto, ulteriori fonti o documenti che confermano o accennano alla possibilità che la fondazione di Serrastretta sia stata opera di famiglie di ebrei. Si deve pertanto rilevare che la ricostruzione storica avanzata da Barbara Aiello è un’ipotesi prettamente personale, priva di dati storiografici a supporto e non suffragata da alcuna ricerca storica sull’argomento. Le famiglie in questione furono probabilmente spinte a lasciare Scigliano e insediarsi nel nostro territorio per motivi familiari o economici. Tuttavia, quale che sia stata la motivazione della loro partenza, l’origine delle famiglie e il loro credo religioso, è necessario fornire una narrazione storica accurata. Se questo è l’intento, la sola affermazione possibile – ossia l’unica supportata da dati – è che Serrastretta è stata fondata da cinque famiglie provenienti da Scigliano, i cui cognomi sono: Bruni, Mancuso, Fazio, Talarico e Scalise. Altro non si può aggiungere. Approfitto dell’occasione – conclude Muraca – per confermare la stima e il rispetto per il lavoro che la Rabbina Barbara Aiello svolge nel nostro paese da anni, unitamente all’affetto e alla simpatia per il suo essere una persona affabile, cortese e gentile con tutti».

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