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Salario minimo, mozione di Tavernise e Lo Schiavo (senza il Pd) per sollecitare Occhiuto

I capigruppo del M5S e del Misto chiedono al presidente della Giunta calabrese di sostenere l’iter della legge in sede di Conferenza Stato-Regioni

Pubblicato il: 22/09/2023 – 16:38
Salario minimo, mozione di Tavernise e Lo Schiavo (senza il Pd) per sollecitare Occhiuto

LAMEZIA TERME “Sono migliaia le lavoratrici e i lavoratori sfruttati e sottopagati nella nostra regione, una piaga sociale che coinvolge soprattutto i giovani e le donne. Con la proposta nazionale sul Salario Minimo, proposta unitaria di una larga parte delle opposizioni progressiste, si intende dare dignità a queste persone, garantendo stipendi congrui, proporzionati alla quantità e qualità del lavoro per assicurare loro una esistenza libera. E’ in questa direzione che si inserisce la mozione che abbiamo presentato con la quale si impegna il presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto, a sostenere in conferenza Stato-Regioni e in tutte le sedi opportune, di concerto con le organizzazioni sindacali e le parti sociali, tutti gli atti e le misure che contribuiscano all’avanzamento dell’iter della proposta di legge 1275, per un salario minimo orario per i lavoratori, sia pubblici che privati”. Lo affermano in una nota congiunta i consiglieri regionali Davide Tavernise (capogruppo M5S) e Antonio Lo Schiavo (capogruppo Misto), cofirmatari della mozione, che invece non vede la sottoscrizione del Pd. “La mozione – aggiungono Tavernise e Lo Schiavo – si pone quale orizzonte d’intervento quello di valorizzare maggiormente la centralità della contrattazione collettiva nazionale e di stabilire un salario minimo legale in linea con gli standard europei. Si deve tenere in considerazione il fatto che ben 22 Paesi membri su 27 lo hanno approvato e in queste realtà si è assistito ad un considerevole aumento degli stipendi di chi veniva pagato di meno. Anche in Calabria sono troppi i lavoratori in condizioni di povertà lavorativa: a loro si deve assicurare una retribuzione dignitosa e congrua al fine di realizzare un mercato del lavoro inclusivo, in cui si possano ridurre le disparità compreso l’odioso divario salariale tra i generi”. (redazione@corrierecal.it)

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