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«L’Asp di Catanzaro non solo non assume ma addirittura licenzia i medici: ora stop»

Il consigliere regionale Talerico contesta una delibera sulla risoluzione del rapporto di due operatori del 118: ne parlerò con Occhiuto

Pubblicato il: 25/09/2023 – 12:06
«L’Asp di Catanzaro non solo non assume ma addirittura licenzia i medici: ora stop»

CATANZARO «Occorre urgentemente intervenire sull’Asp di Catanzaro, poiché oramai molti dei provvedimenti che vengono adottati rischiano di compromettere oltremodo la già precaria situazione sanitaria». Lo afferma il consigliere regionale Antonello Talerico, di Noi Moderati.  «Difatti – prosegue Talerico –  con deliberazione n. 1084 del 22 settembre 2023 l’Asp ha inteso procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro (licenziamento) di numero due medici che lavorano presso la S.C. Sistema Emergenza/Urgenza (medici del 118), così determinandosi ulteriori vuoti e turni scoperti per le varie emergenze.  Basti pensare che allo stato attuale nella Provincia di Catanzaro circa il 50% dei turni (ogni turno dura 8 ore) che dovrebbero essere garantiti nell’ambito del servizio di emergenza del 118 non hanno copertura per l’esiguo ed insufficiente numero di medici presenti per il servizio 118. Proprio nel drammatico episodio della giovane ragazza di Montepaone deceduta, tale mancanza di copertura dei turni del servizio di emergenza del 118 ha determinato l’intervento di una ambulanza senza la presenza del medico (demedicalizzata). Oggi il servizio di emergenza del 118 già decimato in parte da scelte scellerate che hanno di fatto costretto molti medici a dimettersi, vede i già pochi medici assegnati a tale servizio costretti ad operare in condizioni disumane senza alcuna garanzia e con grave esposizione personale e professionale.  Nonostante tale quadro – rileva il consigliere regionale – l’Asp di Catanzaro ha ritenuto di licenziare in data 22 settembre 2023 due medici, assumendo che avrebbero dichiarato di non essere a conoscenza di essere sottoposti a procedimenti penali, quando in realtà pendeva un procedimento penale a loro carico (trattasi di procedimento penale non per reati o casi di malasanità, né per gravi reati). Sulla scorta di ciò l’Asp nel richiamare l’art. 5 del contratto di lavoro fatto prima sottoscrivere ai medici in data 06/07/2023, ha ritenuto che la pendenza di procedimenti penali ove l’Asp di Catanzaro fosse stata p.o. avrebbe determinato la decadenza dal rapporto contrattuale sopradetto.  Sennonché, al di là dell’errore materiale commesso dai due medici sul modulo/dichiarazione compilati, era già ben noto (dal 2020/2021) all’Asp di Catanzaro (essendone parte) nella data di sottoscrizione del contratto intervenuta in data 06/07/2023 la pendenza del procedimento penale a carico dei predetti medici e, pertanto alcuna valutazione – per come viene detto nella parte motiva del provvedimento di risoluzione contrattuale – è stata impedita all’Asp, che invece faceva sottoscrivere un contratto in una data in cui già sapeva che inserendo la clausola di cui all’art. 5 (decadenza del rapporto di lavoro in virtù della pendenza di un procedimento penale) avrebbe impedito ogni rapporto di lavoro con i due medici, così incorrendo anche ed eventualmente in malafede contrattuale».  Per Talerico «in tale quadro le valutazioni (finalizzate al licenziamento) dell’Asp hanno gravemente compromesso il servizio di emergenza del 118, che oggi con il licenziamento di due ulteriori medici determinerà la non  copertura di ulteriori dei turni e,  quindi l’aumento dell’intervento di un numero maggiore di ambulanze che saranno prive di medici a bordo, con un equipaggio di soli infermieri che non potranno neanche somministrare farmaci in assenza del medico, pur intervenendo spesso in casi urgenti e/o in emergenza come i vari casi di decessi intervenuti proprio quando era giunta l’ambulanza senza un medico. Tale situazione verrà portata all’attenzione del presidente/commissario Occhiuto affinché possa intervenire su scelte alquanto discutibili e che recano alla sanità calabrese ed ai cittadini maggiori danni rispetto alla errata compilazione di un modulo per fatti già noti all’Asp di Catanzaro. Ed infine, non ci risulta che l’Asp di Catanzaro abbia adottato analoghi provvedimenti di licenziamento per tutti coloro che sono indagati o imputati in procedimenti penali ove l’Asp è persona offesa.  Del resto, in attesa di una condanna definitiva sarebbe assurdo licenziare un medico in una realtà dove i medici sono carenti».

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