Ultimo aggiornamento alle 11:50
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 5 minuti
Cambia colore:
 

‘ndrangheta

Imponimento, i clan e le strutture turistiche. Parla l’imprenditore: «Uno dei La Rosa l’ho cacciato un paio di volte»

Testimonianza dell’amministratore delegato della società che, fino al 2015, ha gestito il “Garden resort”. «Dagli Anello e Stillitani nessuna pressione»

Pubblicato il: 10/10/2023 – 19:29
di Giorgio Curcio
Imponimento, i clan e le strutture turistiche. Parla l’imprenditore: «Uno dei La Rosa l’ho cacciato un paio di volte»

LAMEZIA TERME «È difficile dimenticare una cosa del genere, avvocato, proprio difficile. Ho denunciato un tentativo di estorsione fatto dalla famiglia La Rosa che ho denunciato ai Carabinieri». A dirlo è Giovanni Imparato, amministratore delegato della società che, fino al 2015, ha gestito il “Garden resort”. E lo ha fatto in aula, durante l’udienza del processo “Imponimento”, nato dall’omonima inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro contro i presunti appartenenti della cosca Anello-Fruci di Filadelfia. Imparato è stato interrogato quale testimone delle vicende connesse alla gestione della struttura turistica, al centro – secondo l’accusa – degli interessi della cosca Anello ma anche di alcune delle famiglia di ‘ndrangheta più influenti della provincia di Vibo Valentia.

I primi rapporti

Interrogato dall’avvocato Giovanni Vecchio, Imparato in aula ha ripercorso la storia e il legame con la struttura turistica. «Non ricordo con esattezza quando è cominciato il rapporto con la Garden Sud mi sembra che si chiamasse l’azienda proprietaria del resort, io sono subentrato nel giugno 2010, posso testimoniare di certo che dal 2010 al 31 dicembre 2015 la società Ispana Italia che rappresento, ha gestito il Garden Resort Calabria». A proposito dei rapporti con Antonio Facciolo – uno degli imputati – il testimone ha spiegato: «Ho avuto modo di averci a che fare sicuramente nel 2010, il servizio di lavanderia che veniva prestato anche presso il Garden fu richiesto e fornito anche al Rocca Nettuno di Tropea», azienda riconducibile proprio a Facciolo, almeno fino all’arresto avvenuto nel 2020. «Per me è stato un danno – ha spiegato Imparato – perché ho dovuto cercare una sostituzione, perché è successo durante il periodo di apertura dell’albergo». E quando l’avvocato Vecchio gli chiede di eventuali minacce nei suoi confronti da parte di Facciolo, Imparato è chiaro: «Direttamente no, se no ci sarebbero state le tracce»

I rapporti con Stillitani

È l’avvocato Andreano, in seguito, ad interrogare Imparato, focalizzandosi in questo caso sui rapporti con Emanuele Stillitani. «Abbiamo certamente parlato e comunicato di personali esperienze con le diverse ditte che potevano essere fornitrici della struttura, ma abbiamo colloquiato come: “In quel ristorante si mangia male, non ti consiglio di andare. In quel ristorante si mangia benissimo, se ti trovi a passare vacci”». Mentre per quanto riguarda le forniture all’interno del villaggio «erano contratti che prevedevano un listino di favore in vigore non solo al Garden Resort, ma anche alle altre strutture che gestivamo all’epoca, il Poggio, il Rocca di Tropea e il Rocca Nettuno, quindi se chiudono l’accordo per uno che vende salame, faccio un esempio visto che questo Rocco Anello mi sembra di avere capito che fornisse formaggi e salumi, faccio un accordo che preveda la fornitura globale di tutti e tre le strutture, ha più senso, o più potere d’acquisto», negando quindi eventuali “pressioni”, sia da parte del presunto boss, sia da Emanuele Stillitani. «Un no secco perché non glielo avrei consentito».
L’imprenditore testimone in aula spiega ancora: «In passato ho lavorato con il Gruppo Montesano a Reggio Calabria, sono stato capoarea per la Blu Hotels su un paio di strutture in provincia di Catanzaro, ho anche mezza genetica calabrese, perché mia madre era di Caraffa, quindi mi sento a casa» e quando l’avvocato Comi gli chiede se e quando ha conosciuto l’altro imputato nel processo, Francescantonio Anello, ha spiegato: «L’ho conosciuto quando sono subentrato nella funzione di Amministratore unico della Ispana Italia e della Digato, giugno 2010». I rapporti sono iniziati «per degli aspetti del contratto che io avevo necessità di chiarire e per quanto li avessi interpretati personalmente, ahimè, bisogna trovare una forma congiunta di lettura» mentre «per altri problemi di natura, che ne so, di manutenzione straordinaria o altro il riferimento più immediato era il Dottore Emanuele»

I rapporti con Facciolo e le “pressioni”


Il nome di Facciolo ritorna quando stavolta è il pm Antonio De Bernardo ad interrogare Imparato. «(…) l’ho incontrato diverse volte sia in struttura da me, sia nella
struttura che sicuramente gestiva, dopo Pizzo, non mi ricordo bene, non ricordo esattamente, sono stato da lui ospite un paio di volte a cena».
Il pm, poi, torna sulla vicenda legata alla denuncia ai carabinieri di Imparato contro i La Rosa. «È cosa risaputa che la cosca dei La Rosa è la reggente a Tropea, il La Rosa piccolo, Francesco, girava in albergo, naturalmente senza che questo fosse stato né autorizzato, né condiviso, né altro, perché c’era chi lo faceva entrare». «Quando mi sono reso conto che questo signore girava per la struttura e ancora mi chiedo perché, allora sono andato dai Carabinieri, gli ho detto: “Sentite, non vorrei mai che domani mi fate una domanda a cui io non so dare una risposta, quindi sappiate che c’è questo, cominciate a cristallizzarlo, perché domani ci potrebbero essere degli sviluppi e non vorrei che partiamo da quello sviluppo, partiamo da mo”». Una denuncia, dunque, preventiva da parte di Imparato anche se ammette: «personalmente l’ho buttato fuori un paio di volte».
Per quanto riguarda il Garden, invece, rispondendo alle domande del pm De Bernardo l’imprenditore spiega: «Ne ho sentite diverse, mi dicono che è più in alto, c’è il controllo, ma non ho mai avuto motivo di relazionarmi con queste persone, se non ricordo male gli Anello, ma non ho mai avuto modo di interfacciarci con loro e ringrazio Dio per questo». (g.curcio@corrierecal.it)

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.r.l ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Effettua una ricerca sul Corriere delle Calabria
Design: cfweb

x

x