Reggio, protesta per la chiusura dell’istituto “Pythagoras”. «Studiare è un diritto»
Genitori, studenti e docenti in piazza dopo la chiusura per criticità strutturali. L’appello: «Non togliete la scuola dal nostro territorio»

REGGIO CALABRIA «Non togliete la scuola dal nostro territorio», «Studiare è un diritto». Decine di studenti e genitori hanno protestato questa mattina a Reggio Calabria nella centralissima Piazza Italia, davanti alla sede del Comune e della Città metropolitana, dopo la chiusura dell’Istituto scolastico “Pythagoras”.

Nel corso di una verifica di vulnerabilità sismica su edifici scolastici comunali, infatti, sono emerse criticità strutturali riferite all’istituto reggino. Criticità emerse – si legge nell’ordinanza di chiusura emanata lo scorso 4 ottobre dal sindaco facente funzioni Paolo Brunetti – «sulla scorta di sopralluoghi ed esami svolti attraverso il rilievo visivo e l’utilizzo di alcune specifiche apparecchiature di rilevazione esterna». L’edificio è stato temporaneamente chiuso e le attività didattiche sospese in attesa di individuare «idonei spazi alternativi in altre strutture scolastiche».

Entro qualche giorno – queste le rassicurazioni del sindaco facente funzioni Brunetti – si potrà tornare in aula spostando gli studenti nelle aule degli istituti Alvaro e Larizza. Una soluzione d’emergenza e che si spera solo momentanea, mentre genitori e docenti chiedono un ritorno in sicurezza e auspicano provvedimenti che possano far tornare i ragazzi tra i banchi del “Pythagoras”. Sull’edificio il primo cittadino ha assicurato che entro settanta giorni verranno effettuati dei rilievi per verificare l’entità delle criticità. (m.r.)