«Basta all’uso strumentale delle intercettazioni». A Lamezia Delmastro illustra la nuova riforma
Il monito del sottosegretario alla Giustizia: «Vogliamo dare ai cittadini ogni garanzia prima delle sentenza»

LAMEZIA TERME «Ricordo che questo Governo, come primo provvedimento, ha scongiurato l’evaporazione del 41bis perché per noi i mafiosi devono marcire in un istituto penitenziario sino a quando non cambiano». Lo ha detto Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario alla Giustizia, presente a Lamezia Terme all’evento “Verso una giustizia giusta”, moderato dal giornalista Antonio Gatto, per presentare la riforma della giustizia pensata dall’esecutivo targato Giorgia Meloni. Tanti gli ospiti presenti al “Chiostro”, tra i quali l’assessore regionale, Filippo Pietropaolo, il consigliere regionale Antonio Montuoro e il sottosegretario di Stato, Wanda Ferro. E poi Gino Vescio (coordinatore cittadino di FdI), Rosario Aversa della direzione nazionale del partito, Cesare Materasso (responsabile provinciale Dip. Giustizia di FdI), l’avvocato Renzo Andricciola (presidente della Camera penale di Lamezia Terme) e il magistrato onorario del Tribunale di Crotone.

Le intercettazioni
Al centro della serata, la nuova riforma della giustizia che, a detta di Delmastro delle Vedove, ha degli obiettivi precisi, a cominciare dall’uso delle intercettazioni, tema molto divisivo anche fra i rami della magistratura e degli inquirenti e che, sempre più spesso, si scontra con le sentenze della Cassazione. «Punto cardine della nostra riforma – ha spiegato il sottosegretario – è quello sull’abuso delle intercettazioni, che non è lo strumento della magistratura “per”, ma è l’utilizzo surrettizio e strumentale per consentire ad alcuni giornali di fare titoli a nove colonne con notizie che non hanno nessuna rilevanza penale e che a volte ledono irreparabilmente l’onore delle persone. La giustizia e le investigazioni sono troppo uno strumento serio per essere piegati a fini politici». Altro punto essenziale, la tutela dei cittadini indagati. «Ricordo – ha sottolineato Delmastro – che questo è un Governo che vuole conferire ai cittadini indagati o imputati ogni garanzia prima di arrivare ad un’eventuale sentenza o di assoluzione o di condanna ma, in quel caso, la pena deve essere certa». (Gi. Cu.)