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il processo

Morte dell’ex presidente del Catanzaro, due rinvii a giudizio – NOMI

Si tratta del medico-chirurgo responsabile dell’equipe operatoria e il medico di guardia in servizio della Casa di Cura Caminiti

Pubblicato il: 20/01/2024 – 14:25
Morte dell’ex presidente del Catanzaro, due rinvii a giudizio – NOMI

REGGIO CALABRIA Il gip del Tribunale di Reggio Calabria Antonino Foti ha disposto il rinvio a giudizio Antonio Diomede Trimarchi (cl. ’58) e Luca Messina (cl. ’77), coinvolti entrambi nel caso legato al decesso, per un’emorragia addominale, dell’ex presidente del Catanzaro Giuseppe Cosentino, avvenuto presso il Policlinico Universitario “Mater Domini” di Catanzaro il 13 luglio 2020, dove era stato trasferito, previo passaggio dal Reparto di Rianimazione e Anestesiologia del Presidio Ospedaliero di Polistena, in conseguenza dell’intervento chirurgico subito presso la Casa di Cura Caminiti di Villa San Giovanni. Trimarchi e Messina, insieme all’anestesista Maurizio Pescione e il cardiologo Domenico Antonio Foti, sono già imputati nel primo processo per omicidio colposo che si sta celebrando sempre davanti al Tribunale di Reggio Calabria. 

Le accuse

Il procedimento penale per il quale i due medici sono stati rinviati a giudizio è nato dal secondo troncone dell’indagine, coordinata dalla Procura reggina guidata da Giovanni Bombardieri, che avrebbe riscontrato irregolarità anche nella documentazione relativa all’intervento chirurgico. Secondo la tesi accusatoria, infatti, Antonio Diomede Trimarchi, quale medico-chirurgo responsabile dell’equipe operatoria della Casa di Cura Caminiti di Villa San Giovanni, e Luca Messina, quale medico di guardia in servizio nella notte tra l’8 ed il 9 luglio 2020, entrambi pubblici ufficiali, «nell’esercizio delle funzioni, ed in particolare in relazione al ricovero presso la Casa di Cura Caminiti di Villa San Giovanni ed al correlativo intervento chirurgico, formavano in parte un atto falso in quanto, nella cartella clinica del 9 luglio 2020 non annotavano la presenza in capo al paziente Cosentino Giuseppe, poi deceduto, la presenza di un trauma contusivo in ragione frontale che, viceversa, risultava annotato come escoriazione con edema nella cartella clinica di accettazione dell’U.O. di Rianimazione di Polistena, né di un esame obiettivo».

Chiesto il risarcimento

Il caso è partito da una querela sporta da Ambra Cosentino, difesa dall’avvocato Ettore Tigiani, che è stata inserita tra le parti offese mentre la “Casa di Cura Caminiti” compare tra i “responsabili civili”. La richiesta della difesa, infatti, è che la struttura «sia condannata, in solido con gli odierni imputati, al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali cagionati alla costituita parte civile». (Gi. Cu.)

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