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l’anno giudiziario a Catanzaro

Distretto di Catanzaro, il nodo dei maxiprocessi che «mettono in crisi gli uffici territoriali» – VIDEO

La presidente della Corte d’Appello: «Aumentano i reati di associazione mafiosa, violenza di genere». Preoccupa la delinquenza minorile

Pubblicato il: 27/01/2024 – 10:45
di Giorgio Curcio
Distretto di Catanzaro, il nodo dei maxiprocessi che «mettono in crisi gli uffici territoriali» – VIDEO

CATANZARO Anche quest’anno il distretto di Catanzaro si caratterizza nel panorama per la preponderanza di procedimenti contro l’attività della criminalità organizzata e reati fine, con un elevato numero di imputati e capi d’imputazione, dando vita ai maxiprocessi.
Procedimenti, però, che impegnano consistenti risorse mettendo in crisi l’organizzazione degli uffici territoriali, non dotati di mezzi sufficienti.
È questo uno degli aspetti chiave sottolineati questa mattina da Gabriella Reillo, presidente della Corte d’appello di Catanzaro, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2024.
La difficoltà riscontrata maggiormente è quella di reperire giudici compatibili, scindendosi normalmente il procedimento in due tronconi ovvero ordinario e abbreviato.
Tra questi c’è ovviamente il maxiprocesso “Rinascita-Scott” con 345 imputati, di cui 130 sottoposti a misure cautelari, 341 capi d’imputazione e 188 parti offese davanti al collegio giudicante del Tribunale di Vibo Valentia. Nello stesso periodo è stato affrontato anche il processo “Petrolmafie” nei confronti di 53 imputati.

I maxiprocessi

La Corte ha visto la pendenza di 29 maxiprocessi della Distrettuale antimafia di Catanzaro con detenuti in scadenza termini tra cui la trance di Rinascita Scott definita in primo grado col rito abbreviato nei confronti di 74 imputati.
Anche nel settore penale, quindi, dati i carichi di lavoro del Distretto, il raggiungimento dell’obiettivo dell’abbattimento del disposition time, rimanda alla medesima parola d’ordine: risorse. Nel prossimo futuro l’impegno degli Uffici si prospetta inalterato perché i procedimenti iscritti nel 2023 per il reato del 416-bis sono in sensibile aumento: 83 rispetto ai 69 dell’anno precedente, così come è in aumento il numero delle iscrizioni per le estorsioni aggravate dal metodo mafioso o per per agevolare le cosche di ‘ndrangheta.

Gli altri reati

In calo, da 68 a 65, il numero dei procedimenti iscritti per il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Stazionario il dato dei procedimenti iscritti per omicidio volontario 10 (l’anno scorso erano 11) mente resta elevato quello della violenza di genere: nel solo circondario di Catanzaro i procedimenti iscritti per reati da codice rosso sono 191. Preoccupa, infine, la delinquenza minorile non solo sul piano quantitativo ma anche qualitativo legati sempre più spesso all’associazione mafiosa. Allarmano i dati sotto al profilo socio-culturale e i reati commessi con mezzi informatici: diffamazione, revenge porn e cyberbullismo. Quest’anno sono stati iscritti nei confronti di minori 611 procedimenti a carico di soggetti noti e 98 a carico di ignoti.(redazione@corrierecal.it)

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