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Giusy Caminiti: «Il Ponte non si può fare senza una valutazione ambientale positiva»

I dubbi e i timori del sindaco di Villa: «Se i migliori tecnici dicono che il progetto è vecchio di 30 anni forse è il caso di riflettere bene»

Pubblicato il: 03/02/2024 – 6:53
Giusy Caminiti: «Il Ponte non si può fare senza una valutazione ambientale positiva»

CATANZARO «Noi stiamo aspettando il momento in cui Villa San Giovanni dirà la sua e sarà il momento del dibattito, cioè il momento in cui potremo presentare le nostre osservazioni in Conferenza dei servizi». Lo ha detto Giusy Caminiti, sindaco di Villa San Giovanni, con riferimento al Ponte sullo Stretto, parlando con il Corriere della Calabria a margine di un convegno a Catanzaro insieme al sindaco del capoluogo, Nicola Fiorita, e ad altri sindaci calabresi.

«Il Ponte non si fa senza una Via positiva»

Caminiti ha fatto il punto dell’interlocuzione con il governo e con la Società Stretto di Messina: «È chiaro che abbiamo chiesto più volte che quel momento di confronto fosse anticipato. Abbiamo chiesto di sedere come uditori alla Stretto di Messina. Ho reiterato questa richiesta da pochissimo al ministro e all’amministratore delegato Ciucci dicendo “almeno il giorno in cui approverete l’aggiornamento del progetto definitivo fateci essere presenti per sentire dalla viva voce, cioè con le notizie di prima mano che possono servire ai nostri territori”. Non ritengo che sarà così, ritengo piuttosto – ha sostenuto il sindaco di Villa San Giovanni – che ci verrà usata la cortesia nel momento in cui l’aggiornamento del definitivo sarà inviato al Mit, al ministero delle Infrastrutture, anche se non dovuto probabilmente sarà inviato ai Comuni di Villa e Messina. E’ un momento di attesa per le nostre città, perché fin quando non abbiamo certezza e contezza che quelle osservazioni e prescrizioni fatte nel 2013 dal Cipe non siano superate in questo aggiornamento del progetto definitivo noi non ci potremmo esprimere. E’ chiaro che se non dovessero essere superate in quell’aggiornamento non si può più pretendere una posizione – come dire – neutrale rispetto all’opera. Già un dubbio che resta su questo ci condannerebbe a un’incompiuta, cosa che non ci possiamo permettere. Abbiamo i soldi per farla? Noi lo sappiamo come funziona nelle programmazioni. I soldi si programmano, poi cambiano le esigenze. Allora, noi vogliamo certezze innanzitutto sulla realizzabilità strutturale dell’opera e sull’impatto ambientale dell’opera: dalla Commissione di Via l’opera deve essere licenziata con una valutazione di impatto ambientale positiva, senza obiezioni e prescrizioni. Altrimenti per noi l’opera non si può fare, perché tocca un paesaggio unico al mondo che è lo Stretto di Messina, dal punto di vista ambientale ma soprattutto dal punto di vista dell’identità culturale, cioè lo Stretto dei miti, delle leggende. Siamo in una fase di attesa e – ha rilevato Caminiti – stiamo aspettando che la nostra commissione Territorio affiancata ad una commissione di studio, di progettisti, di professionisti, di urbanisti, valutino l’aggiornamento di quel progetto definitivo».

L’intervento di Caminiti al dibattito al Comune di Catanzaro

«Fermarsi e affrontare una sfida tecnologica vera»

«Penso – ha poi aggiunto Giusy Caminiti – che politicamente ci sia attenzione al Ponte, come decisione politica. Quanto meno perché è la prima volta che c’è un governo di centrodestra così forte. Per cui l’indecisione politica – chiamiamola così – del 2010-2011 oggi non c’è.  Non riusciamo a capire quanto questo governo si esporrà, perché fino ad oggi noi lo vediamo che c’è un ministro che è diventato il ministro forte del Ponte, una Lega che sta cavalcando in ogni dove l’opera Ponte e le altre due forze di maggioranza che attendono, per cui bisogna capire come evolverà la situazione tra le forze politiche di governo». Per Giusy Caminiti «infine non si farà questo ponte, un ponte si farà sicuramente nel futuro, non prossimo ma nel futuro, ma non sarà questo ponte, perché se i migliori tecnici dicono che questo progetto è vecchio di 30 anni, allora forse sarebbe il momento di fermarsi e di affrontare una sfida tecnologica vera, che veda se davvero è utile e necessaria l’opera, che veda un’opera di avanguardia tecnologicamente, che attrae le migliori università del mondo, i migliori studiosi del mondo sullo Stretto di Messina. Già questa – ha concluso il sindaco di Villa San Giovanni – sarebbe la svolta per i nostri territori».  (a. cant.)

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