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Accordo di coesione spartiacque: i rapporti Regione-Governo tra risultati, impegni, sfide e incognite

I risvolti della firma tra la premier Meloni e il presidente Occhiuto: dalla centralità del porto di Gioia alla sanità, dalla Zes unica all’autonomia

Pubblicato il: 17/02/2024 – 14:33
di Antonio Cantisani
Accordo di coesione spartiacque: i rapporti Regione-Governo tra risultati, impegni, sfide e incognite

CATANZARO L’Accordo di coesione che porta alla Calabria oltre 2,5 miliardi per innescare processi di sviluppo rappresenta sicuramente uno spartiacque nel rapporto tra il governo nazionale e la Regione Calabria, e in particolare tra il governo di Giorgia Meloni e il presidente della Giunta Roberto Occhiuto. Dopo un anno e quattro mesi dall’insediamento della Meloni alla guida di Palazzo Chigi il saldo, per quanto riguarda la Calabria e le sollecitazioni di Occhiuto, può francamente dirsi positivo, nel senso che in questo lasso di tempo si sono registrati diversi risultati incassati dal governatore calabrese in numeri più ampi e in tempi decisamente più rapidi di quanto è avvenuto – laddove è avvenuto – in passato. Ovviamente ci sono diversi fattori che hanno contribuito: anzitutto lo stesso colore politico che accomuna i due esecutivi, quello del centrodestra, e poi la capacità di Occhiuto di mettere a frutto le relazioni ad alti livelli a Roma grazie ai suoi trascorsi, soprattutto da capogruppo di Forza Italia alla Camera, relazioni necessariamente strettissime con i ministri azzurri soprattutto ma ottime nel complesso anche con la premier e i ministri di altri partiti alleati e con i ministri tecnici. Il fatto che la Regione Calabria sia la prima del Sud ad aver firmato questo accordo risponde sicuramente a un dato politico ed è comunque indicativo dei buoni uffici tra Catanzaro e Roma. Si citano qui alcuni di questi risultati, conseguiti anche grazie all’intensificare dei rapporti anche con le grandi società a partecipazione pubblica che sono poi il “braccio operativo” dei ministri: i primi fondi per le infrastrutture, segnatamente per la Statale 106 e l’autostrada del Mediterraneo, la compartecipazione della Regione alla realizzazione del Ponte, che comunque è nel programma della coalizione di Occhiuto, le varie proroghe del Decreto Calabria in sanità che sta consentendo a Occhiuto di proseguire in una gestione commissariale meno imbrigliata di una gestione ordinaria del settore più complicato di tutti, e poi l’impegno del governo a realizzare il rigassificatore di Gioia Tauro, e ancora l’organizzazione del G7 dell’export a Villa San Giovanni nella prossima estate. Giusto per citarne alcuni.

Il futuro

Ora dopo la firma dell’Accordo di coesione, secondo diversi analisti si apre una fase 2 nei rapporti tra il governo e la Regione Calabria, perché ovviamente c’è tanto ancora da portare a casa per quanto riguarda l’azione di Occhiuto e della sua Giunta, e non mancano “nodi” da sbrogliare non privi di elementi di preoccupazione. Le parole della premier Giorgia Meloni ieri a Gioia Tauro hanno dato qualche indicazione per quanto riguarda la direzione degli impegni di governo. E con questi impegni di governo si intrecciano le necessità della Calabria. A livello territoriale sul piano delle infrastrutture prevedibilmente Occhiuto insisterà per sollecitare attenzioni e risorse dal centro su alcuni dossier ritenuti strategici: il completamento della Statale 106 (si è infatti sostanzialmente al buio per quanto riguarda il tracciato da Catanzaro a Reggio), anzitutto, ma anche l’Alta Velocità che al momento sta alimentando il dibattito più in sede locale che in sede nazionale, e poi il porto di Gioia Tauro. Sul porto di Giorgia Tauro per la verità la Meloni si è soffermata parecchio, definendolo “un gioiello” e di fatto annunciando una particolare attenzione, nel momento in cui ha detto che un’infrastruttura come quella gioiese non può limitarsi a essere la nona in Europa ma deve diventare l’epicentro delle politiche mediterranee ed europee. Si tratterà di capire come evolverà il tema della strategicità del rigassificatore, citato comunque dalla Meloni. Si tratterà di capire poi l’evoluzione della Zes unica, che è ancora un’incognita, e dell’autonomia differenziata, sulla quale la Meloni a Gioia Tauro ha dato l’impressione di “sterzare” verso la visione leghista, che non è esattamente quella – di cauta apertura – finora battuta da Occhiuto, che condivide il progetto ma aspetta di sapere dove sono i fondi per i Lep e se mai ci saranno questi fondi. Infine, c’è tutto il capitolo della sanità, rispetto al quale comunque Occhiuto può vantare un rapporto stretto con il ministro Orazio Schillaci: da tempo il governatore – che è anche commissario – sollecita un approccio diverso del livello centrale sul tema delle assunzioni, ancora ingabbiate da limiti stringenti, e del reclutamento dei medici, quasi impossibile in una realtà disagiata come la Calabria, e inoltre Occhiuto rivendica anche un approccio meno burocratico da parte dei tecnici dei ministeri affiancanti. Insomma, per la Regione nei suoi rapporti con il governo tanti risultati, finora, tante prospettive ma anche tante sfide e qualche incognita. Il feeling tra la Meloni e Occhiuto c’è – dal palco di Gioia Tauro più volte la premier ha detto di condividere le parole del governatore calabrese – ma ovviamente va verificato sul campo.  E sui fatti. (redazione@corrierecal.it)

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