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Sito industriale di Crotone, Oliverio contro Eni: «Io fatto fuori dopo la firma del Piano di Bonifica» – VIDEO

L’affondo dell’ex governatore: «Chi mi ha succeduto non ha dato seguito al piano. Il problema deve risolverlo chi ha inquinato»

Pubblicato il: 22/02/2024 – 13:17
di Gaetano Megna
Sito industriale di Crotone, Oliverio contro Eni: «Io fatto fuori dopo la firma del Piano di Bonifica» – VIDEO

CROTONE «Subito dopo la firma di quel piano di bonifica, stranamente e per fatto completamente destituito di fondamento, sono stato fatto fuori dalla presidenza della Regione». Mario Oliverio, ex presidente della giunta regionale calabrese, punta il dito contro l’Eni ipotizzando di «essere stato fatto fuori» per la sua ferma decisione di trasportare fuori dai confini calabresi più di un milione di rifiuti pericolosi stipati nella discarica a mare della “Passeggiata degli innamorati”. Il piano a cui fa riferimento l’ex presidente è quello contenuto nel verbale della Conferenza dei servizi decisoria del 24 ottobre 2019, dove è stato scritto nero su bianco che l’Eni avrebbe provveduto a trasportare i rifiuti di Crotone, fuori dalla Calabria. Questo piano è stato reso possibile perché la Regione Calabria aveva approvato il Provvedimento autorizzativo unico regionale (Paur), che poneva il vincolo di trasportare fuori della regione i rifiuti di Crotone. Tutto è stato condizionato al contenuto del Paur. Ovviamente il Paur poneva paletti invalicabili. Non si poteva ovviare al Paur condiviso dopo una serie di incontri, tavoli tecnici partecipati da tutti gli enti coinvolti, a vario titolo, sulle decisioni da prendere per eliminare il dramma dei veleni prodotti in circa 70 anni di attività industriali. Crotone paga un prezzo elevato per l’incidenza del cancro. I primi passi sono stati mossi nel 2016 e nel 2019 si pensava fossero conclusi con la Conferenza dei servizi decisori. Così non è stato, perché come scrive Oliverio, Eni Rewind che ha sostituito Syndial, ha preteso ed ottenuto che si ritornasse a discutere di come smaltire i rifiuti di Crotone, non accettando il risultato della conferenza decisoria del 2019. Gli ultimi atti fanno pensare che la strada intrapresa sia quella di annullare la decisione sottoscritta da tutti il 24 ottobre del 2019 e smaltire i veleni nella discarica di Columbra, nella sezione destinata ai rifiuti tossici e pericolosi. Lo spazio disponibile a Columbra potrebbe, però, non essere sufficiente per cui potrebbe esserci la necessità di un ampliamento dell’impianto di proprietà dei fratelli Vrenna. Se così fosse si darebbe nuova linfa ad una discarica in via di esaurimento. Non è detto comunque che sia questa la soluzione. L’Eni da sempre ha proposto di realizzare una discarica di scopo: prima a Giammiglione e, poi, all’interno del sito dell’ex Pertusola sud. Una volta acquisito il via libera al progetto di fare restare a Crotone i rifiuti ogni soluzione potrebbe essere valida per risolvere la questione. Oliverio fa anche riferimento a documenti redatti da Syndial. Probabilmente si riferisce alle ipotesi di smaltimento fatte dalla società nel 2017, che prevedevano, a secondo del tipo di trasporto da utilizzare (intermodale o su nave), la percentuale di destinazione dei rifiuti in diversi siti nazionali ed esteri. Se si fosse scelto il trasporto intermodale il 75% dei rifiuti sarebbero stati smaltiti in Italia in impianti de Centro sud, Nord est e Nord ovest e il restante 25% all’estero. In caso di trasporto via mare sarebbe stato utilizzato il porto di Gioia Tauro, destinando il 75% a discariche italiane (Nord Tirreno, Nord Adriatico e Sicilia) e il restante 25% per “impianti esteri” del Nord Europa. Al tempo della presidenza di Oliverio da questi assunti si è partiti e questi sono stati i motivi che hanno convinto tutti a sottoscrivere i contenuti della Conferenza dei servizi decisoria del 2019. Se il piano fosse stato attuato come previsto, l’Eni avrebbe dovuto spendere molti milioni di euro (forse miliardi) per effettuare il trasporto e pagare per lo smaltimento. La materia ha regole legali molto rigide. Regole che, secondo Oliverio, non verrebbero applicate nell’attuale circostanza per salvaguardare la «Calabria considerata terra di conquista e di facili saccheggi». L’ex presidente fa anche riferimento al sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, che sta partecipando agli incontri ufficiali per chiudere il cerchio sulla bonifica. «Conoscendo il passato ambientalista del sindaco di Crotone – scrive Oliverio – sono propenso a credere che sarà in prima linea per impedire ogni tentativo di svendita del territorio e di una città che ha grandi potenzialità e che aspetta di essere risarcita». E’ noto a tutti che durante la campagna elettorale, che si è conclusa con la sua elezione, il candidato Voce, oggi sindaco, aveva promesso un palazzo trasparente per consentire ai cittadini di vedere come si procedeva sulle scelte riguardanti la bonifica. A distanza di tre anni circa, partecipa agli incontri ufficiali, ma non dà molte informazioni su dove si intende andare a parare. Sarebbe utile anche per lui, spigare il suo progetto di bonifica alla luce delle ultime novità denunciate da Oliverio. Sarebbe opportuno che spiegasse anche il suo punto di vista sulla modifica del Paur chiesta dall’Eni.

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