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Ponte sullo Stretto, la Lega grida allo scandalo ma l’inchiesta è un atto dovuto

Da un “ponte” di polemiche alla buona vita di Camini. Apologo reel di Brunori sino ai 110 anni della nascita di Renato Dulbecco

Pubblicato il: 24/02/2024 – 6:59
di Paride Leporace
Ponte sullo Stretto, la Lega grida allo scandalo ma l’inchiesta è un atto dovuto

«Un incontro con i rappresentanti regionali calabresi» per un «esame congiunto delle problematiche connesse alla realizzazione di un collegamento stabile tra Sicilia e il continente». Era il 17 dicembre 1985. Un appunto proveniente dall’archivio del presidente della Sicilia, Rino Nicolosi. Tanto per non dire ancora una volta che al Ponte sullo Stretto dedicò una storia anche Topolino, del ponte di legno dei romani per far passare gli oltre cento elefanti catturati ad Asdrubale, del miracolo di San Francesco di Paola, il concorso di idee del 1969 e poi Berlusconi, Monti e ora Meloni ma in verità molto sostenuto da Salvini. L’ultima notizia riguarda un fascicolo giudiziario contro ignoti a causa di un esposto presentato dal parlamentare verde Angelo Bonelli, leader politico che ricorre molto alla carta bollata. La Lega grida allo scandalo ma è un atto dovuto. Certo, sottoscrivere un atto negoziale e poi consegnare la relazione di aggiornamento di un progetto faraonico nel giro di poche ore impegnerà non poco i giudici. Forse, era meglio che la Società Stretto di Messina consegnasse i documenti richiesti agli ambientalisti e non li lasciasse segretati. Si parla poco del fatto, invece, che il presidente che dovrà concedere la Via al Ponte è il capo di gabinetto del ministro dello Sport. Non mancheranno altre polemiche. Altra partita complessa quella degli espropri. Chi perde la casa in punto panoramico non rinuncerà ad altri esposti e contenziosi. Intanto l’amministratore delegato, Pietro Ciucci, ha incontrato gli industriali reggini per 75 minuti assicurando che c’è lavoro per tutti e che il cronoprogramma sarà rispettato. Vorremmo avere le sue certezze. La partita è solo all’inizio.

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Camini

Camini è uno sperduto paese della Locride, un tempo casale di Stilo (molto lontano comunque), abitato solo da 765 abitanti. Gli ultimi visitatori sono dei sindacalisti che devono attuare una ricerca sugli anziani migranti. Non tutti ne parlano e ne scrivono, ma nel borgo, grazie a diversi progetti, da tempo vivono 120 migranti di ogni età che hanno ripopolato non solo i numeri ma anche la vita del paese con laboratori e iniziative, hanno permesso la presenza della scuola dell’obbligo e si è aperto anche il ristorante “Jungi mundu” che a quanto riferisce chi l’ha raggiunto è di buona levatura gastronomica. I reportage dei media solidali sono di grande entusiasmo da “Via libera” a “Vita” e “Altra Economia”.
Dal 2014 residenze di artisti e laboratori artigianali hanno costruito una mappa della coesistenza tra residenti e rifugiati provenienti da ogni parte del mondo. Tessile ecologico sostenuto dall’8 per mille dell’Unione buddhista italiana, ceramica, bilinguismo diffuso tra arabo e italiano ma possiamo anche aggiungere il dialetto calabrese. Questa buona vita si deve alla presenza nel piccolo borgo di Eurocoop servizi, una cooperativa sociale nata per favorire l’inserimento di soggetti svantaggiati che nel 2011 svolta verso l’integrazione con i migranti rifugiati. A Rosario Zurzolo il presidente della cooperativa che ha avviato il processo di integrazione in stretta collaborazione con il sindaco Giuseppe Alfarano un meritato voto “dieci” per aver creato un modello di ripopolamento all’insegna della parola filoxenia, vocabolo opposto di xenofobia.

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A seguire la politica in provincia di Cosenza molte notizie della serie “uomo che morde il cane”. Alfredo Antoniozzi, vice capogruppo di Fratelli d’Italia, ha ritenuto opportuno ricordare la scomparsa 56 anni fa di Pietro Mancini, padre del socialismo calabrese e italiano, perseguitato dal fascismo. Una mossa da sdoganato puro che ha aggiunto “padre di Giacomo Mancini, il migliore uomo politico della storia calabrese” e qui il revisionismo tocca vette da Everest considerato che contro il padre Dario, potente ministro democristiano, il giovane Giacomo orchestrò campagne di stampa militante finite in tribunale. Sul punto ha fatto eco la parlamentare atipica leghista Simona Loizzo che ha celebrato “il socialista autonomista, avversario del massimalismo comunista”. Mi permetto di far notare alla deputata, che apre al consenso socialista, che Pietro Mancini in parlamento celebra la morte di un certo Lenin e che la sua corrente era quella dei massimalisti che avversavano Turati. Questioni lontane, me ne rendo conto. Più diretta e al fulmicotone la polemica di Simona Loizzo contro Rosaria Succurro, presidente della provincia di Forza Italia fulminata sulla via di Damasco sulla pericolosità dell’autonomia differenziata votata in Parlamento dal suo partito e che ha convocato una manifestazione davanti alla prefettura (un tempo Forza Italia manifestava innanzi ai tribunali per Berlusconi) come presidente dell’Anci. Non c’era invece Succurro alla grande adunata sullo stesso tema convocata al teatro Rendano di Cosenza. È volata in Kosovo per ricevere il titolo di “bersagliera”, non sappiamo se su suggerimento di Roberto Occhiuto in queste ore in competizione come vicesegretario nazionale di Forza Italia che celebre il suo primo congresso. A Cosenza a tenere punto contro Calderoli c’era invece l’arcivescovo di Cosenza, monsignore Checchinato. Il quale ha ricevuto attenzione dal coordinatore cittadino della Lega Leo Battaglia (noto ai mass media nazionali per le sue tecniche di propaganda invasive come quando fece lanciare volantini da un elicottero) segnalando al vescovo che sarebbe caduto in una trappola ordita da Nicola Adamo per meglio lanciare la candidatura alle Europee del sindaco di Bari, De Caro. Silenzio da Consulta laicale e Azione Cattolica e invece chi ti scende in campo a difesa del vescovo? La Cgil e il collettivo femminista “Femen”. Quanti cani che mordono gli uomini.

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Apologo reel per tintoriapodcast del cantautore Dario Brunori sulla Calabria anticapitalista non volendolo perché “mi sicca”. Una sorta di Seattle come Camigliatello. Dieci per ironia e cabarettismo intelligente.

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Il videoartista Orazio Garofalo, sempre in ambasce per il cinema Santa Chiara di Rende, si è piacevolmente distratto realizzando uno splendido video per il Dj Ago “The night” focalizzato a tirare fuori una nuova percezione del visibile, arrivando a sostanziare una novità assoluta nel mondo dei videoclip. Il video è stato presentato alla festa di compleanno del noto Dj in una discoteca della sua città adottiva, Prato.

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Renato Dulbecco

Giovedì scorso 110 anni della nascita di Renato Dulbecco, premio Nobel, nato a Catanzaro accanto alla chiesa di San Francesco in una casa che dava accanto al bel panorama di Bellavista. Scienziato gioviale, presentò anche un Festival di Sanremo e si ricorda anche una foto che lo ritrae mentre mangia il morzello dopo aver tenuto una conferenza agli studenti di Medicina della sua città, che oggi porta il suo nome. L’anno prossimo ricorre il mezzo secolo del suo Premio Nobel. Per l’occasione il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, ha annunciato l’istituzione di un Comitato dedicato all’organizzazione di iniziative scientifiche d’alto profilo. Voto “dieci” a Fiorita. Ricordare è importante.

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