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La Calabria “laboratorio” del campo largo progressista: Pd e M5S rilanciano il progetto

Orrico e Irto commentano la vittoria della Todde in Sardegna battendo sul tasto della condivisione di un percorso già avviato a livello regionale

Pubblicato il: 27/02/2024 – 12:56
La Calabria “laboratorio” del campo largo progressista: Pd e M5S rilanciano il progetto

LAMEZIA TERME Calabria “laboratorio” del campo largo o progressista o riformista che di si voglia. Dalle Regionali del 2021 passando per le Amministrative 2021 di Cosenza, le Amministrative 2022 di Catanzaro, nella nostra regione l’alleanza tra Pd, il Movimento 5 Stelle e aggregazioni civiche di matrice centrosinistra ha già superato alcuni step, e altri potrebbe averne in futuro, anche se il percorso resta sempre in salita per le difficoltà interne ai partiti, soprattutto al Pd ma non solo.  A dare ulteriore linfa e spinta al progetto, che in Calabria sembra trovare meno ostacoli che a livello nazionale dove ancora i leader Schlein e Conte si rincorrono tra avvicinamenti e allontanamenti, la vittoria di Alessandra Todde in Sardegna.  Vittoria che i segretari regionali delle due forze principali, Nicola Irto per il Pd e Anna Laura Orrico per il M55, hanno commentando rilanciando – tra le righe – il progetto del campo largo progressista riformista che dir si voglia.

Il commento di Irto e Orrico

«Tanti auguri ad Alessandra Todde, appena eletta presidente della Regione Sardegna.  Il centrosinistra unito vince e il lavoro comune ripaga.  Andiamo avanti con grande motivazione, per liberare il Sud e tutta l’Italia dalla prepotenza e dall’incompetenza del centrodestra»: così sui social il segretario del Pd Calabria Nicola Irto. A sua volta, Anna Laura Orrico ha affermato: «Appassionata, competente, coraggiosa. Alessandra Todde rappresenta una svolta ed una risorsa per il governo della Sardegna. Ha scritto una pagina di storia della politica regionale ed italiana raccogliendo intorno a sé una coalizione progressista che si è data un preciso obiettivo non legato, come accade alle destre, alla sola riuscita elettorale ma ad un orizzonte di proposte. I cittadini e le cittadine del nostro Paese hanno bisogno di una visione e di speranza, di sostegno da parte delle istituzioni. Ma soprattutto – ha proseguito la parlamentare e segretaria regionale del Movimento 5 Stelle  – Alessandra Todde ha dimostrato che, qualora ce ne fosse ancora bisogno, con impegno e lungimiranza l’alternativa ai governi di destra-destra, in Italia, c’è già. Concentriamoci nel lavorare passo dopo passo, sui temi, sui territori, sulle intese. I risultati arriveranno. Soprattutto al Sud tradito dal governo Meloni e dai suoi rappresentanti meridionali in Parlamento su questioni dolorose come l’Autonomia differenziata, il dimensionamento scolastico, la sanità e le infrastrutture».

Enzo Romeo, candidato sindaco di Vibo, con Fernando Pignataro (Si) e Antonio Lo Schiavo

Il futuro del campo largo

Nei giorni scorsi Irto e Orrico sono stati seduti fianco a fianco a Vibo Valentia in occasione della presentazione della candidatura a sindaco di Enzo Romeo, indicato dai dem e sostenuto anche dal Movimento 5 Stelle. Anche se con qualche mugugno, i pentastellati hanno detto sì alla corsa di Romeo alla quale si sono aggregate altre forze di centrosinistra tra cui Sinistra Italiana e i Liberamente Progressisti di Antonio Lo Schiavo. “Laboratorio” di campo largo, appunto, quello di Vibo, “benedetto” domenica scorsa dal suggello della leader Pd Elly Schlein, l’ennesimo “laboratorio” a livello di elezioni comunali in Calabria, considerando i precedenti fortunati che hanno visto il successo di Franz Caruso a Cosenza nell’ottobre 2021 e di Nicola Fiorita a Catanzaro nel giugno del 2022. Ultimi passi dopo l’esordio del campo largo, con la candidatura di Amalia Bruni alla presidenza alle Regionali 2021 vinte dal centrodestra di Roberto Occhiuto: era un progetto ancora “in nuce” ma anche un seme che il centrosinistra sta ora provando a innaffiare in Calabria, anche se non senza difficoltà. Perché nei vari partiti non mancano le fibrillazioni interne, come nel Pd con le nuove dinamiche post congressuali dopo l’ascesa di Elly Schlein, ma anche nel Movimento 5 Stelle. E in Consiglio regionale ancora non c’è tra le forze di centrosinistra una sincronia totale: spesso infatti Pd, M5S e gli altri spezzoni della minoranza hanno votato in modo diverso – persino in tre modi diversi – su una stessa pratica.  Occhi puntati poi anche sulla realtà di Corigliano e Rossano, dove un campo largo potrebbe comunque configurarsi sia pure senza simboli di partito. C’è da dire peraltro che le Europee, che porteranno i vari partiti a correre per conto proprio, sotto questo aspetto non agevoleranno l’unità ma il solco per un centrosinistra che finalmente anche in Calabria potrebbe ricompattarsi sembra sia stato tracciato. Invece, al momento in Calabria sembra assolutamente da escludere un ulteriore allargamento del campo progressista anche ad Azione, considerando che i calendiani sono organici alla maggioranza di centrodestra alla regione: ma intanto a Vibo e Corigliano Rossano quantomeno non andranno con il centrodestra, e anche questo è un segnale. (a. cant.)

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