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Sifo, Filippo Urso: «Il trend dei farmaci che da indisponibili diventano carenti si prospetta in netto aumento»

«Nel 2024 abbiamo assistito al passaggio di 14 farmaci da indisponibili a carenti AIFA, mentre nel 2023 il fenomeno aveva riguardato 67 farmaci»

Pubblicato il: 02/04/2024 – 17:28
Sifo, Filippo Urso: «Il trend dei farmaci che da indisponibili diventano carenti si prospetta in netto aumento»

È una figura che nel corso degli anni ha radicalmente mutato il proprio profilo passando dalla qualifica di “dispensatore” del farmaco nelle strutture destinate alla cura di pazienti ad interprete di ruoli e funzioni essenziali per la gestione appropriata delle terapie e dell’organizzazione sostenibile delle cure.
È il farmacista ospedaliero, figura professionale che nel recente Congresso dell’Associazione Europea che li rappresenta è stata rilanciata come “sentinella” dello stato di salute degli stessi Sistemi sanitari nazionali in una fase di grande innovazione che coincide con nuove legislazioni europee nell’ambito del farmaco, con nuovi regolamenti sui dispositivi medici e con l’arrivo di terapie che si annunciano come risolutive e sono ad altissimo costo.
Negli ultimi mesi i farmacisti ospedalieri sono alle prese, in particolare, con una emergenza che va definendo ed ampliando i propri profili, quella della carenza di medicinali e dispositivi medici, una indisponibilità che rappresenta, nei fatti, una minaccia per la salute pubblica in tutta Europa. Del tema, considerato che per la sanità l’attenzione è spesso incentrata su altri aspetti, non si parla forse a sufficienza.
«Oggi – ci racconta Filippo Urso, segretario per la Calabria della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie – abbiamo un aumento dei farmaci sia indisponibili che carenti. La differenza tra indisponibilità e carenza è sostanziale. Per i farmaci carenti, infatti, AIFA aggiorna due volte a settimana il loro elenco e ciò significa che le strutture ospedaliere sanno cosa fare e sono in grado di muoversi con diverse opzioni, magari importando dall’estero. Nel caso dell’indisponibilità, di fatto c’è poco da fare». «È un problema che tra l’altro sta via via aggravandosi – aggiunge Urso – e le cause sono molteplici, dall’indisponibilità di materie prime agli aspetti legati alla produzione ed alla distribuzione. Il fatto che molti farmaci e principi attivi siano prodotti non in Italia ma per esempio in India determina ritardi anche sulle consegne e tutto ciò poi ha un effetto sia a livello nazionale che nei singoli contesti regionali».
Una situazione difficile e sulla quale la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera ha avviato da tempo un percorso di monitoraggio «si tratta, evidenzia Urso, di DruGhost, il primo database nazionale ed europeo delle indisponibilità dei farmaci, nato grazie alla collaborazione tra la la SIFO e l’Agenzia Italiana del Farmaco. In pratica è uno strumento predittivo delle carenze che mira a a scovare tutte le indisponibilità ospedaliere e dei servizi farmaceutici territoriali in modo da avere una panoramica completa sull’irreperibilità dei farmaci, e quindi parliamo sia di indisponibilità che di carenze vere e proprie. Nell’ultimo periodo abbiamo avuto la conferma, ma già lo immaginavamo, che la maggior parte dei farmaci carenti prima risulta indisponibile per un breve periodo, poi disponibile, poi di nuovo indisponibile ed infine carente».
La conferma di questa dinamica la offrono i numeri di DruGhost, dall’analisi dei dati riferiti al 2023 2 farmaci sono stati indisponibili 5 volte e poi sono diventati carenti, 3 farmaci sono stati indisponibili 4 volte e poi sono diventati carenti, 5 farmaci sono stati indisponibili 3 volte e poi sono diventati carenti, 16 farmaci sono stati indisponibili 2 volte e poi sono diventati carenti, altri 22 farmaci sono stati indisponibili 1 volta e poi sono diventati carenti.
«Quella che stiamo vivendo – aggiunge Urso – è una fase critica, il trend dei farmaci che da indisponibili diventano carenti si prospetta in netto aumento: solo a gennaio 2024 abbiamo assistito al passaggio di quattordici farmaci da indisponibili a carenti AIFA, mentre nell’anno 2023 il fenomeno aveva riguardato n. 67 farmaci».
Con i numeri Urso descrive la situazione attuale «il numero complessivo di farmaci carenti è elevato, per più di 3mila farmaci sono solo 300 quelli per cui AIFA concede l’ok all’importazione e che dunque non hanno equivalenti.
Di questi 300 farmaci solo 30 vengono importati, per 270 dunque esiste un’alternativa terapeutica e su questo la società italiana di farmacia ospedaliera sta cercando di lavorare creando dei gruppi di lavoro, sempre in collaborazione con AIFA, proprio per verificare le alternative. Alcuni farmaci infatti non vengono commercializzati e vengono dismessi per questioni di costi, di sicuro bisogna incentivare anche le aziende farmaceutiche perché altrimenti se continuiamo a voler pagare alcuni farmaci troppo poco, a fronte di un aumento generale dei costi, così non va bene». (redazione@corrierecal.it)

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