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Sanità, 29 milioni per l’assistenza domiciliare in Calabria. E Occhiuto “punzecchia” Fitto sui fondi Pnrr

L’annuncio del governatore sull’Adi. La critica al ministro: «Sui fondi per l’edilizia sanitaria parte da un presupposto sbagliato per la Calabria»

Pubblicato il: 04/04/2024 – 11:07
Sanità, 29 milioni per l’assistenza domiciliare in Calabria. E Occhiuto “punzecchia” Fitto sui fondi Pnrr

CATANZARO «Abbiamo una buona notizia: ieri ci è stato comunicato da Agenas, e quindi dalla struttura del governo che si occupa di monitorare lo stato di attuazione del Pnrr, che la sanità della Calabria avrà 29,6 milioni di euro in più, in quanto siamo riusciti a conseguire gli obiettivi del Pnrr per l’assistenza domiciliare. È una cosa che nessuno si aspettava, si partiva da un ritardo considerevole. Abbiamo dimostrato che comunicando bene i flussi in Calabria, il governo della sanità regionale è in grado di produrre risultati che nemmeno i ministeri affiancanti si aspettavano. Questo grazie all’azione svolta da tutti i commissari e direttori generali delle Asp e che ringrazio molto e al coordinamento di “Azienda Zero”». Lo ha detto il presidente della Regione Roberto Occhiuto, nella sua qualità di commissario della sanità calabrese in un punto stampa alla Cittadella. «Prima di Azienda Zero e prima di Miserendino – ha precisato Occhiuto – l’attività di comunicazione dei flussi veniva svolta male facendo perdere occasioni, spero che questa notizia possa rappresentare un nuovo inizio per la sanità calabrese».

La polemica con Fitto

Un passaggio Occhiuto l’ha riservato anche alla recente polemica con il governo e il ministro Raffaele Fitto sui tagli a fondi Pnrr in tema di sanità. «Ho spiegato al ministro – ha detto Occhiuto – che la rimodulazione del Pnrr è una attività che condivido nella maniera più assoluta perché bisogna evitare che i fondi si disperdano come in passato e, infatti, la Calabria è stata tra le prime regioni a firmare l’accordo, accettando il cronoprogramma e le nuove regole che governano la spesa del fondo di sviluppo e coesione e dei fondi comunitari. Ma il presupposto da cui parte Fitto in questa ultima rimodulazione dei fondi per la sanità è per la Calabria sbagliato, perché Fitto dice “sono interventi che le Regioni avevano deciso di svolgere con le loro risorse per l’edilizia sanitaria”, ma non è così per noi questi interventi non li aveva mai decisi sulla programmazione dell’edilizia sanitaria, risorse che ci occorrono per completare i grandi ospedali che i calabresi da troppo tempo aspettavano». Una sentenza della Corte costituzionale di qualche anni fa dice «che il commissario in Calabria dovrebbe avere strumenti e anche risorse eccezionali. È assurdo che risorse già destinate alla Calabria – ha spiegato il governatore – vengano invece utilizzate per coprire interventi prima previsti nel Piano complementare. Queste risorse a noi servono per concludere i lavori per l’ospedale della Sibaritide, per il quale abbiamo già trovato le risorse, ma anche per l’ospedale di Vibo e per l’ospedale di Palmi».

«La sanità merita più attenzione»

«Credo sia ingeneroso ascrivere le responsabilità di questa crisi a un governo che è in carica da un anno e mezzo», ha poi detto Occhiuto commentando la lettera di 14 scienziati al premier Giorgia Meloni sui rischi dei tagli nella sanità pubblica. «I governi precedenti di centrodestra e centrosinistra – ha proseguito Occhiuto – forse hanno colpevolmente sottovalutato l’importanza della sanità. Episodi di centralizzazione della sanità spesso hanno creato dei disastri come per esempio in Calabria attraverso il commissariamento o come succede in più regioni per le reti ospedaliere che devono rispettare i parametri del decreto ministeriale 70: sta accadendo ora che molte regioni stanno vedendo le loro reti ospedaliere bocciate dai ministeri perché non rispetterebbero questi parametri. La sanità – ha concluso Occhiuto – merita più attenzione da parte delle istituzioni, credo che però sia assolutamente ingiusto attribuire responsabilità all’ultimo governo che è un governo che peraltro mi sembra che sulla sanità stia trovando più risorse dei governi precedenti. E’ un’assunzione di responsabilità che tutti dovremmo fare perché nel corso degli anni forse questo problema è stato troppo sottovalutato». (a. c.)

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