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La riflessione

Ponte sullo Stretto? Ma la Sicilia si “allontana”

Che la Sicilia si allontani lentamente (ma con costanza) dalla Calabria, è un dato di fatto. Si tratta, secondo gli esperti, della zona di estensione geologica che si trova proprio in corrisponden…

Pubblicato il: 15/04/2024 – 9:34
di Franco Scrima*
Ponte sullo Stretto? Ma la Sicilia si “allontana”

Che la Sicilia si allontani lentamente (ma con costanza) dalla Calabria, è un dato di fatto. Si tratta, secondo gli esperti, della zona di estensione geologica che si trova proprio in corrispondenza dello Stretto. Il che determina l’allontanamento della Sicilia dalla Calabria sia pure di circa un centimetro all’anno, con uno spostamento verso Nord – Nord Ovest.
Dalla nuova carta geografica “dinamica” dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, si deduce che il movimento è lento, ma inesorabile. «Come se si stesse su una zattera alla deriva che si muove in modo differenziale: parte dalla Sicilia e va verso Nordovest. E poi verso Nordest».
La scoperta è di due studiosi, Giulio Selvaggi e Nicola D‘Agostino, ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Entrambi concordano che «brandelli di Sicilia, si muovono verso Nordovest e altri verso Nordest, mentre il corpo dello “Stivale” sembra diretto verso i Balcani». Secondo i due ricercatori, è una condizione ancora tutta da chiarire: anche il corpo centrale dell’Italia – secondo le ricerche fatte – migrerebbe verso Est. Movimenti che agiscono – sempre secondo i tecnici – sulla catena appenninica che subisce, a sua volta, uno “stiramento”.

Buona parte della Sicilia – per esempio – si sposta verso Nord- Nord-Ovest, mentre il versante messinese (Messina compresa) si sposta in direzione Nord-Est, il che causerebbe una deformazione nella zona dello Stretto interessando anche l’area di Reggio Calabria.
Stando così le cose, la domanda che si pone è: reggerà il Ponte agli spostamenti della crosta terrestre?
L’Amministratore delegato del gruppo imprenditoriale, Pietro Salini, si dice sicuro della fattibilità del mega-ponte e lo ha ribadito in un recente incontro a Catanzaro con il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, lo stesso giorno in cui ha incontrato i primi 45 operai specializzati assunti.
A provocare incertezze, a questo punto, non è la fattibilità dell’opera; a preoccupare sono piuttosto gli spostamenti della crosta terrestre. La speranza è che prima di avviare i lavori ci siano certezze sulla tenuta del Ponte rispetto appunto alle vicende naturali che interessano soprattutto quell’area geografica.
Certo è che il “famoso collegamento stabile tra la Calabria e la Sicilia” potrebbe subire l’ennesimo rinvio, questa volta in modo più pesante rispetto ai precedenti. Allora i Consiglieri sono stati costretti ad alzare le braccia, nonostante che, per lungo tempo, avessero beneficiato di notevoli appannaggi. È, comunque, vero che non bisogna “mai dire mai”. Potrebbe anche essere, questa, la volta buona nonostante l’allarme lanciato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Ma chi si assume la responsabilità?

*giornalista

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