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Ritorno al Medioevo: trentamila calabresi pagano maghi e cartomanti per liberarsi del malocchio

In Calabria ci sono 450 sedicenti professionisti del settore, 16 milioni la spesa annua per i consulti: i dati del Rapporto Antiplagio 2024

Pubblicato il: 19/05/2024 – 17:03
di Benedetta Caira
Ritorno al Medioevo: trentamila calabresi pagano maghi e cartomanti per liberarsi del malocchio

«Se vuoi riavere il tuo ex marito in pochi giorni contattami, tornerà da te». «A te che vorresti rimanere incinta di tuo marito, scrivimi subito». Due messaggi presi a caso nel mare magnum del web in cui maghi, fattucchiere e cartomanti lanciano i loro ami aspettando che le vittime abbocchino. E chi pensa che siano in pochi a farsi abbindolare, si sbaglia di grosso. Basta guardare i dati dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio Antiplagio che restituisce una fotografia inquietante degli italiani dipendenti da tarocchi e filtri d’amore a pagamento, ovviamente. Sono 12 milioni gli italiani che ogni anno si rivolgono a maghi & co, un giro d’affari da sei miliardi di euro.
La Calabria è al decimo posto nella classifica
delle regioni con una maggiore presenza di maghi, veggenti, medium e guaritori, ce ne sono ben 450 (in testa Lombardia e Campania con oltre duemila) un numero decisamente più alto rispetto a Friuli Venezia Giulia (250), Sardegna (200) o Trentino Alto Adige (160). A spaventare è soprattutto il numero dei clienti che si rivolge a maghi, occultisti e a sedicenti maestri di tarocchi: in Calabria sono 30mila. Trentamila persone che cadono nella rete di chi promette amore, felicità, salute o soldi. Il 90% dei consulti avviene on line o al telefono, ma spesso i maghi hanno proprie “sedi” sparse nella regione e un’agenda settimanale fitta di appuntamenti. Investono in pubblicità radiofonica, volantinaggio, manifesti discreti e di piccolo formato in punti strategici come nei pressi di ospedali, banche, uffici pubblici. Gli slogan colpiscono dritto: «Qualcosa ti preoccupa? Le cose vanno storte? Non è colpa tua. Liberati dalle fatture e dal malocchio». Un ritorno al medioevo dai risvolti inquietanti visto il giro d’affari dei sedicenti maghi. Nulla a che vedere con una pratica ancestrale e innocua come lo “sfascino”, che in Calabria ha formule e rituali che si tramandano da secoli ma non si sono mai trasformate in un business.

Nel rapporto Antiplagio 2024 si legge che il guadagno medio annuo per ogni singolo occultista che riceve in studio è di 30mila euro netti. Ovviamente in nero. Anche qui la differenza tra una regione e l’altra è sostanziale e in Calabria la spesa annua ammonta a 16 milioni di euro (in Campania se ne spendono ben 80 milioni). In ascesa, ovunque, il ricorso a consulti on line, che – previo pagamento – garantiscono lettura dei tarocchi e l’invio di non meglio specificate energie positive capaci di far ritornare a casa mariti fedifraghi e ostacolare legami d’amore. Dietro pseudonimi esotici e immagini di tarocchi e filtri magici, si nascondono venditori di fumo e di speranze, che fanno leva sulla buona fede e sulle insicurezze delle loro prede e che s’intascano il denaro quasi sempre evadendo il fisco. Sempre sul rapporto dell’Osservatorio Antiplagio si legge che «l’evasione delle imposte – superata solo dalla criminalità organizzata è la più alta in assoluto rispetto a qualsiasi altra attività: 98%. Soltanto due clienti su 100, infatti, affermano di aver ricevuto un regolare documento fiscale, il 54% ha infatti ricevuto una quietanza anonima e il 44% non ha ricevuto nulla dopo aver pagato».

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