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Braccianti bruciati vivi, la Cgil: «Sarebbe gravissimo se si trattasse di una faida tra caporali»

«Chiediamo alle forze dell’ordine chiarezza e alla politica un supporto maggiore»

Pubblicato il: 02/06/2026 – 14:01
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Braccianti bruciati vivi, la Cgil: «Sarebbe gravissimo se si trattasse di una faida tra caporali»

AMENDOLARA «Sarebbe gravissimo se si trattasse di omicidi avvenuti in una faida tra caporali e un orrore indicibile se invece le quattro vittime fossero lavoratori che magari volevano ribellarsi al giogo dello sfruttamento». Lo affermano, in una nota congiunta, Gianfranco Trotta, segretario generale della Cgil Calabria, Caterina Vaiti, segretaria generale Flai Cgil Calabria, Andrea Ferrone, segretario generale Cgil Pollino – Sibaritide – Tirreno, e Federica Pietramala, segretaria generale della Flai Cgil Pollino Sibaritide – Tirreno in merito alla «terribile tragedia» con otto braccianti pachistani uccisi ad Amedolara. «Chiediamo alle forze dell’ordine – proseguono – chiarezza e soprattutto un supporto maggiore alla politica, con azioni più concrete, legate anche ai progetti finanziati che siano sempre più di aiuto, affinché si contrasti l’abominio della quotidianità che vivono i lavoratori, spesso migranti, nelle nostre campagne: precarietà, trasporto, insicurezza e vulnerabilità estrema, ricatto e violenza. Qualora emergesse questa ipotesi, non si può più tollerare che la piana di Sibari sia continuamente segnata da sfruttamento lavorativo e caporalato». «I contorni della vicenda – sottolineano i sindacalisti – sono tuttora al vaglio degli inquirenti e della Squadra mobile, che al momento non escludono alcuna pista, soprattutto alla luce della scia di veicoli dati alle fiamme negli ultimi mesi nella zona, mezzi probabilmente usati dai caporali per il trasporto di lavoratori agricoli. Non abbiamo ancora la certezza che le vittime fossero lavoratori agricoli, anche se è molto probabile. Sicuramente quanto avvenuto segna un cambio di passo nell’infiltrazione criminale del territorio».

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