Da Mattarella alle Frecce Tricolori, Roma celebra la Repubblica
Presenti la presidente di Anci Calabria e il Comune di Crotone

ROMA Sono stati i sindaci ad aprire la parata del 2 giugno (l’80esimo anniversario della festa della Repubblica) in via dei Fori Imperiali, dopo gli onori iniziali. Duecentottanta i Comuni rappresentati (12 quelli capoluogo: Ascoli Piceno, Bari, Barletta, Brescia, Como, Crotone, Forlì, Napoli, Pordenone, Rieti, Roma e Terni); 58 le donne, tra sindache e assessore. In rappresentanza dell’Anci, il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, il presidente Consiglio nazionale e sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il sindaco di Bari, Vito Leccese, il vice presidente, sindaco di Ginosa Marina (Taranto), Vito Parisi e il vice presidente, sindaco di Valdengo (Biella) Roberto Pella, il presidente di Anci Lazio e sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi e la presidente di Anci Calabria, sindaca di Gioia Tauro Simona Scarcella. La parata è stata preceduta dalla deposizione di una corona d’alloro da parte di Mattarella all’Altare della Patria davanti alla tomba del milite ignoto.
Il 2 giugno «segnò il compimento di un atto di libertà senza precedenti» ha scritto il presidente in un messaggio al capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano. «Ottanta anni di Repubblica, di libertà e di partecipazione ci rendono orgogliosi e riconoscenti verso chi ci ha preceduto e ha contribuito a edificare le fondamenta della nostra comunità nazionale» ha commentato la premier Meloni sui social.
E’ saltato il lancio dei paracadutisti alla sfilata del 2 giugno ai Fori Imperiali. I cinque atleti dell’Esercito che si sarebbero dovuti lanciare in caduta libera da un elicottero da un’ altezza di circa 1.500 metri hanno dovuto sospendere il lancio poiché non ci sono le condizioni meteo ottimali, con 70 nodi di vento. I cinque paracadutisti fanno parte del reparto attività sportive del centro addestramento paracadutismo della Brigata Folgore
La manifestazione ai Fori Imperiali si è conclusa con il tradizionale sorvolo della Frecce tricolori, la Pattuglia acrobatica nazionale, e infine con la resa degli onori finali al presidente della Repubblica. A tracciare la lunga scia tricolore nel cielo di Roma è stato il 313esimo Gruppo addestramento acrobatico dell’Aeronautica militare. In seguito il presidente della Repubblica, a bordo della Lancia Flaminia, ha lasciando il luogo della cerimonia scortato da una formazione a cavallo del reggimento corazzieri.
Schlein: «Celebriamo il giorno in cui Italia scelse di aprire una pagina nuova della sua storia»
«Celebriamo il giorno in cui l’Italia 80 anni fa scelse di aprire una pagina nuova della sua storia, dopo gli orrori della guerra, del fascismo e della negazione delle libertà fondamentali. Ed è il giorno in cui donne e uomini decidono di costruire insieme il futuro e si mettono in fila per votare dando forza a una svolta democratica che cambia per sempre il Paese, scegliendo la Repubblica. In quello che è anche il primo e fondamentale voto delle donne. In quella scelta c’è il significato più profondo della Liberazione: uscire dall’oppressione, restituire dignità alla vita democratica, costruire un’Italia fondata sulla partecipazione e sulla giustizia sociale, sull’eguaglianza e sulle libertà. Da quel voto nasce la Repubblica, e da quella speranza prende poi forma la Costituzione, che ancora oggi è il fondamento più alto della nostra convivenza democratica. Celebrare quel giorno non significa solo ricordare una data decisiva della nostra storia, ma assumersi fino in fondo la responsabilità del presente: attuare fino in fondo i principi della Costituzione, renderli vivi in ogni scelta, ogni giorno. Assicurare che vivano davvero per tutte e per tutti. Contrastare ogni arretramento, dare risposte concrete per ridurre le disuguaglianze e contrastare le ingiustizie. Viva la Repubblica!». Lo afferma in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein.
Pontedera l’altra parata, «contro la base militare e la guerra»
Circa duemila persone, questo il dato diffuso dagli organizzatori, stanno sfilando pacificamente nel centro di Pontedera (Pisa), in occasione della festa della Repubblica, per protestare contro le spese militari e dire no alla guerra. La manifestazione è promossa da un cartello di associazioni antimilitariste, pacifiste e della galassia della sinistra radicale. In particolare i manifestanti intendono opporsi, si legge in una nota diffusa dal Movimento No Base, «contro la realizzazione della nuova base militare nella tenuta Isabella di Pontedera e nel parco di San Rossore, dal costo previsto di 520 milioni di euro, ma anche contro la guerra e l’economia di guerra in generale». Tra i partecipanti, spiegano gli organizzatori, «associazioni partigiane e pacifiste, comitati ambientalisti e di chi lotta per i diritti sociali, realtà del cattolicesimo sociale, collettivi studenteschi e universitari, sigle del sindacalismo di base e diverse formazioni della sinistra per chiedere una transizione ecologica reale contro il consumo di suolo, dire no alle politiche di riarmo che sottraggono risorse alla sanità e alla scuola pubblica e un immediato cessate il fuoco nei teatri di guerra». Quella di Pontedera, concludono, «è una vera e propria parata della società civile che attraversa la periferia delle città e si collega idealmente ad altre manifestazioni antimilitariste analoghe (Vicenza, Cagliari, Catania, Firenze e Trapani) e che si contrappongono alla parata militare che oggi si svolge a Roma oggi centro di decisioni che non interessano il benessere collettivo, ma alimentano l’industria bellica».
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