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L’appello di monsignor Savino ai calabresi: «Non vi dirò mai chi votare, ma fatelo con intelligenza e responsabilità»

In videocollegamento a Locri il vicepresidente della Cei si è detto «preoccupato per il Ddl Calderoli» e ha esortato a «una rivoluzione culturale»

Pubblicato il: 29/05/2024 – 12:46
di Mariateresa Ripolo
L’appello di monsignor Savino ai calabresi: «Non vi dirò mai chi votare, ma fatelo con intelligenza e responsabilità»

LOCRI «La Calabria ha bisogno di un nuovo Risorgimento, un nuovo Rinascimento, di una rivoluzione culturale, mite e pacifica, che faccia dei calabresi i protagonisti della loro emancipazione». Un messaggio forte e una presa di posizione chiara. Monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Ionio e vicepresidente della Cei, in videocollegamento all’incontro dal titolo “Autonomia differenziata, limiti e contraddizioni” che si è svolto nella sala convegni del Centro pastorale di Locri, ha ribadito ancora una volta la propria posizione sul Ddl Calderoli e parlato dell’importanza del voto del prossimo 8 e 9 giugno.

«La Calabria è tutta bella, ma spesso prevale la parte peggiore»

«I calabresi – ha spiegato – devono superare l’assistenzialismo, quelle politiche di welfare state. Io sono per le politiche sociali di welfare community dove il popolo diventa protagonista comunità. Spesso manca il senso della comunità, il noi, perché i paesi diventano comunità quando perseguono una politica al servizio dei beni comuni». «La Calabria è tutta bella, ha bella gente, ma spesso facciamo prevalere la parte peggiore», ha aggiunto monsignor Savino riferendosi a chi fa prevalere «interessi loschi e familistici». Da qui la necessità di una presa di posizione netta: «una rivoluzione culturale, mite e pacifica, che faccia dei calabresi i protagonisti della loro emancipazione».

«Preoccupato per il Ddl Calderoli»

Durante l’incontro, incentrato sui limiti e le contraddizioni della riforma dell’Autonomia differenziata, monsignor Savino ha detto: «Appena fu presentata la proposta di legge Calderoli ho espresso la mia preoccupazione. Se i dieci articoli della legge Calderoli dovessero passare così come giacciono, io sono come pastore, come vescovo, responsabilmente preoccupato». Secondo il vicepresidente della Cei in Calabria, in particolar modo, sono a rischio diritti fondamentali, uno tra tutti quello alla salute: «Questa legge aumenterà diseguaglianze, ci saranno meno opportunità, l’Italia rischia di diventare un “Far West”. Di fatto genererà una mancanza di giustizia sostanziale, avremo di fatto una giustizia sommaria e non sostanziale. Il Ddl – ha ribadito – non stabilisce i criteri dei Lep, livelli essenziali di prestazione, non sappiamo come saranno al Sud». E ancora, l’Autonomia differenziata «genererà la secessione dei poveri e i poveri saranno sempre più impoveriti. renderà la Calabria ancora più impoverita, diseguale una regione in cui i diritti saranno sempre meno tutelati e garantiti». «Ribellatevi», è l’esortazione di monsignor Savino ai calabresi.

«Dobbiamo essere uomini e donne con la schiena dritta»

Sulla lettera che monsignor Savino ha scritto nelle scorse settimane ai candidati alle Europee e alle amministrative, definendola «un atto politico» ed esortando i candidati a «non essere più servitori muti», il vescovo di Cassano ha detto: «I poteri forti ci vogliono sudditi servi, schiavi, non ci vogliono cittadini liberi. Da due anni ho promosso nella diocesi di Cassano allo Ionio una scuola di informazione di cittadinanza responsabile. Dobbiamo educarci insieme ad essere uomini e donne con la schiena dritta, capaci di non piegarci a chi non vuole che siamo liberi, a chi ci vuole sudditi. Spesso si approfitta della povertà perché si compra la coscienza e la libertà. Il nostro compito è vigilare e denunciare. Deve essere la comunità che deve denunciare tutto ciò che non va con la logica della legalità, tutto ciò che insegue la corruzione e la concussione, la legalità è il mezzo e il filo della libertà è la giustizia».

L’appello: «Votate con intelligenza, responsabilità e leggendo le cose»

Savino ha poi messo in rilievo l’importanza di esprimere il voto con consapevolezza e coscienza: «Spesso – ha detto – c’è una discrasia tra tutto ciò che viene detto in campagna elettorale e ciò che viene di fatto gestito e governato quando si va al potere. Andiamo verso un appuntamento importante, ma quanti di noi hanno letto i programmi europei? Leggiamo, informiamoci, studiamo, non lasciamoci abbindolare da chi promette cose che non può mantenere». E infine l’appello ai presenti in sala e a tutti i calabresi: «Io non vi dirò mai chi dovete votare, ma vi dico votate con intelligenza, responsabilità e leggendo le cose, ve lo chiedo come pastore, come vescovo, come educatore. La Calabria merita molto di più, è la regione dalle mille potenzialità, abbiamo bisogno di una politica alta, ma anche di una comunità che sappia controllare il voto, esprimere un voto libero. Votate secondo i vostri valori e non lasciatevi minimante ingannare. Voglio che il popolo calabro sia un popolo libero di cittadini responsabili e non sudditi e schiavi, mai schiavi nessuno, ma democraticamente liberi. Auguri!». (m.ripolo@corrierecal.it)

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