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I veleni delle elezioni europee e il ring della maggioranza a Palazzo Campanella

In vista la ripresa dei lavori al Consiglio regionale, con nuovi rapporti di forza e le tensioni Fi-Lega. Il “nodo“ Commissioni e la freddezza Occhiuto-Mancuso

Pubblicato il: 13/06/2024 – 20:01
I veleni delle elezioni europee e il ring della maggioranza a Palazzo Campanella

REGGIO CALABRIA L’agenda di Palazzo Campanella al momento è ancora ufficialmente vuota, ma dovrebbe iniziare a riempirsi nei prossimi giorni. Si attende, a esempio, la convocazione della Conferenza dei capigruppo da parte del presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, riunione che verosimilmente si terrà nella prossima settimana. I lavori del Consiglio regionale sono fermi praticamente dal 7 maggio, data dell’ultima seduta dell’assemblea, poi – per motivi facilmente comprensibili – il “rompete le righe” in modo da evirare interferenze con la campagna elettorale. Quella seduta peraltro si era chiusa con la più classica “coda velenosa”, una pratica di Fratelli d’Italia non discussa perché era venuto meno il numero legale dopo l’abbandono degli scranni della maggioranza da parte del gruppo della Lega. Vicenda rubricata nella maggioranza di centrodestra come un semplice incidente di percorso e nulla più, ma vicenda forse provocata anche da qualche tensione elettorale. Ora che le elezioni, almeno quelle Europee – resta l’appendice dei ballottaggi, soprattutto quello a Vibo Valentia – sono alle spalle, la legislatura regionale è destinata a riprendere e a ripartire esattamente dalla metà. Un anticipo di “tagliando” c’è stato a febbraio con il rinnovo dell’ufficio di presidenza ma alla ripresa ci saranno ancora delicate “partite” da giocare, ovviamente soprattutto per il centrodestra. Il fatto è che le scorie e le tossine della campagna elettorale potrebbero riverberarsi sul prosieguo dei lavori della maggioranza a Palazzo Campanella, se nel frattempo non scenderanno in campo i “pompieri” e gli “sherpa”. Il clima in campagna elettorale non è stato dei più sereni, tutt’altro: indubbiamente il “testosterone” della sfida del voto per le Europee, con il meccanismo del proporzionale che ha portato alla conta e alla prova muscolare anzitutto contro alleati e amici, è stato sparso a piene mani. Con tanto di braccio di ferro e di polemiche intestine, che hanno coinvolto soprattutto la Lega e Forza Italia guidata da Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro. Lega e Forza Italia se le sono date di santa ragione: si pensi all’affaire “Bolkenstein”-balneari. E tanto altro. Il Carroccio che negli ultimi mesi ha strappato agli azzurri due consiglieri regionali, anche di “peso”, come Katya Gentile e Giuseppe Mattiani, Forza Italia che ha “parato” il colpo ingaggiando Salvatore Cirillo e Antonello Talerico.

La nuova geografia dell’aula

Il risultato è che la “geografia” del Consiglio regionale, e soprattutto i suoi equilibri numerici, si sono chiaramente alterati: ora Forza Italia ha 7 consiglieri regionali mentre la Lega ne ha 6, a questi vanno poi aggiunti i 4 di Fratelli d’Italia, partito che nella contesa degli alleati è rimasto essenzialmente alla finestra mostrando però una maggiore affinità con Forza Italia, i 2 di Forza Azzurri e i 2 di Azione. Una configurazione che, traslata sulle presidenze di Commissione, ha capire come adesso i conti non tornino più. Perché delle 7 Commissioni a disposizione del centrodestra ora la Lega ha 4 presidenze, 2 ne ha Fratelli d’Italia e una soltanto Forza Italia (che ha perso la Riforme, che è guidata da Mattiani, e la “Sesta”, presieduta dalla Gentile). E’ difficile che la situazione possa reggere così com’è, alla luce dei risultati elettorali che dicono che Forza Italia in Calabria vorrà riprendersi quantomeno una Commissione perché Fi è cresciuta e si è rafforzata, come Fratelli d’Italia, sicuramente in termini maggiori rispetto alla Lega, che pure è andata meglio rispetto alle disastrose Politiche. In più Azione, che a livello nazionale è sotto il quorum in Calabria alle Europee è andata bene, e certo chiederà spazi non avendo tra l’altro al momento alcuna casella tra Consiglio, Giunta e sottogoverno. Per dirla in termini molto spicci, ce n’è abbastanza per ritenere che dalle parti di Palazzo Campanella ci sarà parecchia tensione, nelle prossime settimane, considerando poi che il tema del “tagliando” in Consiglio regionale finirà con l’intrecciarsi anche con le novità annunciate in Giunta, anche se qui Occhiuto ha già messo in chiaro che non è disposto a trattare più di tanto. E quindi ce n’è abbastanza per ritenere che i fronti polemici non mancheranno, nella maggioranza di centrodestra, con il rischio di trasformare la ripresa in un ring. Anche perché ce n’è un altro, di fronte caldo, che potrebbe avere un certo peso, e cioè la recente freddezza tra i due presidenti, Occhiuto e Mancuso, che hanno viaggiato d’amore e d’accordo fino a quando non sono state definite le candidature alle Europee ma che secondo i bene informati si sarebbero allontanati l’uno dall’altro dopo la decisione di Mancuso di entrare nella lista europea della Lega, indispettendo non poco Occhiuto che sotto sotto puntava a far transitare Mancuso nei ruoli azzurri. Ci sarà il disgelo? Chissà. Certo è che dalla prossima settimana all’Astronave probabilmente si ballerà, e non di gioia. Alla fine la quadra di tutto si troverà, ma non sarà una passeggiata… (a. cant.)

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