Cellulari e sim ad un detenuto del carcere di Siracusa, condanna lieve per un cosentino
Il gup di Milano ha deciso la pena ad 1 anno e 8 mesi per Marco Patitucci. Esclusa l’aggravante mafiosa

MILANO L’accusa presupponeva l’esistenza di una associazione mafiosa che avvalendosi della forza intimidatrice avrebbe commesso una serie di delitti: usura, reati contro il patrimonio, detenzione di armi ed esplosivi, corruzione, spaccio e frode fiscale. Il sodalizio secondo l’accusa avrebbe messo le mani anche sul controllo delle attività economiche del settore dei servizi di pulizia e facchinaggio, trasporti e ristorazione. E’ lungo l’elenco delle accuse mosse a vario titolo a 37 persone finite al centro di una inchiesta condotta da polizia e guardia di finanza tra Lombardia e Calabria, in cui erano coinvolti anche soggetti legati alla ‘ndrangheta. Sequestrati beni per oltre 13 milioni di euro. Nell’operazione è stato coinvolto anche il cosentino Marco Patitucci (difeso dall’avvocato Andrea Caruso) 38enne di Roggiano Gravina. L’accusa nei suoi confronti è di aver procurato ad un detenuto del carcere di Siracusa una sim card e tre telefoni cellulari dietro il pagamento di 1.500 euro versato su un conto Poste Pay. Reato aggrevato dall’aver favorito l’associazione mafiosa. L’episodio contestato – in concorso con altre persone – si è verificato nel 2021: il gup del Tribunale di Milano – al termine del processo celebrato con rito abbreviato – ha condannato Patitucci alla pena di 1 anno e 8 mesi di reclusione escludendo però l’aggravante mafiosa. (f.b)