COSENZA La parte sana della città dei bruzi si sarebbe trasformata in «una grande piazza di spaccio». È quanto sostiene la procura di Cosenza, nelle carte dell’inchiesta denominata “Lockdown“. La fotografia reale di una città di provincia segnata dall’illecito arricchimento e dallo sballo a base di coca. È la realtà che emerge dall’attività investigativa dei carabinieri di Cosenza, che ha portato a ricostruire una fitta rete di traffico illecito di sostanze stupefacenti. Un’attività costante e redditizia che immette «quotidianamente sul mercato illegale una considerevole qualità di sostanze illegali come marijuana, hashish, cocaina ed eroina, assicurando il fabbisogno di un numero considerevole di assuntori».
Il gip Claudia Pingitore ha fissato l’udienza preliminare per tutti i 61 imputati coinvolti nell’operazione, ora a rischio processo.
Luca Ritacco, Luca Brogno, Giuseppe Algieri, Khalil Nader, Jerry Ikponmwoba, Daniele Perri, Francesco Cristiano, Sandra benemerito, Abderrahman El Ouafi, Nabil Saidani, Nabil Salym, Hicham Benkdiba, Pietro Alessio, Samir Costache, Maurizio Altavilla, Christian Francesco Ruffolo, Idolo Iuele, Mohamed Hassen Ben, Alessandro Morrone, Luca retek, Fedele Pacia, Francesco Gagliardi, Carlo gagliardi, Cosimo Manzo, Giovanni benvenuto, Lorenzo Nicoletti, Vittorio Imbrogno, Giuseppe Muto, Gino Le Fosse, Aristide Bossomo Bandjing, Rosario Giuseppe garofalo, Francesco Paco Critelli, Enzo Bertocco, William Zupo, Fausto Corleone Foliaro Guzzo, Angelo Mancuso, Zakaria Tchebibi, Gianni Lattari, Italo Garrafa, Riccardo Mignolo, Pietro Paolo Mignolo, Giuseppe Chianello, Amedeo Pirri, Andrea Iuele, Enrico Toscano, Giovanni Bartucci, Antonio Bevilacqua, Daniel Giordano, Giuseppe De Bartolo, Mariella tenuta, Domenico Chianello, Sandro Maestro, Francesco Bevilacqua, Mattia Oliva, Armido Biagini, Damnilo Stancati, Andrea Gaudio, Alessandro Cinerari, Antonio Ippolito De Rose, Cristian Francesco Sacco, Toni Berisa. (f.benincasa@corrierecal.it)
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