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il sistema criminale

Dalla Calabria a Malta, la rete globale della ‘ndrangheta nell’industria del gioco d’azzardo

Con una «burocrazia quasi inesistente», è crocevia per affari illeciti. I clan calabresi in prima linea nel settore delle scommesse online

Pubblicato il: 07/07/2025 – 6:45
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Dalla Calabria a Malta, la rete globale della ‘ndrangheta nell’industria del gioco d’azzardo

ROMA Strategica per la sua collocazione geopolitica, Malta negli anni ha attratto gli interessi economici di imprenditori e liberi professionisti, ma anche quelli della criminalità organizzata: alla base «l’esistenza di regimi fiscali molto vantaggiosi e di una burocrazia quasi inesistente». Mentre l’industria del gioco d’azzardo, in particolare le scommesse online, si è rivelata un terreno fertile per l’infiltrazione e le attività illecite, rendendo l’isola «altamente vulnerabile all’infiltrazione della criminalità organizzata». E nel quadro tracciato dalla Direzione Investigativa Antimafia nel suo ultimo rapporto, la ‘ndrangheta risulta essere una delle organizzazioni più attive in tale contesto.

Il sistema

Significativa l’operazione che il 30 gennaio 2024 ha portato all’esecuzione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca beni emessa dal Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di un imprenditore nel settore dei giochi e delle scommesse online. Una figura emersa nell’ambito dell’operazione “Galassia”, che ha fatto luce su un sofisticato e altamente remunerativo sistema criminale, finalizzato alla raccolta illecita di scommesse on-line. Un’organizzazione con base decisionale e operativa a Reggio Calabria e ramificazioni anche all’estero tramite società con sedi a Malta, in Romania, in Austria e in Spagna. «Tali società – come emerge dalla ricostruzione della Dia sulla base delle indagini – avrebbero agito mediante un sistema di guadagno a “cascata”, dal master, vertice della piramide e promotore dell’organizzazione, all’end user, il giocatore finale».

I collegamenti con la ‘ndrangheta

Indagini che hanno dimostrato collegamenti con la ‘ndrangheta, alla quale veniva garantita parte dei proventi. In cambio, l’organizzazione mafiosa calabrese avrebbe garantito protezione e diffusione dei brand on line e in esercizi commerciali locali. «I punti affiliati – si legge nella ricostruzione – trasferivano le somme incassate alla direzione amministrativa dell’associazione allocata all’estero, sottraendole all’imposizione fiscale italiana». In particolare, le società con sede legale in Austria e Malta avrebbero operato in Italia attraverso una stabile organizzazione, costituita da più punti commerciali distribuiti sul territorio e dediti alla raccolta di puntate su giochi e scommesse, attraverso siti non autorizzati, molti dei quali gestiti dagli stessi soggetti indagati. (m.r.)

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