Americo De Grazia, il calabrese oppositore di Nicolás Maduro
L’attacco Usa e la cattura del presidente venezuelano. Arrestato e poi liberato, il politico è originario di San Pietro in Amantea

CARACAS L’attacco al Venezuela ordinato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è arrivato nel giorno del sesto anniversario del raid Usa contro Qassem Soleimani, una delle figure più potenti dell’Iran. Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio del 2020, il comandante dell’unità d’elite dei Guardiani della Rivoluzione iraniana venne ucciso in Iraq con un’operazione che segnò una drammatica escalation delle tensioni in Medio Oriente. Il raid statunitense ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, sorpreso dai membri della Delta Force: la principale unità speciale dell’esercito americana. A riferirlo sono stati funzionari statunitensi a Cbs News. La Delta Force è stata anche protagonista della missione del 2019 in cui è stato ucciso l’ex leader dello Stato Islamico Abu Bakr al-Baghdadi.
Chi è Americo De Grazia
C’è una storia, tra le tante, che lega la Calabria al Venezuela. E’ quella di Americo De Grazia, originario di San Pietro in Amantea, piccolo borgo del tirreno cosentino, arrestato il 7 agosto 2024 e poi liberato. Fervido oppositore del presidente Nicolas Maduro, dopo oltre un anno di detenzione nelle celle del famigerato carcere dell’Helicoide a Caracas, il calabrese è tornato libero ad agosto 2025. Il suo rilascio seguì quello di altri sette leader dell’opposizione.
Classe 1959, in condizioni di salute precarie, De Grazia ha trascorso oltre 365 giorni rinchiuso in condizioni estreme nell’istituto penitenziario, una struttura nota per le gravi violazioni dei diritti umani e denunciata da organizzazioni internazionali come Human Rights Watch e Amnesty International. Ex parlamentare, figura storica del dissenso venezuelano, è anche cittadino italiano. Due volte sindaco di Piar, due volte Consigliere regionale, due volte Deputato nel Parlamento, si è contraddistinto per aver lottato contro le violazioni dei fondamentali diritti dell’uomo. Nelle elezioni del periodo 2015-2020 era stato eletto per la seconda volta come deputato al Congresso Nazionale del Venezuela, raggiungendo 65.307 voti e diventando una delle voci più importanti dell’opposizione e per tutti gli elettori che auspicavano un cambiamento del paese. Nella carriera politica dell’oppositore di origini calabresi c’è anche la carica di Presidente della Commissione di Energia e Miniere del Congresso, con l’impegno profuso nell’affrontare le problematiche relative alla cattiva gestione delle risorse naturali, da parte dello Stato. Un’azione decisamente agli antipodi rispetto alla politica attuata dal regime di Maduro.


Il legame con la Calabria
A San Pietro in Amantea, la cattura di De Grazia aveva lasciato un segno profondo. L’intera comunità si era stretta attorno alla sua famiglia. Dopo l‘arresto, anche il Consiglio regionale calabrese si era attivato con una mozione che richiamava una task force istituita dal Governo italiano e dal ministero degli Esteri, guidato dal vicepremier Antonio Tajani. La sua cattura veniva considerata conseguenza del suo ruolo di «oppositore politico» e il suo arresto privo di «una contestazione da parte della magistratura inquirente, privato della possibilità di difendersi nonché di esprimere il proprio pensiero politico unitamente a quella di proporre opposizione, rispetto alla maggioranza che governa, secondo le regole sottese allo svolgimento della più elementare democrazia». (f.b.)
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