Narcotraffico, Gratteri: «Il Venezuela non è l’epicentro»
«La cocaina si produce in Colombia, Bolivia e Perù»

CARACAS Cosa si nasconde dietro l’attacco americano al Venezuela? Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avrebbe affondato il colpo anche per contrastare il narcotraffico. Wikimafia ha recentemente raccolto le considerazioni del procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, sulle presunte rotte dei narcos in terra venezuelana. «Se vogliamo essere sinceri, il Venezuela – parlando di narcotraffico – è l’ultimo dei paesi sudamericani del quale dobbiamo interessarci», esordisce l’ex procuratore della Dda di Catanzaro. «La cocaina si produce in Colombia, Bolivia e Perù e non in Venezuela (ne abbiamo parlato anche qui). Non mi sembra un paese democratico quello che bombarda o che uccide e fucila i presunti trafficanti. È come se noi in Italia dicessimo “io so che Tizio è mafioso e quindi lo uccido in via preventiva”. Non stiamo parlando nemmeno della pena di morte dopo un processo, dopo una sentenza». Per Gratteri, i bombardamenti sono insensati. Seguendo la logica di chi sgancia le bombe pensando di arrestare o contrastare il traffico di cocaina, «per coerenza, bisognerebbe bombardare le “cucine” (le raffinerie di droga) presenti nella foresta amazzonica».
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